Santuario di Montesenario

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Il Santuario di Monte Senario è vicinissimo a Firenze, dista solo 20 km, e può essere raggiunto sia in auto che con i mezzi pubblici. Per chi lo desidera ci sono percorsi a piedi un po’ per ‘tutte le gambe’, dalle più allenate a quelle abituate solo alle passeggiate. Perché Monte senario è un luogo di culto, dove si va per godersi momenti di raccoglimento e preghiera, ma è anche una meta perfetta per le scampagnate domenicali, specialmente nella bella stagione. Ed i fiorentini lo sanno bene! La presenza nei fine settimana di primavera e d’estate è piuttosto massiccia, d’altro canto si sa, una bella merenda a Monte Senario ci sta sempre bene! D’estate poi, è un’ottima fuga della cappa di ‘afa’ che si crea sopra Firenze: basta fare qualche tornante ed oltre alla temperatura più piacevole potrete godervi anche meravigliosi panorami su Firenze e sulle colline circostanti. Nonostante l’affollamento, la confusione non è mai troppa, perché l’atmosfera del santuario compie il miracolo ed anche ai chiassosi fiorentini viene spontaneo abbassare il tono della voce. Che sia questo il ‘vero miracolo’ del santuario?

MONTE SENARIO COME ARRIVARE. Il Convento di Monte Senario si trova nel Comune di Vaglia a circa 800 metri sul livello del mare. Da Firenze in auto si prende la SS 65 fino a Pratolino, al bivio si imbocca la Strada Provinciale che porta direttamente ai piedi del convento dove c’è anche un parcheggio. Più comodo di così non si può! Comunque, se proprio non avete voglia di intraprendere percorsi impegnativi a piedi, almeno lasciate la macchina poco più giù e fate una parte della salita che porta al Santuario. Percorrendo la strada, comunque asfaltata e costeggiata da alberi altissimi, troverete il cimitero dei frati e le stazioni della Via Crucis. Via su, ne vale la pena! Se viaggiate in treno, dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze potete prendere l’autobus della linea locale (nr. 21) che porta a Bivigliano ed al Convento stesso. Se siete amanti del trekking e siete ben allenati, potete optare per il tragitto a piedi che parte dalla stazione ferroviaria di Caldine, raggiungibile da Santa Maria Novella. In questo percorso, per il quale ci vogliono circa due ore e mezzo, passerete dalle campagne Fiesolane, alle montagne Mugellane, fino ad arrivare al Monte Senario. Il tragitto si snoda per circa 9 chilometri tra via Faentina, via di Campolongo, via della Casa al Vento ed infine lungo il tratto più suggestivo di via Monte Senario. Gli ultimi 3 km ripagano la fatica delle vostre gambe con l’ombra dei boschi, con i fiori e le gemme in primavera, e con la vista di meravigliosi panorami.

I SETTE SANTI FONDATORI: STORIA E LEGGENDA. Come ogni Santuario nato nell’antichità, la storia delle sue origini mescola avvenimenti storici con una serie di leggende e tradizioni che rendono il racconto ancora più affascinante. Tutto sembra cominciare con un’apparizione della Madonna, che si sarebbe manifestata in contemporanea ai sette mistici fiorentini che avrebbero poi, su richiesta della stessa Vergine Maria, fondato l’Ordine dei Servi della Santissima Annunziata, più comunemente detto Ordine dei Servi di Maria. I sette mistici altro non erano che sette mercanti ben inseriti nella vita sociale dell’epoca, alcuni dei quali vedovi o sposati, che nella primavera del 1233, abbandonarono le loro case, le famiglie e le loro attività per dedicarsi ad una vita di preghiera. Al di là della leggenda dell’apparizione, la loro decisione sembrava dipendere più dal clima religioso del periodo: erano gli anni della predicazione di San Francesco, gli anni in cui i primi Frati Domenicani si erano insediati a Santa Maria Novella ed anche gli anni di un generale rinnovamento spirituale. I sette fondatori si trasferirono a Cafaggio, subito fuori dalle mura di Firenze e poi, per avere una vita ancora più ritirata, si spostarono sul Mone Senario in alcune grotte scavate nella roccia viva che sono ancora visitabili. Nel 1241 a ‘rimedio dell’anima sua’ Giuliano da Bivigliano donò al vescovo di Firenze una parte del Monte Senario con la richiesta di offrirla ai sette eremiti. Il Monastero fu ampliato nel XV sec. e di nuovo nel 1594 per volere del Granduca Ferdinando. Una curiosità: tra i sette eremiti c’era anche San Filippo Benizi. Vi dice niente? Fu proprio colui che per timore di essere nominato Papa si nascose in una grotta in Val D’Orcia. La leggenda narra che battendo tre volte il bastone fece addirittura sgorgare acque benefiche. La località dove si nascose è oggi una nota località termale e si chiama, appunto, Bagni San Filippo. Evidentemente il Santo con l’acqua ci sapeva proprio fare perché anche sul Mone Senario fece una sgorgare una fonte che serviva a dissetare i frati. Un’ultima precisazione linguistica e poi vi lasciamo alla visita! Secondo voi il termine‘Senario’ da cosa deriva? Ci sono due ipotesi! Potrebbe essere la forma breve di ‘Asinario’. Chissà, al tempo l’asino era l’unico mezzo di traporto per arrivare fin lassù. L’altra ipotesi, più affascinante, è che il nome derivi dal termine etrusco ‘eiser che significa degli Dei. Dunque Monte Senario è il Monte degli Asini o il Monte degli dei? Vi lascio con questo dubbio amletico.

OPERE D’ARTE E NATURA. Comunque abbiate deciso di raggiungere Monte Senario, sarete accolti, dopo il fitto viale alberato, dalle due statue di San Filippo Benizi e di San Bonfilio Bonaldi, che sono poste all’inizio del piazzale tramite il quale si accede al complesso. Anche se siete giunti per una scampagnata, prima di ‘accasciarvi’ sul prato, date un’occhiata intorno! Si accede al nucleo principale del complesso da una scala che si trova proprio dietro le due statue. Sulla sinistra della scala si trovano l’edificio dell’antico Ospizio. A questo punto ci si trova in una piazzetta dove si affacciano le costruzioni principali del complesso. La Chiesa edificata nel 1412, fu poi ristrutturata nel 1717 sotto la guida dell’architetto e scultore Giovan Battista Foggini. E’ costituita da una sola navata ai lati della quale si affacciano diverse cappelle laterali. A destra dell’altare si trova la Cappella dell’Apparizione, dove sarebbe apparsa la Madonna ai sette fondatori, mentre a sinistra la cappella del Santissimo Sacramento, anche questa progettata dal Foggini. Ai lati del crocifisso posto nell’abside si trovano due tele di Tommaso Redi che rappresentano storie della vita di Filippo Benizi. Dietro gli stalli in legno del coro noterete un’opera più moderna: si tratta infatti di un affresco di Pietro Annigoni dipinto nel 1985 e che raffigura proprio i sette fondatori che salgono al Monte Senario. Sempre a sinistra si accede alla Sagrestia dove si trova un bella tavola di scuola fiorentina, proseguendo si passa nella Cappella dei Santi Fondatori che è del 1933. All’interno del convento, chiedendolo ai Frati, si può accedere al Chiostrino’ del XV secolo e costituito da 10 colonne, delle quali ne sono rimaste solo 8. Al centro vi sono un cortile ed il pozzo per la raccolta dell’acqua piovana che può contenere fino a 9 ettolitri d’acqua. La loggia che corre sopra i lati del chiostro così come i portici furono chiusi nel 1700, ma guardando la facciata si notano ancora gli archi della parte inferiore. Dalla terrazza si gode un panorama a 360° su Firenze e sul Mugello. D’estate quello che vedrete sarà probabilmente un mare ‘bianco’ creato dalla foschia dovuta al caldo, ma vi assicuro che lo spettacolo sarà particolarmente suggestivo: sembrerà di galleggiare sopra una distesa di soffice ovatta!

Il Parco del complesso è perfetto per passeggiare al fresco degli alberi nella pace e nella serenità che il luogo naturalmente trasmette. Scendendo più in basso si possono visitare alcune delle grotte abitate dai Servi di Maria, poste ai piedi del massiccio sul quale sorge il Santuario di Monte Senario. La Grotta di San Filippo Benizi ha la forma di un tempietto che ricopre la famosa fonte scoperta dal santo. Vi leggerete infatti l’iscrizione in latino che dice che ‘affinchè i frati non morissero di sete, il beato Filippo scoprì la fonte nel 1254’. Le altre due grotte che si possono visitare sono la Grotta di S.Alessio Falconieri all’esterno della quale si trova una piccola costruzione dove viveva il frate e la Grotta di San Manetto. Nelle vicinanze c’è un altro edificio nel cui orto è ancora visibile la propaggine di una vite miracolosa che produsse tralci in inverno.

DAL SACRO AL PROFANO: PROSCIUTTO, VINO E LIQUORI. A questo punto, se non vi siete portati dietro la ‘merenda’, potete andare al bar dove qualcosa di gustoso lo troverete sicuramente. Classico il panino con prosciutto crudo casalingo e pecorino annaffiato con il vino rosso dei frati di Pontassieve. Ottimi anche i dolci e la possibilità di degustare gli ottimi liquori. Attenzione però, il bar è aperto solo la domenica ed il sabato nei mesi estivi ed ha orari particolari sui quali vi conviene informarvi. Qui trovate anche l’immancabile negozio con i prodotti che seguono ancora le antiche ricette degli speziali: dal 1865, infatti, si produce la ‘Gemma d’Abeto’ il prelibato liquore estratto dall’Abete Bianco (abies alba) dei boschi che circondano il convento. Ottimi anche l’Amaro Borghini, l’Elisir di China e l’Alchermes. Ovviamente non mancano altri prodotti come le caramelle, gli estratti naturali di erbe e le creme, le composte delle suore Cistercensi e le birre trappiste. Insomma, va bene la natura ed il raccoglimento, ma un po’ di sano shopping non ha mai fatto male a nessuno. Oltretutto così si aiutano i fraticelli! Se avete voglia di qualcosa di più sostanzioso di una merenda potete andare nella vicina Bivigliano dove ci sono alcuni ristorantini in cui gustare le tipiche specialità toscane: partite da una bella fett’unta condita con l’ olio delle colline di Firenze IGP e proseguite con un bel primo per arrivare all’immancabile bistecca fiorentina. Specialmente se siete arrivati a piedi ve la sarete meritata, se invece avete preferito l’auto per fare penitenza tornerete indietro a piedi!

Dunque, se siete a Firenze, trovate assolutamente il modo di fare, come dicono i toscani, una ‘capatina’ al Santuario di Monte Senario e subito dalla città vi troverete immersi in un’atmosfera ed in un contesto completamente diversi. Respirerete l’aria buona di montagna intrisa degli stupendi profumi della natura, potrete prendervi qualche momento per la preghiera e la riflessione, oziare in pace nel prato o nei boschi che circondano il santuario ed ammirare le opere d’arte contenute all’interno degli edifici del complesso. Tornando a casa, insieme all’immancabile bottiglia di ‘Gemma d’abeto’, porterete con voi il ricordo piacevolissimo di una giornata diversa.