Equi Terme

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Non lasciatevi ingannare dal nome, Equi Terme non vi offrirà solo il tanto sospirato relax ed i benefici di un’acqua dalle proprietà portentose. Saprà regalarvi anche una natura spettacolare: potrete visitare ‘Le grotte di Equi’ dove viveva l’uomo di Neanderthal, ammirare la maestosità della vetta del Pizzo d’Uccello, la peculiarità del ‘Solco di Equi’, uno stretto e profondo canyon naturale e le ‘Marmitte dei giganti’, cavità naturali colme d’acqua e profonde fino a 4 metri.  E se questo non vi basta, avrete a disposizione anche l’antico borgo di Equi con le casette di pietra arroccate a ridosso della montagna o altri paesi vicini come  o Gragnola.

EQUI TERME: COME ARRIVARE. La stazione termale gode di una posizione davvero invidiabile: è in provincia di Massa-Carrara, fa parte del comune di Fivizzano e sorge sulle pendici del Pizzo d’Uccello, una delle montagne più alte delle Apuane. La collocazione, a 250 mt sul livello del mare, è l’origine del sui clima fresco e ventilato anche nelle giornate estive più calde. Ed è per questo che, molti turisti che soggiornano in Versilia, optano per rilassarsi alle terme, circondati dal verde e piacevolmente ritemprati da un inaspettato refrigerio. La strada da fare per allontanarsi dalle spiagge affollate non è molta: Equi dista infatti 80 Km da Viareggio (il suo Carnevale è conosciuto in tutto il mondo) e 70 dalla più vicina Massa o da Forte dei Marmi. Come ci si arriva? In auto dovete prendere l’autostrada Parma- La Spezia ed uscire ad Aulla, seguite poi le indicazioni e dopo aver attraversato i paesi di Pallerone, Sericolo, Rometta, Gassano, Gragnola e Monzone arriverete a Equi Terme.

EQUI TERME: DA NEANDERTHAL ALLA SECONDA GUERRA MONDIALE. Ora che sapete come arrivare, prima di darvi qualche dritta su cosa fare a Equi Terme, voglio raccontarvi qualcosa sulle origini di questa terra che, come vedremo, era abitata già dall’uomo di Neanderthal. Un po’ più avanti, ed esattamente nel V secolo a.C., la popolazione dei Segauni o Liguri-Apuani, spinti dai Celti, si spostarono verso queste zone impervie. Il IV secolo a.C. fu un periodo di relativa calma in cui le popolazioni erano già dedite a quelle che saranno le attività principali dell’area: allevamento, artigianato del legno, viticoltura. Ed infatti scambiavano con gli Etruschi e con le altre popolazioni costiere della Versilia, lana, legname e vino. Nel III secolo a.C. la pace finì con i primi scontri contro i Romani che premevano per espandersi a nord. Gli Apuani si allearono con Annibale, (quello che fece attraversare le Alpi agli elefanti) e cercarono in tutti i modi di resistere ma, ahimè, alla fine dovettero soccombere. Fu così che furono deportati nelle colonie di Lucca e Luni. Durante il medioevo la zona dove adesso sorge Equi faceva parte di una grande ‘provincia’ che comprendeva le attuali Spezia, Massa Carrara e la Garfagnana. Anche qui passarono le orde distruttive dei Longobardi e con il successivo declino dell’impero Romano seguirono anni dove carestie e malattie erano all’ordine del giorno. Le fortificazioni della zona sono una testimonianza concreta del tentativo di difendersi dalle ‘turbolenze’ del medioevo. Molti di questi castelli erano di proprietà della famiglia dei Malaspina, proprietà della quale erano stati investiti direttamente da Carlo Magno. Con la Rivoluzione Francese i feudi furono inglobati nella Repubblica Cisalpina prima, e nel Regno Italico dopo. La zona, come molte altre zone montane della Toscana settentrionale, acquisterà di nuovo importanza strategica durante la Seconda Guerra Mondiale grazie al passaggio della Line Gotica.

UN CUORE DI MARMO CHE SPRIGIONA SALUTE. Se decidete di passare le vacanze alle Terme di Equi o semplicemente di trascorrerci un week-end o una sola giornata, non aspettatevi niente di avveniristico e moderno. Sì insomma, non è una di quelle spa futuristiche come se ne trovano ormai in molte delle nostre città. E allora, vi chiederete, perché venire fin quassù? Per l’acqua meravigliosa che da millenni offre le sue proprietà benefiche e curative… e anche per il paesaggio mozzafiato dal quale sarete circondati. Qualche piccola miglioria organizzativa e strutturale potrebbe rendere il soggiorno ancora più confortevole, ma vi assicuro, che, alla fine, non manca nulla per renderlo piacevole.  Come dicevamo, la ricchezza di Equi sta proprio nelle sue acque che traggono  le loro proprietà  dal cuore di marmo delle Alpi Apuane, per poi alimentare le  sorgenti delle  Terme di Equi.  Le acque vengono filtrate e raggiungono il sottosuolo ad una profondità tale che risultano essere addirittura riscaldate. La temperatura del sottosuolo aumenta infatti di 1 grado ogni 30 mt. Vediamo adesso quanto siete bravi in matematica: se l’acqua raggiunge i 300 mt quale temperatura raggiunge? E cosa succede? Ok, tempo scaduto: l’acqua va in ebollizione e la pressione la spinge di nuovo in superficie. In questo percorso di risalita, grazie alla temperatura, l’acqua si arricchisce di minerali, gas e mantiene anche alla sorgente una temperatura di 25 gradi. Si tratta di acque salso-solfato-alcaline che, per il residuo fisso medio, vengono definite minerali. Nella zona sono presenti tre sorgenti con caratteristiche diverse: la sorgente di Equi e le altre due nel vicino paese di Monzone, l’acqua nera per il colore dei ciottoli sui quali scorre e l’acqua salata. Le fonti erano già note ai tempi dei romani, che in quanto a terme, ormai è noto, erano dei grandi intenditori!

A cosa fa bene quest’acqua preziosa? E’ indicata per le affezioni dell’apparato respiratorio e per problemi di carattere otorinolaringoiatrici, per le affezioni cutanee e osteoarticolari ed in angiologia. A seconda delle patologie possono essere utilizzate diverse tecniche curative come idromassaggi e bagni termali in apposite vasche con temperatura da 36° a 39° o nelle piscine che hanno una temperatura di circa 27°. Si possono fare inalazioni, aerosol, nebulizzazione, docce ed irrigazioni nasali. Infine agli ospiti possono essere praticati massaggi generali o parziali. Lo stabilimento offre anche i classici servizi estetici che vanno dalla manicure e pedicure fino ai fanghi ed ai bendaggi.
Lo stabilimento ha due piscine esterne continuamente alimentate dal getto dell’acqua termale. Al di là dell’aspetto curativo, in estate queste diventano un vero e proprio luogo di ritrovo dove passare semplicemente qualche ora ‘a mollo’ e al fresco. La piscina più grande è ovale (misura 40 mt per 14 mt) ed ha una profondità che va da 1,20 a 2,20 metri. Troppo per i bambini? Niente paura: c’è una piscina anche per loro dove potranno sguazzare in sicurezza: è rettangolare (misura 16 x 8m) ed è decisamente meno profonda, va infatti da 60 cm a 1,50 m. E chissà se tra i poteri di queste acque c’è anche quello di dare una calmata ai pargoli più vivaci. Provate e poi mi fate sapere!

EQUI TERME E LE GROTTE: UN GIOIELLO NATURALISTICO NELLA VALLE DEL LUCIDO. Dopo il relax, per tenersi attivi ci vuole un po’ di movimento! Pronti per una fantastica escursione alle Grotte di Equi Terme? La Valle del Lucido, dove si trova Equi è, infatti, un vero e proprio gioiello naturalistico con caratteristiche geologiche davvero eccezionali. Iniziamo dalle Grotte, un’esperienza che incuriosirà gli adulti e che esalterà i vostri bambini. Unica raccomandazione: sono ammessi solo bambini che camminano autonomamente e non si può accedere con passeggini, marsupi o affini. Quindi, se i vostri pargoli hanno meno di 3-4 anni, per il momento ci dovrete rinunciare. Altra raccomandazione: copritevi perché anche d’agosto la temperatura non supera i 13 gradi e lasciate perdere infradito e tacco 12! In caso di pioggia informatevi prima, alcune parti della grotta si allagano e quindi il sito rimane chiuso alle visite. La biglietteria e la sala accoglienza si trovano in un vecchio mulino ristrutturato dove troneggia una presenza un po’ inquietante: un orso enorme con le fauci minacciosamente spalancate. Ma di questo vi racconterò più tardi… Le grotte, così come le terme, devono la loro origine all’acqua ed alla sua azione che in migliaia di anni, ha formato pozzi, gallerie, sale e laghi sotterranei. Si sviluppano per quasi 1.000 metri e sono divise in tre parti:

  • la Buca, che è la porta ormai fossile dove l’acqua non scorre più
  • le grotte vere e proprie dove l’acqua esercita ancora il suo magico potere e crea stalagmiti e stalattiti. Questa parte è composta da varie ‘sale’, ognuna delle quali caratterizzata da un paesaggio surreale, fantastico, incantato
  • l'’ultima parte che, da sola, comprende quasi 500 metri, è quella puramente speleologica e quindi non può essere visitata se non da esperti del settore

All’interno del complesso delle grotte si trova un sito archeologico- paleontologico di rilevanza internazionale: ‘La Tecchia di Equi’.  Anche questa è una grotta che si insinua per 30 metri nel fianco della montagna: dai reperti rinvenuti, si è scoperto che era un riparo sia per gli animali che per le comunità di uomini. Sono state ritrovate, infatti, una grande quantità di ossa, tra le quali anche quelle dell’orso delle caverne (ursus spelaesus) che avete visto all’entrata della grotta. Oltre a reperti del periodo dell’uomo di Neanderthal sono stati ritrovati oggetti e manufatti dell’età del rame e del bronzo.

Una volta visitate le due grotte, potrete seguire uno o più percorsi geo-naturalistici che si trovano all’esterno e non risultano troppo impegnativi:

  • le ’Marmitte dei giganti’ o ‘Buca delle serpi’: è un cavità scavata verticalmente dall’acqua profonda fino a 4 metri. Deve il suo nome alle bisce che cercano di abbeverarsi d’estate, cadono dentro e non riescono più a risalire. Avete ragione, non dev’essere un bello spettacolo ma anche questa è natura!
  • le sorgenti di origine carsica: lungo l’alveo del torrente Fagli ci sono due sorgenti carsiche: quella della ‘Buca’ e quella della ‘Barilla’

Sia nella grotta che alla Tecchia, verrete guidati da esperti preparatissimi che pazientemente sapranno interessare anche i più piccoli. Se le informazioni ricevute vi hanno solleticato qualche altra curiosità, potreste trovare soddisfazione al Museo delle Grotte dove oltre alla star – il nostro amico orso gigante - troverete una riproduzione anche dell’uomo di Neanderthal.
Dal Museo delle Grotte, proseguendo per via Buca, vi consiglio una visita anche all’Apuangeolab’, un museo interattivo dove, attraverso appositi dispositivi, vengono riprodotti i fenomeni geologici più importanti: la nascita delle montagne, i terremoti, la creazione dei mari. Se avete bambini un po’ più grandicelli, in età scolare per intenderci, potranno giocare e divertirsi fingendosi geologi.

EQUI TERME: IL PRESEPE VIVENTE IN UN PICCOLO BORGO ANTICO. Dopo le terme e le grotte, vi consiglio una passeggiata tra le viuzze del borgo di Equi Terme. Le case sono ancora tutte in pietra, curatissime con i loro gerani a colorare finestre e balconcini. La chiesetta del Borgo (S. Francesco), anch’essa con la facciata a capanna rigorosamente in pietra, si erge in cima al paese con il suo campanile a cuspide. Ci si arriva dopo essere passati sotto una pittoresca volta, si prosegue per la via e si arriva alla scalinata che porta al sagrato. L’interno, semplice ad una sola navata, ha l’aspetto tipico della cappella medievale grazie anche alla balaustra di marmo posta davanti all’altare. Un momento particolarmente suggestivo durante il quale visitare il borgo è durante il periodo Natalizio (da pochi giorni prima di Natale a Santo Stefano): per le vie del paese ed in grotta viene organizzato a Equi Terme il presepe vivente. Visto che siamo in tema, non posso non raccontarvi anche del miracolo di Equi Terme: l’apparizione della Madonna del Bosco. Si narra che a due pastorelle alle quali era apparsa, la Madonna avesse chiesto di costruire una cappella proprio sul luogo dell’apparizione che, sembra, avvenne il 7 giugno 1608: in quella stessa data, nel modesto santuario situato nel bosco sopra il paese, si svolge una processione in ricordo dell’evento.

I DINTORNI. Se pensate che dopo le terme, le grotte, i percorsi naturalistici ed il borgo, Equi non abbia altro da offrirvi, vi sbagliate! Se trascorrerete qui qualche altro giorno potreste avere l’opportunità di fare qualche altra scoperta interessante visitando gli altri borghi della zona. Tra i più vicini vi consiglio Monzone, a soli 3 km. Oltre a Villa Giannetti del XVII secolo, qui potrete visitare anche l’interessante ‘Museo del Lavoro della Valle del Lucido’ dove sono esposti oggetti, fotografie e filmati sulle attività del passato: le cave di marmo e di quarzite, le fornaci che producevano laterizi e calce, le segherie e le centrali idroelettriche. Vinca invece - a 9 km- è meta degli appassionati di trekking che percorrono la via tra Equi e questo borgo a piedi. Ci vogliono circa due ore solo ad andare, quindi non è proprio una passeggiata per tutti... specialmente in salita! Se siete allenati però ne vale la pena. Anche Gragnola, a 6 km, è un borgo incontaminato dove troverete anche il Castello dell’Aquila, un’imponente struttura fortificata che sembra risalire addirittura al IX secolo.

Cos’è quell’espressione interdetta: pensavate di venire a Equi Terme in piscina solo per farvi un bagnetto e adesso dovrete rivedere l’agenda e organizzare una visita più lunga? Come darvi torto! E non dimenticatevi qualche sosta gastronomica: non potete non assaggiare i famosi testaroli, un dolce di farina di castagne chiamato ‘pattona’ e un altro con frutta secca e semi di anice chiamato ‘carsenta’. No, proprio non si può.