Saturnia

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Avete chiesto in giro di Saturnia e vi hanno risposto parlandovi delle Terme di Saturnia, quelle che si affacciano dalle piscine del noto resort e quelle libere e gratis che sgorgano copiose e calde poco più in là alle Cascate del Mulino? Eppure Saturnia, questo angolo di Toscana nella Maremma ad una distanza di circa 60 km da Grosseto è molto più di più di una foto in costume sulle sponde calde e rilassanti, è molto più di una brochure vip… è storia di secoli e secoli e di tracce ce ne sono molte.

Cosa c’è da vedere a Saturnia? Etruschi e Roma, Medioevo e musica ma soprattutto una leggenda che indica questa piccolissima cittadina come la prima d’Italia e poi tutta quella storia sul diavolaccio….

E’ vero, sono le terme, da moltissimi secoli ormai, la vera piccola meraviglia di questa piccola frazione del Comune di Marciano: il capoluogo si trova circa una quindicina di chilometri più a sud, e già i romani, grandi cultori del benessere delle acque, una volta conquistato il sito intorno al 280 a.c. ne fecero un punto di accesso termale.

 

TERME. L’acqua proviene dal Monte Amiata che si trova ben 40 km più a nord e sgorga già a 37,5° sia alle Terme di Saturnia che al Gorello o Cascate del Mulino e tutto questo dopo un lungo tragitto che ne arricchisce le caratteristiche benefiche, esaltando, attenti che adesso facciamo i pavoni ed andiamo sul tecnico, le sue proprietà di acqua Solfurea-Carbonico-Solfato-Bicarbonato-Alcalino-Terrosa ad alto contenuto di idrogeno solforatominerali, anidride carbonica e di un particolare elemento naturale, il Plancton Termale.  Detto questo a vantaggio degli estimatori e profondi conoscitori delle virtù termali, non vi si sta certo a spiegare oltre ai benefici per la salute la piacevolezza della immersione libera nelle sue pregiatissime acque. Saturnia in questo senso è un’esperienza unica, provate a passarci una giornata nella stagione giusta e poi mandateci una cartolina con il computo totale dei giorni trascorsi.

Potete vivere l’esperienza termale in diversi modi: il primo è senz’altro presso il grande ed esclusivo centro termale organizzato ‘Terme di Saturnia’ che, fra le grandissime ed affascinanti piscine comprende sdraio con ombrelloni, campo da golf 18 buche par 72, circuito wellness, residence resort, ristoranti, palestre per il fitness ed anche la ricostruzione di un Bagno Romano per vivere un’esperienza d’altri tempi. Bellissimo non c’è che dire, sinonimo di relax e di attenzione per sè stessi, clima di Toscana assicurato, metti il naso fuori e tutto si chiama Maremma, atmosfera esclusiva… a Saturnia del resto ci si arriva principalmente per questo!

Poi ci sono le Cascate del Mulino, l’altro modo di vivere le terme altrettanto unico. Ci sarà per forza un giorno del vostro soggiorno maremmano in cui prenderete il vostro asciugamano e vi infilerete dall’altra parte della strada: quale strada? La statale Saturnia – Pitigliano, due chilometri e mezzo a sud dell’abitato di Saturnia, proprio dall’altra parte della strada rispetto all’estremo sud dei campi da golf delle Terme di Saturnia, un passo dentro la stradina che indica le Cascate c’è il parcheggio, il bar e più giù un piccolo miracolo della natura. 

Qui Saturnia vi offre le Terme libere e gratis in un contesto che risulta davvero speciale. Trattasi di vere e proprie cascate naturali di acque sulfuree che cadendo nel tempo sul travertino, roccia tipica della zona, hanno creato una serie di piscine altrettanto naturali, piccole e grandi, l’una sull’altra sovrapposta in uno scenario assolutamente originale e seducente. Piccole vasche a 37,5° dove immergersi che terminano in una specie di laghetto che poi proseguire nel fiume. Prendete il quaderno degli appunti di viaggio e segnate subito ‘Cascate del Mulino’, fatto? Se ci vediamo da quelle parti io sono quello con l’asciugamano della Nazionale di rugby!

 

LEGGENDE. Voi prendetela come volete, magari fate pure spallucce ma… le acque che sgorgano già calde, le Cascate del Mulino create dalla natura, quel sapore ed odore sulfureo con tracce neanche tanto evanescenti di mistero: tutte queste cose messe insieme una giustificazione a certe leggende la danno eccome. Quali leggende? Dice una di queste che il Diavolo, quando esce dagli inferi per farsi un giretto, riemerge da queste acque calde di Saturnia! La cosa sarebbe confermata da una delle storie maremmane che ancora si tramandano da queste parti, quella del ‘Cavaliere e del Diavolo’. Racconta di tempi andati, quando un cavaliere attraversando i boschi della zona e si imbattè “in uno strano suono, una specie di guaito. Si guardò intorno e vide un cucciolo di cane… il guaito del cagnolino però, divenne presto ossessivo. Guardandolo ancora il Cavaliere si accorse che il cucciolo era ormai un cane adulto. Il Cavaliere guardava l'animale che cresceva a dismisura … vide il cane trasformarsi in una bestia ancora più grande …. Aveva la bestia due occhi che brillavano come carboni ardenti ed una bocca che vomitava lingue di fuoco scoppiettante. Il Cavaliere pensò di avere davanti a sé il Demonio. Il Demonio vero! Spaventato, terrorizzato iniziò a correre all'impazzata, spronando il cavallo. Arrivò così stravolto a Saturnia. Tremante, narrò di getto l'orrenda avventura a tutta la gente che incontrava…’. La cosa si racconta come accaduta in zona Le Cave e voi, ovviamente, siete tutti liberi di non crederci, anche perché sono cose vecchie, forse oggi al massimo il Satanasso verrebbe su per farsi due buche in pace che anche lui c’ha i suoi problemi da risolvere che non se ne può più… ma intanto a Saturnia la raccontano ancora e se alla sera volete andare verso ‘Le Cave’ mettiamoci d’accordo: io sono quello che resta al bar! 

 

STORIA. Le prime testimonianze dell’insediamento di Saturnia sono etrusche e risalgono al VIII secolo a.C. La città prima della penisola, secondo la leggenda che la volle forgiata direttamente da uno degli dei pagani, si chiamava Aurinia. Furono i romani, che ne entrarono in possesso appunto nel 280 a. C., a darle il nome attuale ed a perpetrare la sua prima devastazione: correva l’anno 82 a.C. e Saturnia, per la sola colpa di aver ospitato il Gaio Mario capo della fazione dei populares, fu attaccata e “conquistata” dalle truppe dell’aristocratico Lucio Cornelio Silla capo della fazione degli ottimati.  Era la Guerra Civile romana e, se proprio lo volete sapere, alla fine vinse Silla… chissà se questo si è poi pentito di cotanto sulfureo scempio ed è tornato a Saturnia a farsi un bagno…

La decadenza romana portò a Saturnia prima i Goti e poi i Longobardi - siamo intorno al 600 d. C. - ma di questo centro si ha ancora veramente menzione intorno al 1170. Il suo Castello, a quell’’epoca, è sotto il controllo dei senesi Conti di Tentennano e, nel 1216, è direttamente sotto il dominio degli Aldobrandeschi, quindi sotto i conti della vicina Santa Fiora. Nel 1274 passa in capo a Sovana e diventa di fatto terra di saccheggi, prima nel 1299 a cura dei Senesi e poi nel 1313 con gli Orvietani che la occupano. Singolare la vicenda dei Senesi in Saturnia i quali la volevano fortemente e riuscirono a conquistarla finalmente nel 1389: evidentemente però il diavolo (rieccolo) fa le pentole ma non i coperchi perché gli stessi senesi la rasero al suolo mentre era sotto il proprio dominio: Saturnia era infatti diventata il principale covo degli oppositori della Repubblica e di molti sovversivi.

Successivamente i senesi rimisero in sesto la località e, tra il 1454 ed il successivo decennio, ristrutturarono pure la bella cinta muraria, destinando però il territorio a famiglie di immigrati provenienti dalla Lombardia e dalla Romagna. Nel 1559 Siena passò ai Medici e Saturnia con lei, i fiorentini la concessero dal 1593 ai Marchesi Ximenes d’Aragona che ne fecero proprio feudo ma la località perse il suo splendore fino all’Ottocento quando Saturnia si ridestò grazie all’opera di un nobile, tale Bernardino Ciacci che, nel 1865 dopo bonifiche e ristrutturazioni, fondò il primo stabilimento termale. Cominciò così il cammino che ha fatto di Saturnia una delle località termali più rinomate ed esclusive della penisola.

 

DA VEDERE. Una foto di Saturnia non potrà avere solo la rappresentazione di acque e vapori vari: ci sono luoghi da visitare, tante cose da vedere, magari fra un bagno e l’altro, fra un fade ed un hook, fra un giro a cavallo ed uno in palestra.

Il piccolo abitato di Saturnia non ha propriamente i contorni del borgo toscano medioevale: questa è una visita diversa forse e soprattutto perché quello che andiamo a vedere parte da più lontano. Originariamente erano quatto le porte di Saturnia che ne delimitavano l’accesso, ma oggi ne possiamo vedere solo una, pressochè intatta: è la Porta Romana. Si trova nel perimetro sud del paese, dove la centrale via Mazzini fa l’ansa su via della Chiesa e porta alla bella parrocchiale di Santa Maria Maddalena e la viuzza a fianco corre verso l’antica Via Clodia… una brevissima passeggiata e siete nel II secolo a.C.! La porta regge ancora una parte delle mura romane che poi proseguono nella versione aldobrandesca medioevale: state cambiando epoca, davvero un passo più in là c’è la Rocca di Saturnia, al cui interno c’è un piccolo castello edificato in stile medioevale nel 1929 dai proprietari - la famiglia Ciacci - fuori possenti le mura, belli i merli, feritoie e torri agli angoli. Si può inquadrare e vedersi la Rocca anche dall’uliveto che le sta ora davanti, siamo fuori dalla Clodia ora. Bello qui.

Si rientra verso la chiesa: guardandola, subito a sinistra, c’è via Italia e, appena più avanti, una scuola dove uno dei piani è occupato dal Museo Archeologico di Saturnia. Lì trovate una notevole quantità di reperti etruschi rinvenuti fra la seconda metà dell’ottocento ed il 1930 da studiosi che approfondirono le origini locali per conto della nobile Famiglia Ciacci. La ‘Collezione Ciacci’, così si chiamava la somma dei ritrovamenti, è stata esposta privatamente nel Castello di Saturnia fino agli anni ottanta per poi essere ceduta allo Stato dai Ciacci al Museo di Grosseto. Solo nel 2003 Saturnia si è arricchita di un’esposizione museale che ora è a disposizione di tutti i visitatori.

Parallelo a via Italia, verso nord, c’è Piazzale del Bagno Secco: già che ci siete fateci un salto, non si fa fatica, siete nello stretto… troverete una grande vasca delimitata in pietra: trattasi di cisterna romana per la raccolta dell’acqua. Tutto questo piccolo centro di Saturnia e le piccole località intorno sono seminate di resti romani, potreste anche mettervi a fare una cosa tipo caccia al ritrovamento, volete qualche indizio? Vi giro quelli che diedero a me: trovate Piazza Vittorio Veneto, sotto l’abitazione della Famiglia Ciacci sono state individuate tracce di un edificio di età romana con mosaico… trovate Porta di Fonte Nuova, sono conservati gli stipiti della porta… Trovate via B. Ciacci, dov’è stata scoperta, tagliata nel travertino, una fognatura romana… in molti punti della città ritrovate pozzi e cisterne romane con copertura a botte… ma se vi fate accompagnare in giro o vi fate rilasciare nuovi indizi da qualcuno del posto, avrete tutto il tempo per stupirvi. Che sia una buona idea? Bhè, se ci si trova fra cotanta romanità, mi vedrete fotografare i ‘sassi’.

Se il salto così indietro nel tempo vi piace davvero, negli immediati dintorni di Saturnia sono diverse le Necropoli: la più nota è quella del Puntone, ci vuole un po’ di buona volontà per arrivarci, ma poi verrete soddisfatti. Dall’abitato di Saturnia in linea d’aria non è lontanissima, ma in mezzo c’è il fiume Albegna che invece costringe, con mezzo a motore, a rientrare sulla SP10 verso nord poi girare verso ovest sulla Statale. Con un po’ di pazienza ed attenzione si arriva allo svincolo, segnalato, che vi inoltra in aperta campagna verso la Necropoli dove trovate almeno una trentina di tombe a camera con tumulo ed una decina di tombe a fossa.

 

EVENTI. Noi di toscanainside.com ve lo diciamo sempre e qui lo ripetiamo: la Toscana è godereccia ed anche in questa terra di zolfo e di etruschi si respira aria di festa anzi di festival.

Saturnia Festival esiste dal 2006. Si tratta di dieci concerti di alto livello che si svolgono nel mese di agosto, dieci appuntamenti gratuiti vestiti con la voglia di fare musica: c’è il jazz, il funk, il gospel, il soul, la classica, la pop… Un calendario davvero stimolante al servizio dei visitatori che si innesta nel già ricchissimo panorama di iniziative di cui ci delizia Terme di Saturnia. Se volete essere sempre aggiornati sul calendario degli eventi in Toscana, visitate la nostra pagina dedicata!

E’ vero che passerete buona parte del vostro tempo immersi nel caldo relax termale ma, alla bisogna, in giro per Saturnia di itinerari ne trovate eccome. Fateci molto di più di un pensierino… andateci.