Bagni San Filippo

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Bagni di San Filippo o Bagni San Filippo, Terme di San Filippo e Terme San Filippo? Insomma quel ‘di’ ci va sì o no? Molti lo mettono eccome ma, in tutti i casi, le rilassanti e purificatrici acque termali di Bagni San Filippo terme o Bagni San Filippo Val d’Orcia, come lo chiamano altri, non soffrono certo di questa disputa in punta di denominazione.

Bagni San Filippo è una piccola frazione del comune di Castiglione Val d’Orcia, si trova a circa 520 mt s.l.m., 60 km da Siena: siamo al centro del Parco artistico, naturale e culturale della Val d'Orcia, che è soprattutto sito riconosciuto come Patrimonio Mondiale Unesco. Questo piccolissimo angolo di Toscana ha troppi motivi per vedersi chiamare in tanti modi diversi, volete chiamarlo ‘Fosso Bianco’? Cos’è questo ‘fosso’? E’ una strada, un torrente ma soprattutto un angolo incantevole, se andiamo per indice di celebrità questo sarebbe il riferimento più attuale, ne parliamo fra un po’, quando ci tufferemo in Bagni San Filippo terme libere.

In verità nel nome di questo posticino toscano pare chiaro ci sia di mezzo uno che si chiama Filippo (ma dai?!), ma il personaggio in questione non è, come pensano in molti, il Filippo Benizi, religioso dell’Ordine dei Servi di Maria fatto Santo nel 1671 che da queste parti si nascose nel 1269 per sfuggire alla elezione papale… sicuramente l’origine di questo agognata denominazione toponomastica non è merito suo... ma in qualche modo lui c'entra.
Tutto comincia infatti dalla ‘sua’ grotta ed è questa storia duecentesca che rese infatti celebre questa località. Il Benizi si nascose, proprio per sfuggire a cotanta elezione da parte del Conclave, in una grotta dalle parti di Bagni di San Filippo. Nel Quattrocento, per devozione, questa grotta divenne un suggestivo oratorio realizzato a forma di volta interamente scavata nella roccia. E’ il primo punto da visitare per chi arriva a Bagni San Filippo. In direzione di Campiglia vi fermate in un bosco di noccioli e, dopo una breve passeggiata nella macchia la trovate: tra il verde ed il silenzio è incastonata, in una parete rocciosa, una grata in ferro con dietro una porticina. Ecco la ‘grotta’ di San Filippo Benizi: entrate, un attimo solo di emozione. Affascinante.
In quella grotta il Filippo in questione ci rimase circa tre mesi quando, schivata la nomina al Soglio Pontificio e tirato un sospiro di sollievo, decise di ringraziare con un gesto meraviglioso le genti di Bagni San Filippo che lo avevano aiutato in tanto prezioso eremitaggio. Allora San Filippo Benizi picchiò tre volte con il suo bastone sulla roccia da dove cominciarono a sgorgarvi acque salvifiche. E’ una bellissima leggenda o molto di più? Lasciamo a voi le ricerche su questo passaggio misterioso della storia di Bagni San Filippo ma, qualunque sia la vostra conclusione, resta il fatto che Bagni San Filippo è oggi una meta preziosa del termalismo toscano.

Cosa vi manca di Bagni San Filippo, la mappa? In verità è un piccolo centro bellamente nascosto nella foresta della Val d’Orcia all’interno di un triangolo immaginario che potremmo creare fra Campiglia, Abbadia San Salvatore e Radicofani, quindi alle terme di San Filippo, come arrivare non è un problema. 
Quando siete qui trovate un borgo con poche case, immerso nel verde, regnano pace e tranquillità: si capisce subito che il punto centrale della vostra permanenza sarà sicuramente il bosco che vi circonda perché il bosco e le terme, qui sono un binomio magico.

Mettiamo allora tutto insieme: bosco, Fosso Bianco, monte Amiata, Val d’Orcia, terme Bagni San Filippo, il mix è rilassante ed intenso. Andiamo a scoprirlo. La via principale è intitolata proprio al Fosso Bianco di Bagni San Filippo, la si imbocca all’ingresso del paese sia che proveniate da nord che da ovest, percorrendola sentite dal bosco il torrente, è quella la chiave di accesso di Bagni San Filippo alle terme libere. Immergetevi nel bosco e seguitelo, dal paese vi sono vari accessi su strade bianche, il torrente vi accompagnerà fra pozze e piscine d’acqua termale, a volte calda altre più tiepida… camminate solo un po’ e vi troverete davanti la ‘Cascata Balena Bianca’.  E’ bellissima, enorme, imponente, un tempio immenso di calcare bianco immerso nella foresta fra le acque termali a 48° che la bagnano: il fatto che sia l’unica composizione in bianco creata dalla natura lungo il torrente la rende ancora più seducente. Bellissima, da vedere. Del resto la natura è sempre la protagonista a Bagni San Filippo: il trekking sarà la vostra seconda attività fra un bagno termale e una gita a cavallo, un giro in bicicletta ed una occhiata messa lì fra il Fosso Bianco ed il Monte Amiata.

Torniamo alle terme di San Filippo libere ma anche, basta volerlo, ben organizzate e ricche di servizi esattamente della vostra misura. ‘Terme San Filippo’ è infatti anche un Hotel con piscina termale e centro benessere, pronto per le vostre cure termali ma anche estetiche e di cosmetica, bagni di fanghi ed argilla trattati ancora nel modo più efficace secondo un rituale tradizionale. Tutto questo è immerso nel verde del bosco e nel bianco delle belle composizioni calcaree: frutto di una natura disinibita ed egocentrica che ha fatto di sè stessa una piccola opera d’arte.

Di Bagni San Filippo si dice un paese che è stato creato dall’acqua. Si deve infatti alle sue acque termali il formarsi dell’antico travertino sul quale si siede l’intero paesino; inoltre, il continuo depositarsi di quegli strati di carbonato di calcio, ha comunque suggerito nel tempo molteplici attività fra cui, qualche secolo fa, la nascita di una vera e propria industria, quella della ‘plastica dei tartari’.

Per raccontare questa originalissima attività bisogna risalire al Settecento, siamo proprio a Bagni San Filippo, un certo Leonardo De Vegni, sfruttando la particolare cementificazione delle acque, comincia a costruire una vasta gamma di oggetti utilizzando una tecnica da lui inventata e chiamata appunto ‘plastica dei tartari’. La cosa ha un gran risalto e gran successo nella società del tempo, tanto che anche il Granduca di Toscana se ne dimostra molto interessato e così il Leonardo (è il nome che porta bene al genio o forse è il genio che porta bene al nome?), questo Leonardo, il Leonardo di Bagni dei ‘tartari’ di Bagni San Filippo, nel 1766 apre pure una fabbrica per portare avanti su maggiore scala i suoi lavori. Nel 1788 il De Vegni presenta, descrive e fissa con precisione i punti della sua tecnica davanti all'Accademia dei Fisiocritici di Siena raccogliendo un gran favore. Evviva. Sapete cosa rimane a Bagni San Filippo del Leonardo De Vegni? Sicuramente un buon ricordo ed anche tante belle citazioni sui libri di storia ed architettura però pochissimo di più. Non ‘cercatelo’ in giro per il paese perché, diciamola tutta, il Leonardo De Vegni visse molto a Bologna e Roma, morì nella capitale nel 1801 e poi, ma diciamola proprio tutta tutta, lui era pure di Chianciano Terme ed in Toscana su queste cose ci si piglia eccome.

Bagni San Filippo centro termale, ma da quanto? Vi serva per fare due conti e non credere, una volta arrivati fino a qui, di essere i soli ad aver ‘scoperto’ questo bell’angolo di Toscana. Di questa ‘San Filippo’ si parla in documenti del monastero di Abbadia San Salvatore risalenti all’anno 859 ma, prima di tutti, qui ci arrivarono già i romani. Le Terme San Filippo furono una meta fissa dei Medici, Lorenzo il Magnifico amava sostarci, Cosimo I addirittura finanziò un vasto piano di ristrutturazione delle Terme nel 1566. Nel Seicento il Granduca Ferdinando II fece sapere a tutti che ci andava a curarsi il mal di testa: la solita scusa nobiliare ed il Granduca ci andava a fare flanella o nomea da gran potere curativo delle acque di bagni San Filippo? In tutti i casi la località dell’Amiata era evidentemente in cima alla classifica delle preferenze del tempo.

Bagni San Filippo è un piccolo tesoro nascosto nella Toscana senese, non ci si passa per caso, non la si sfiora percorrendo qualche tragitto famoso, qualche pista del grande turismo standard. Bagni San Filippo è un punto che dovete puntare sulla vostra mappa, dovete risalire la Toscana profonda ed arrivarci con passione, come la gente di qui.

Vi rimane un dubbio eh? Se non era il Benizi, il frate che non voleva fare il Papa, chi era allora il Filippo a cui si deve il nome di questa località? Al centro del paesino c’è la risposta, una piccola chiesetta dedicata a San Filippo apostolo. Semplice e lineare come nella migliore tradizione. Buon viaggio.