Monte Amiata

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Se amate la mondanità, la sfrenata vita notturna e fare shopping in affollati centri commerciali, le vacanze sul Monte Amiata, forse, non fanno per voi! Sull’Amiata, infatti, la vita è tranquilla come una volta, i ritmi sono lenti, ci si prende tempo per fare le cose! Dunque, cosa fare sull’Amiata? Passeggiate tra gli splendidi borghi medievali ed i castelli, trekking verso le cime della montagna, qualche acquisto nelle botteghe artigianali che ancora si trovano lungo le strette vie dei paesi, un pranzo molto ‘slow’ per gustarvi in santa pace tutti i sapori di questa terra. Ecco cosa offre il Monte Amiata: una natura da apprezzare in tutte le stagioni. Il Monte Amiata d’Estate è fantastico e d’inverno non è da meno, visto che sul Monte Amiata lo sci si può praticare nella sua deliziosa stazione! Ci sono poi i paesi ed i borghi dove si respira ancora tutto il profumo della storia, le terme del monte Amiata dove rilassarsi in tranquillità e tanto cibo genuino per coccolare il vostro palato.

PANORAMI A PERDITA D’OCCHIO! Il Monte Amiata si trova nella parte più a Sud della Toscana tra le province di Siena e Grosseto, racchiuso tra la Maremma, la Val D’Orcia e la Val Di Chiana. Essendo un massiccio che si eleva solitario, i panorami offerti dalle sue cime e da molti suoi paesi sono davvero indimenticabili! Nelle giornate più limpide si possono vedere il Gran Sasso, il Terminillo ed i Sibillini oltre che le vette degli Appennini… e se siete davvero fortunati, arriverete a vedere anche la Corsica! Di notte lo spettacolo diventa magico e c’è chi giura di riuscire vedere, in lontananza, il bagliore delle luci di Roma. Le varie località del Monte Amiata, tutto sommato, sono abbastanza agevoli da raggiungere: per il versante est potete uscire ai caselli autostradali di Chiusi-Chianciano ed Orvieto, mentre per il versante Ovest, provenendo dalla Grosseto Siena, l’uscita consigliata è Paganico: da qui, tramite le strade provinciali, seguite le indicazioni per la vostra meta.
La posizione del Monte Amiata, al centro della penisola italiana, lo rende un punto comodo per raggiungere Siena (67 km), Grosseto (55 km), Firenze (144 km) o addirittura Roma (195 km)… tenendo sempre ben presente che si parla di strade di montagna!

UN VULCANO IN TOSCANA. Ebbene sì, il Monte Amiata è un vulcano o meglio, lo era, visto che l’ultima eruzione risale a circa 700.000 anni fa! L’origine geologica è anche il motivo della sua conformazione, un rilievo unico inserito in un’area fondamentalmente pianeggiante. Le numerose sorgenti di acqua calda, disseminate per tutta la zona, sono testimoni di un’attività vulcanica rimasta ormai soltanto nelle viscere della terra. Dove si trovano sul Monte Amiata le terme? A Bagni San Filippo per esempio!
La vegetazione sull’Amiata è particolarmente rigogliosa: ombrosi boschi di faggi, castagni e felci. Scendendo più a valle, le falde si ricoprono invece di viti ed olivi dai quali si ricavano ottimi vini ed un pregiatissimo olio.

LA STORIA dell’Amiata comincia dalla ‘Grotta dell’Arciere’ che si trova nel comune di Abbadia San Salvatore, dov’è raffigurato un uomo che sembra, appunto, brandire un arco: il disegno sulla roccia testimonia la presenza dell’uomo in questa zona già in un passato molto remoto. Maggiori sono, ovviamente, i riscontri della presenza sul territorio degli Etruschi prima e dei Romani poi. Addirittura le due interpretazioni del toponimo, Monte Amiata, si rifanno alle due civiltà: secondo alcuni il nome verrebbe da ‘Mons Tuniatus poi divenuto ‘Montuniata’ e trarrebbe origine da ‘Tinia’ una divinità Etrusca. Secondo altri, invece, deriva dal latino ‘ad meata’ che significa ‘ alle sorgenti’. Durante i primi anni dopo Cristo, gli insediamenti si sono concentrati soprattutto nelle parti più basse. Più avanti, con l’arrivo dei Longobardi ed il feudalesimo, si assiste al massiccio fenomeno dell’incastellamento: la costruzione di fortificazioni in zone sopraelevate con lo scopo di proteggere le popolazioni da incursioni esterne. Questi castelli, di cui l’Amiata è ricchissimo, comprendevano all’interno delle loro mura, tutto l’abitato. In seguito, nella zona si assisterà al fronteggiarsi di due poteri: da una parte la famiglia di origine longobarda degli Aldobrandeschi, dall’altra il potere religioso identificato con l’Abbazia cistercense di San Salvatore. A partire dal 1300, l’Amiata seguirà prima le sorti della Repubblica di Siena e successivamente quelle del Granducato di Toscana.

I PAESI DEL MONTE AMIATA. Sarebbero tutti da visitare, perché ognuno ha qualcosa di interessante sul quale soffermarsi: a Pescina, per esempio, un piccolo centro vicino a Seggiano si trova il Giardino di Daniel Spoerri, ricco di istallazioni di arte moderna; a Castiglione d’Orcia si trova la Rocca di Tentennano e nelle vicinanze Bagni san Filippo, le terme dell’Amiata; Rocchette di Fazio è un borgo incantato che sembra uscito dalla penna di Tolkien! Ma ci sono alcuni centri dove le cose da vedere sono davvero tante, al punto che vi darò qualche spunto, il resto lo scoprirete da soli… non vogliamo certo togliervi il gusto della scoperta!

ARCIDOSSO è un paese davvero mistico! Proprio, qui, infatti, alla fine dell’800 visse e fondò la sua comunità David Lazzeretti: si riteneva un profeta, tanto da guadagnarsi l’appellativo di ‘Cristo dell’Amiata’. Sul Monte Labbro rimangono la Torre Giurisdavidica, una chiesetta e l’eremo che ‘il profeta’ aveva fatto costruire. Sempre ad Arcidosso sul Monte Amiata è nata una comunità tibetana, la ‘Merigar West’,  testimoniata dalla presenza del ‘Gompa’ (il grande tempio) e dallo ‘Stupa’ (il reliquiario). Cos’altro vedere ad Arcidosso? Sicuramente la parte antica con il Castello Aldobrandesco costruito intorno all’anno 1000 ma anche la Chiesa della Madonna della Grazie anche detta dell’Incoronata e, poco prima di entrare nel borgo, la Chiesa Medievale di San Niccolò. Nella Frazione di Montelaterone si trova ‘Il tempio della Madonna di Lamulas’, il monumento più antico di tutto l’Amiata. All’interno della ‘Riserva naturale del Monte Labbro’ non perdetevi una vista al Parco Faunistico Monte Amiata. Ad Arcidosso troverete il centro visite dove informarvi sui percorsi più adatti alle vostre esigenze.

CASTEL DEL PIANO è circondato da una spirale di boschi dove fare piacevolissime passeggiate. In poco tempo si arriva ai prati Delle Macinaie e della Contessa e alla Vetta dell’Amiata. E’ anche la patria dei Nasini, una stirpe di pittori che hanno lasciato le loro opere per tutto l’Amiata. Qui ne trovate tantissime all’interno della Chiesa dell’Opera e nell’adiacente Chiesa della Madonna delle Grazie. Per arrivare al borgo antico, ben conservato, troverete la Torre dell’Orologio, la fontana e dopo la Piazzetta degli Ortaggi, la Pieve di San Leonardo. Evento da non perdere a settembre ‘il Palio di Santa Maria’ che vede sfidarsi a cavallo le quattro contrade del paese.

ABBADIA SAN SALVATORE. L’omonima abbazia, fondata nel 750 dal Re Longobardo Rachtis, è indubbiamente uno dei simboli del Monte Amiata stesso. In posizione strategica lungo la via Francigena, è stata prima un’abbazia benedettina ed in seguito cistercense... assolutamente da visitare, per fare un salto al tempo dei cavalieri Templari. La suggestione più autentica vi sarà indotta dalla silenziosa cripta con una selva di colonne in diversi stili. Anche il borgo antico, l’altro fulcro storico di questo incantevole centro, con le sue cinque porte e le due torri vi riporterà magicamente indietro nel tempo. A partire da fine ‘800 Abbadia S. Salvatore è stata influenzata dalle miniere di Cinabro dal quale si ricavava il piombo, in funzione fino agli anni 70. Interessante la visita al Museo Minerario che si trova nella Torre dell’orologio ed il suggestivo percorso da fare a piedi o su un tipico trenino minerario nella galleria della miniera. Durante il periodo natalizio, ad Abbadia San Salvatore si tiene la caratteristica accensione delle pire di legna e durante tutto il periodo natalizio con ‘Abbadia la città delle Fiaccole’ c’è tutto un susseguirsi di eventi, mercatini e spettacoli.

ROCCALBEGNA: ‘se il sasso scrocchia addio alla Rocca!’. Questo antico detto popolare riassume tutta l’essenza del borgo di Roccalbegna, arroccato su uno sperone roccioso che ricorda ad ogni istante il rispetto alla ‘madre montagna’. Ben due fortezze si fronteggiano nel paese: La Rocca Aldobrandesca ed il Cassero Senese. D’inverno, e precisamente il 24 novembre, potete assistere ad un rito antichissimo, ‘la Focarazza’: un tronco di legno avvolto da fascine, chiamato ‘lo stollo’, viene fatto ardere dopo una serie di benedizioni. Mentre le fascine ancora bruciano, gli uomini dei vari quartieri cercano di accaparrarselo per issarlo nel loro quartiere in segno di vittoria.

CASTEL’AZZARA. Anche questo paese si contende lo spazio con uno sperone roccioso. Famosa la leggenda secondo cui il castello fu vinto ai dadi da Bonifacio degli Aldobrandeschi, almeno così racconta Dante nel Purgatorio. Nelle vicinanze del borgo, letteralmente immersa tra i campi, spunta la ‘Sforzesca’, una villa rinascimentale-barocca costruita per volere del Cardinale Alessandro Sforza.

PIANCASTAGNAIO: Un pianoro ricoperto di Castagni, ecco com’era il paese in origine. Fortunatamente, anche se la parte più recente si è ampliata, i boschi di castagni sono rimasti! Il Castello Aldobrandesco del XII sec., che tanta storia ha visto scorrere tra le sue mura, oggi è sede del Museo e di eventi e manifestazioni di vario genere. L’altro edificio storico che noterete, anche per le sue dimensioni, è il Palazzo Bourbon del Monte costruito da una delle più importanti casate toscane del Medioevo. Se potete, visitate il paese il 1° Novembre e nel weekend successivo durante il Crastatone’, una sagra della castagna tra le più antiche. Un altro momento suggestivo in cui visitare Piancastagnaio è sicuramente durante il ‘Palio delle contrade’ che si tiene il 16 d’Agosto con tutto il suo corollario di dame, cavalieri e tamburini.

SANTA FIORA: sede della contea degli Aldobrandeschi è uno dei più belli e conosciuti centri dell’Amiata. Visitate i suoi terzieri: quello del Castello, quello del borgo e quello di Montecanino. Per un momento di relax non perdetevi una bella passeggiata al parco della ‘peschiera’, ancora oggi utilizzata per l’allevamento di carpe. Da qui parte un percorso che, attraverso la montagna, vi porta alle fonti del Fiora. Un’ottima occasione per visitare questo centro è il ‘Festival Internazionale della Musica’ che si tiene dal 20 luglio alla fine d’agosto: concerti all’aperto, mostre, master. Un’immersione nella musica in un contesto meraviglioso.

I paesi possono essere visitati in tutte stagioni ma, per le varie attività, meglio scegliere quella giusta! Siamo in montagna e con il meteo non si scherza: sul Monte Amiata le escursioni ed il trekking vanno praticate dalla primavera all’inizio dell’autunno...informatevi sui percorsi perché ce ne sono tantissimi e di livelli diversi. Anche se non siete scalatori provetti, potete arrivare sulla vetta del Monte Amiata, farvi un classico ‘selfie' e fare la vostra bella figura… tanto vi si arriva in macchina da Abbadia san Salvatore, c’è solo un tratto da fare a piedi! Una volta arrivati, potrete mirare l’imponente croce di ferro e la Madonnina degli Scout. Consiglio una pausa rifocillante con il gustosissimo panino con salsiccia alla brace! Non vorrete mica sottrarvi a questo rito, vero? E se vi piace la neve, il Monte Amiata non vi deluderà: avete infatti a disposizione una stazione sciistica con ben 12 piste tra le quali quella del Crocicchio e la ‘panoramica’, due seggiovie e sei skilift! Dal Rifugio del Cantore inizia un fantastico percorso di sci di fondo da fare anche con le ciaspole. Non manca niente per godervi la neve sul monte Amiata, per divertirvi e passare un bel weekend o un’indimenticabile settimana bianca!

E visto che siamo in Toscana…non vogliamo mica stare a digiuno, vero? Fortunatamente sono passati i tempi dove qui si mangiava solo ‘pan di legno e vino di nuvole’ cioè polenta di castagne e acqua! Tanto per cominciare di vino qui ne trovate, e anche di quello buono, tant’è che questa zona ha il suo percorso enogastronomico: ‘la strada del Vino Montecucco e dei sapori dell’Amiata, un itinerario tra prodotti da leccarsi i baffi: il vino Montecucco DOC, il formaggio pecorino Toscano DOP, il miele di castagno, l’olio extravergine di Seggiano e direttamente dai boschi, funghi e castagne! Come resistere? Semplice! Fate come dice Oscar Wilde… non resistete, andate sull’Amiata e gustatevi tutto!