Abetone e Montagna Pistoiese

Galleria

Perché salire fino all’Abetone avventurandosi tra le cime dell’Appennino Tosco-Emiliano, tra le foreste ed i paesi della montagna pistoiese? E soprattutto, quando farlo? Sempre! In inverno nel comprensorio dell’Abetone ci sono piste per tutti i livelli e divertenti attività per i più piccoli offerte dall’Abetone per Bambini con scuola sci val di Luce ed il ‘campino’ dove i pargoli possono sciare senza alcun pericolo! E all’Abetone d’estate cosa si fa? Si prende il fresco, come fanno da sempre Fiorentini e Pistoiesi.

Se siete  amanti dello sport, la montagna di Pistoia non vi deluderà: trekking al lago Scaffaiolo, mountain bike al gravity-park di Campolino, rafting  nel  torrente Lima... siete stanchi al solo pensiero? Tranquilli, potete anche prendere la funivia di Cutigliano e salire fino alla Doganaccia, magari dopo un bel gelato affogato dai succulenti mirtilli della zona. E poi? Il brivido del ponte sospeso di Mammiano, la pace che lo scrittore Tiziano Terzani ad Orsigna aveva scoperto per caso,  il salto nel passato dei borghi medievali e dei percorsi dell’Ecomuseo della Montagna Pistoiese!

 

LA’ DOVE OSANO LE AQUILE! Il passo dell’Abetone si trova a 1388 m nella parte settentrionale dell’Appennino Tosco-Emilano, ed è circondato dalle vette del Corno alle Scale, dell’Alpe delle Tre Potenze (m 1940), dal Monte Gomito (m 1892) e del Libro Aperto (m 1937).  Durante una delle vostre escursioni potrebbe capitarvi di vedere l’aquila reale volteggiare maestosa tra le cime delle montagne. Nella zona si trovano anche diversi laghi di origine glaciale: il Lago Nero, che prende il nome dalle rocce scure che formano la sua conca e che ospita i simpatici tritoni (piccoli anfibi che popolano allegramente tutto lo specchio d’acqua), il Lago Piatto ed il Lago Scaffaiolo, un vero sogno all’alba! Dormire in un sacco a pelo non è certo il massimo della comodità… ma lo spettacolo mozzafiato che si presenterà davanti ai vostri occhi vi ripagherà!
Tutta l’area è attraversata da numerosi fiumi come la Lima, che solca la valle fra l’Abetone e l’Alpe delle Tre Potenze, il Reno e  l’Orsigna. Numerose, in tutta la zona, sono le foreste come quella del Teso, dell’Acquerino,  dell’Abetone e dell’Orsigna  fatte di faggi, carpini, cerri castagni ed abeti.  Questo è l’habitat naturale di marmotte, volpi, cinghiali e caprioli. Fortunatamente, negli ultimi anni, sono tornati a farsi vedere anche i lupi!

 

LA STORIA della gente della montagna pistoiese è plasmata dal rapporto con questi territori suggestivi ma davvero duri! Ne sanno qualcosa gli Etruschi, che usavano la zona soprattutto per i loro scambi o come terreno di battaglia ma, per i loro insediamenti più consistenti, avevano scelto aree più agevoli.  La zona divenne provincia romana e la leggenda narra che Annibale, il grande condottiero cartaginese, fosse passato proprio da queste parti per dirigersi verso Pistoia. Anche in questo caso ci saranno stati gli elefanti come sulle Alpi? L’idea degli elefanti all’Abetone ci piace proprio! A dire il vero però, ci sono solo congetture sul passaggio... Nel dubbio, elefanti o no, è stato dato il nome del condottiero al valico: il passo di Annibale. Successivamente la zona passò nelle mani degli Ostrogoti e dei Longobardi e, durante il Medioevo, si formarono molti dei borghi che ancora oggi costellano le valli della zona: Cutigliano, Piteglio, Gavinana.  Punto strategico di confine, l’area entrò a far parte del Granducato di Toscana.  Ma è soprattutto durante la seconda guerra mondiale che la Montagna Pistoiese divenne cruciale: di qui passava la linea gotica, la fortificazione che aveva lo scopo di arginare l’avanzata verso il Nord -Italia delle truppe alleate.  La montagna Pistoiese ospitò anche molte brigate di partigiani, in ricordo dei quali si trovano oggi diversi monumenti, come quello sul rilievo detto Pedata del Diavolo, in ricordo di due partigiani deceduti per mano dei nazisti, e quello di Gavinana, in memoria di Francesco Ferrucci, eroico condottiero e personaggio chiave della liberazione del paese.

 

GHIACCIO, FERRO E FUOCO! Se non puoi sconfiggere il nemico… fattelo amico! La saggezza della gente di montagna, ha aiutato questo popolo a sfruttare le caratteristiche del proprio territorio. In che modo? Era freddo, come dicono i Toscani che si ‘zizzola’, soprattutto nella valle del Reno. Bene, e allora cerchiamo di ottenere qualche beneficio da questo freddo! Ed è così che sono nate le ghiacciaie del Reno: si sono ingegnati a far congelare l’acqua del fiume in apposite vasche, per poi spezzare queste lastre di ghiaccio in pezzi più piccoli e, trasportandoli su carri e carretti fino a Pistoia, finivano per venderli.
La zona però era piena di alberi quindi… cosa farci? Il carbone! E così per tutta la montagna si bruciava il legno in apposite cataste a forma di cupola e si produceva l’utilissimo carbone. Le carbonaie toscane erano così rinomate che molti carbonai furono richiesti anche in Sardegna, Corsica e Maremma. 
L’energia idraulica dei fiumi veniva invece usata per i mulini delle ferriere. Tutte queste testimonianze si ritrovano all’Ecomuseo della Montagna Pistoiese, un progetto unico nel suo genere. Sebbene la sede centrale sia a Gavinana, è un insieme di sei itinerari sia all’aperto che in altri musei: ghiaccio, ferro, arte sacra, vita quotidiana, natura e pietra.  Davvero interessante!

Bene! Ora che sappiamo un po’ di storia e geografia….  Passiamo alla ricreazione! Da dove partire per visitare la zona? A meno che non vi paracadutiate direttamente sulla cima dell’Abetone… è probabile che partiate dalle città più vicine che sono Lucca e Pistoia. In entrambi i casi, l’auto o gli autobus sono i mezzi più agevoli. Da Pistoia il treno arriva solo fino a Pracchia e da Lucca invece fino a Bagni di Lucca, poi potete proseguire in autobus. Si può fare in giornata? Certo, può essere un’idea per fuggire dalla calura estiva, oppure se d’inverno avete voglia di sciare in Toscana dopo aver visitato la splendida città di Firenze! In auto ci vogliono due ore da Lucca e da Firenze mentre una sola da Pistoia. Ma in montagna non si va di corsa… prendetevela comoda! Lasciatevi stupire, seguite con calma i sentieri e le strade di paese, fermatevi a mangiare qualche piatti tipico alle sagre e scoprirete la vera essenza della Toscana!

 

COMINCIAMO DALL'ABETONE. Cosa c’è da vedere e da fare? Il paese si è sviluppato come punto di passaggio prima, e stazione sciistica poi. I primi edifici storici che avreste trovato intorno alla fine del ‘700 in località Boscolungo, sarebbero stati la Dogana, la Stazione di Posta ed una locanda... un po’ come nei villaggi del far-west! Di questi edifici semplici e spartani rimane solo la stazione di Posta, attualmente destinata ad uso alberghiero. Andando avanti, in via Brennero si trova la Chiesa di San Leopoldo - voluta dal vescovo Scipione da Ricci - che deve la sua aria sobria all’ispirazione giansenista. Proseguendo, si incontrano Le Piramidi, simbolo dell’Abetone: non aspettatevi niente di faraonico, sono due costruzioni in pietra, alte qualche metro, con decorazioni in marmo. Furono realizzate quando fu aperto il valico che segnava il confine tra il Granducato di Toscana da una parte ed il Ducato di Modena dall’altra e vennero dedicate l’una a Pietro Leopoldo e l’altra a Francesco III. Dunque, tutto qui? Assolutamente no! Abetone e neve sono un connubio indissolubile e quindi, dov’è che si scia? Avete solo l’imbarazzo della scelta! All’Abetone le piste raggiungono un totale di 50 km e ce ne sono per tutti i gusti: divise sui tre versanti - Toscano, Emiliano e della Val di Luce - hanno livelli diversi. Zeno Colo’, campione di sci degli anni ’50, ne ha progettate tre che sono imperdibili e hanno dislivelli anche di 600 m! Munitevi dello skipass per l’Abetone più adatto e via! Gli impianti di risalita all’Abetone sono addirittura 12, suddivisi tra ski-lift, ovovie e cabinovie.
Ci sono inoltre due snow-park: uno al Pulicchio e l’altro in Val di Luce. Per i meno spericolati c’è anche un anello di fondo di 18 km. Se cercate una scuola di sci all’Abetone, ne trovate un paio e così anche i bambini potranno farsi le loro piccole grandi sciate!

Una volta sciolta la neve, le escursioni all’Abetone sono l’attività principale. Se non siete dei gran camminatori potete visitare l’Orto Botanico al Sestaione, una specie di ‘riassunto’ delle escursioni più lunghe ed impegnative: qui troverete infatti laghetti, paesaggi rocciosi, aree paludose e, ovviamente, esemplari di tutte le piante della zona… in 90 minuti ve la cavate!
Preferite il trekking sulla Montagna Pistoiese? Scarponi, zaino in spalla e via su uno dei sentieri C.A.I o G.E.A! In due ore e mezzo si raggiunge il gruppo montuoso del Libro Aperto. La prima parte è più tranquilla, la seconda un po’ più ripida. Qui potete ammirare i rododendri: in estate, durante la fioritura, le pennellate di fuxia vi faranno sentire come dentro un quadro impressionista. 
Altra escursione da 2 /3 ore di cammino è la Foce di Campolino dove potrete ammirare un'altra essenza tipica: l’abete rosso. Il Lago Nero si raggiunge partendo dall’Orto botanico dell’Abetone, dopo una fresca ed ombreggiata abetaia, potrete fare sosta alla casetta dei pastori dove troverete una fonte d’acqua fresca. Proseguendo poi per la parte più impegnativa e ripida, troverete il bivacco gestito dai volontari del C.A.I. Suggestivo è anche l’itinerario dei Laghi della Val di Luce: Lago Piatto, Lago Turchino ed il Lago Torbido.  
A proposito di Val di Luce… sapete che la luce è spenta? Questa valle fino agli anni 30 si chiamava valle delle Pozze proprio per i laghetti che punteggiavano le cime. Poi l’ingegnere Lapo Farinati, primo podestà del Comune, acquistò la zona con l’intenzione di farne un grande centro turistico. A causa della guerra però, riuscì a terminare solo l’albergo mentre la maestosa torre che avrebbe dovute illuminare come un faro tutta la valle non fu mai portate a termine! E quindi luce… non fu! O meglio lo fu, ma solo di nome!

 

CUTIGLIANO ED IL MELO CHE FA I MIRTILLI! Dopo l’Abetone, un altro ottimo punto per visitare la Montagna Pistoiese in ogni stagione è proprio Cutigliano! Anche alla Doganaccia lo sci la fa da padrone. Qui potrete sciare senza nemmeno mettere le catene alla vostra auto in quanto potrete raggiungere le piste con la comoda funivia che parte da Cutigliano.
La stazione sciistica della Doganaccia è sicuramente piu’ indicata per le famiglie con bambini ed è anche leggermente più economica. Offre 14 km di sci alpino, uno snow-park, ski-lift e la pista di snow-tubbing (i gommoni con i quali si scivola sulle discese innevate) con annesso tapis roulant per risalire. C’è anche un rifugio dove potrete rifocillarvi dopo le fatiche sciistiche!
Così come l’Abetone, anche Cutigliano offre nella bella stagione una serie di itinerari interessanti. Imperdibile il Lago Scaffaiolo, raggiungibile dalla Doganaccia proseguendo per la Croce Arcana in circa un’ora di cammino. Più tranquillo il percorso verso il Melo, località di villeggiatura famosa per i suoi mirtilli! Infine, in ogni stagione, vale la pena gironzolare un po’ nel paese che conserva ancora tutto il suo fascino medievale: da Piazza Catilina - dedicata al condottiero romano - proseguendo per via Roma si arriva al Palazzo dei Capitani della Montagna, decorato da numerosissime insegne araldiche che ne costituiscono la particolarità. Più avanti la Chiesa della Madonna della Piazza e quasi ai margini del nucleo più antico, la Chiesa di San Bartolomeo.

Altri Borghi medievali interessanti da visitare sono Piteglio, con le stradine che si inerpicano verso il dosso della montagna, Popiglio con le sue Torri, unica testimonianza di quella che doveva essere un’antica rocca, Gavinana sorta in onore del condottiero Fiorentino che sconfisse le truppe di Carlo V e che morì in battaglia ed infine San Marcello Pistoiese.
Per un po’ d’avventura potete andare al ponte sospeso che dista pochi km e chi si trova  a Mammiano: 227 metri di brivido! Era stato costruito per collegare i due versanti della val di Lima e rendere il percorso più breve ai lavoratori della SMI (Società Metallurgica Italiana), centro strategico per la produzione di munizioni durante la seconda guerra mondiale. Chiuso nel 2006, alcuni degli edifici della vicina Limestre hanno ripreso vita diventando sede della Dynamo Camp, un centro di terapia ricreativa per bambini affetti da patologie gravi o croniche. Nelle limpide sere d’estate non perdetevi una visita all’osservatorio Astronomico di Pian dei Termini... vedrete un romanticissimo cielo stellato!

 

NATURA, SPORT E TRADIZIONI POPOLARI. Mi sono dimenticata qualcosa? Potrei non dirvi altro! Sono sicura che tra ristorantini, qualche rifugio dell’Abetone e le numerose feste e sagre della Montagna Pistoiese trovereste il modo di scoprire da soli le prelibatezze della zona. Ma sarò buona e vi aiuterò dandovi qualche indizio: mirtilli e frutti di bosco, freschi o conservati nelle succulente marmellate artigianali, ottime su una bella fetta di pane fresco o su una crostata appena sfornata.  Castagne: bollite che qui chiamano ‘ballotti’ o arrostite le ‘frugiate’. E dulcis in fundo, i profumati funghi della montagna pistoiese, cucinati in tutti modi possibili ed immaginabili. Bhè, non mi resta che dirvi… buon appetito!