Piccole perle dell'arcipelago toscano

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Secondo un’antica leggenda, la dea Romana Afrodite uscì dalle acque del mare per incontrarsi sulla spiaggia con Eros, il Dio dell’amore. Mentre usciva dall’acqua aggiustò la collana di perle che portava al collo, ma questa si ruppe. Afrodite tentò con la mano di trattenere le perle e ci riuscì ma, sette di queste, caddero in in mare. Invece di affondare galleggiarono, si ricoprirono di vegetazione ed in seguito si popolarono di animali. Fu così che nacquero le sette isole dell’Arcipelago Toscano: Isola d'Elba, Isola del Giglio, Isola di Capraia, Isola di Giannutri, Isola di Pianosa, Isola di Montecristo ed Isola della Gorgona. Quella di Afrodite doveva proprio essere una collana ‘degradè’, altrimenti non si spiega la differenza di dimensione fra le isole dell’Arcipelago: si va, infatti, dai 224 km2 dell’Isola d’Elba ai 3 km2 scarsi dell’Isola di Giannutri! Tutte le sette isole fanno parte del Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano, ma da un punto di vista naturalistico le quattro più piccole, Giannutri, Pianosa, Capraia e Montecristo sono quelle più incontaminate anche se, come vedremo, non sempre è facile visitarle! E noi di toscanainside.com siamo qui proprio per questo, per darvi tutte le dritte giuste!

ISOLA DI GIANNUTRI: è l’Isola che si trova più a Sud ed ha una superficie di meno di 3 Km quadrati, per la precisione 2,6 km2! Le sue coste sono prevalentemente rocciose e frastagliate ed il rilevo massimo, il Monte Mario, arriva appena a 78 metri. E’ coperta soprattutto da macchia mediterranea e, da un punto di vista faunistico, è un importante punto di sosta per gli uccelli migratori. Giannutri è un’isola popolata anche da importanti presenze stanziali come il gabbiano corso, la berta minore o il marangone dal ciuffo. Raramente, ma potreste essere fortunati, vi potrebbe capitare di vedere la tartaruga Caretta-Caretta. Occhi aperti dunque… anche sott’acqua!
Detto questo… lo so cosa state pensando: ‘ma all’isola di Giannutri le spiagge ci sono?’ Andiamo per ordine e vediamo prima come arrivarci! I traghetti per Giannutri partono da Porto Santo Stefano, il porto commerciale dell’Argentario, giornalmente nel periodo estivo e con cadenze meno frequenti nella stagione invernale. I traghetti arrivano di solito a Cala Spalmatoio, più raramente a Cala Maestra. L’unico centro abitato dell’isola è Spalmatoio-Ischiaiola, dove si trovano anche l’unico bar, l’unico ristorante ed un piccolo alimentari. Per quanto riguarda il dormire a Giannutri, sappiate che non ci sono strutture alberghiere. Potete prenotare, però, un bed and breakfast o degli appartamenti a Giannutri. Organizzatevi in anticipo perché non ce ne sono molti! Adesso che abbiamo dove dormire possiamo iniziare a visitare Giannutri! Ovviamente, potete anche decidere di fare una visita in giornata e lasciar perdere il pernottamento. Parliamo subito di spiagge, così ci togliamo il pensiero: l’isola è piuttosto rocciosa e quindi non ci sono spiagge a Giannutri ma solo deliziose calette. Sono raggiungibili con diversi sentieri che partono, più o meno tutti, dal centro del paese. Essendo un’area protetta, si può fare il bagno solo a Cala Maestra ed a Cala Spalmatolo. Per quanto riguarda le immersioni le possibilità sono molte, basti pensare al relitto Nasim. Cosa vedere a Giannutri oltre il mare? Potete visitare le rovine romane vicino a Cala Maestra, dove si trova la Villa Romana di Giannutri risalente al II sec. D.C. Per gli amanti del trekking, questo è sicuramente un luogo ideale per interessanti e suggestivi percorsi. Se cercate la tranquillità ed il poco affollamento, per le vostre vacanze a Giannutri vi sconsigliamo i mesi estivi. Durante il giorno, infatti, c’è sempre una crociera dell’Arcipelago Toscano che scarica notevoli quantità di turisti. Se amate la pace ed il relax, meglio scegliere il periodo che va da marzo a giugno o da settembre a novembre.

ISOLA DI PIANOSA: in questo caso il nome anticipa le caratteristiche, essendo quest’isola prevalentemente pianeggiante. Le coste alternano tratti rocciosi ad altri che regalano addirittura una spiaggia di sabbia! Dunque siete accontentati, all’Isola Pianosa le spiagge ci sono… una! Coperta dalla tipica macchia mediterranea, l’isola di Pianosa presenta numerose specie di uccelli marini tipici dell’arcipelago Toscano. Da segnalare la presenza del falco pellegrino, piuttosto raro in tutto il resto del nostro paese. Probabilmente avrete sentito parlare del Carcere di Pianosa: dal 1865 sull’isola è stata in funzione la Colonia Penale Agricola, trasformata, nel 1968, in Carcere di Massima Sicurezza. E’ stato attivo fino al 2011 ed ospitava detenuti accusati di reati inerenti all’associazione mafiosa. La presenza a Pianosa del Carcere, ha di fatto salvaguardato i fondali che sono veramente tra i più intatti di tutto l’arcipelago. Fantastiche le loro praterie di posidonie e la quantità di specie che qui trovano il loro habitat ideale. Per vedere queste meraviglie non c’è niente di meglio che nuotare in profondità: anche se l’isola fa parte di un’area protetta, dal 2013 a Pianosa le immersioni sono possibili attraverso alcuni diving accreditati.
Se volete visitare Pianosa, sappiate che vi si accede solo tramite tour organizzati a numero chiuso, oppure prenotando il pernottamento con largo anticipo. A Pianosa per dormire avete l’opzione dell’hotel oppure di case vacanze e bed and breakfast. I traghetti per Pianosa partono da Piombino oppure da Rio Marina e Marina di Campo (Isola D’Elba). Una volta sull’isola basta solo decidere come visitare Pianosa: le escursioni a Pianosa possono essere fatte in autobus, a piedi, in calesse, in mountain bike ed in canoa.
Una volta scelto il mezzo, a Pianosa cosa vedere? Sicuramente dovete visitare le Tombe Neolitiche che si trovano in alcune piccole grotte, la Villa ed il Teatro di Agrippa Postumo che appartengono al periodo romano e le Catacombe Cristiane. Per quanto riguarda il paese, dove c’è un solo bar, un solo ristorante e l’unico albergo dell’isola, provate a dare un’occhiate anche alla Sala Espositiva: a volte ci sono mostre interessanti. Una curiosità: vedrete un imponente muro di cemento armato che di fatto divide il paese dal resto dell’Isola. Si tratta del Muro Dalla Chiesa, voluto dal magistrato soprattutto con valore simbolico: la mafia dentro il muro, e lo stato fuori e libero.
Terminiamo il nostro giro con un po’ di relax sulla spiaggia di Cala Giovanna , davvero un lusso su isole come queste!

ISOLA DI MONTECRISTO. Se vi chiedessi la prima cosa che vi viene in mente pensando a quest’isola, sono sicura che molti di voi risponderebbero: ‘Il Conte di Montecristo! In effetti... Alexander Dumas padre, che aveva soggiornato su quest’isola, si era ispirato, per il suo avventuroso romanzo, a questi luoghi ed alle loro leggende. Come dargli torto, Montecristo è un’isola affascinante, selvaggia, ruvida… e meravigliosa. E’ interamente montuosa, il maggiore rilievo è il Monte della Fortezza con 645 m, le sue coste sono caratterizzate da picchi rocciosi a strapiombo sul mare. Sull’isola sono presenti diversi esemplari di Capra di Montecristo, una capra selvatica originaria del medio oriente, immessa sull’isola dall’uomo in tempi molto antichi. Purtroppo si sa le capre brucano, e queste non fanno eccezione, così piante come l’erica arborea, per essere protette, devono essere addirittura recintate!
L’intera isola, dal 1971, è una Riserva Naturale e per questo ci sono molte restrizioni per visitarla. Vediamole un po’! Allora, tanto per cominciare, prima di visitarla occorre fare richiesta al Corpo Forestale dello Stato per un permesso di accesso o di visita. Sull’isola si può arrivare con imbarcazioni prenotate in precedenza per le quali vanno trasmessi tutti i dati necessari al Corpo Forestale dello Stato. La balneazione, la navigazione e le immersioni sono interdette entro 1 km dalla costa. L’unico attracco possibile a Montecristo è Cala Maestra, non si può gettare l’ancora, ma si può usare il gavitello del porto. Il ‘permesso di accesso’, per il quale si possono attendere diversi mesi, dà la possibilità di visitare Cala Maestra, la Villa Reale e l’Orto Botanico. Il ‘permesso di visita, per il quale i tempi di attesa, a causa del fatto che viene concesso solo a 1.000 visitatori l’anno, arrivano fino a tre anni, consente le visite guidate solo lungo sentieri prestabiliti. Sull’isola non è consentito il pernottamento. Gli unici che possono farlo sono i due agenti del Corpo Forestale dello Stato di stanza sull’isola ed il custode con la sua famiglia.
La storia dell’isola è molto interessante, ed è caratterizzata dal susseguirsi dei tentativi di colonizzare questa terra impervia. I reperti rinvenuti a Cala Maestra, dimostrano che qualche presenza sull’isola c’era già al tempo dei Romani. Nel medioevo, l’isola era abitata soprattutto da Monaci, ed è proprio per questo motivo che, probabilmente, il nome Greco ‘Oglasa’ è stato cambiato in Monte Cristo. Sui resti del tempio Romano di Giove fu eretto il Monastero di San Mamiliano, che ha alimentato tante leggende sul presunto tesoro che si sarebbe dovuto trovare sotto l’abside della cappella. In realtà, un tesoro nel 2004 è stato trovato presso l’Abbazia di San Mamliano… di Sovana, però, in provincia di Grosseto! Sull’isola si trova anche la Grotta di San Mamiliano, dove un’altra leggenda racconta che il Santo sconfisse un drago mostrando la croce. Tornando all’isola, a partire dal 1800 ci sono stati vari personaggi che hanno tentato di trovare un modo di viverci e di colonizzarla: due eremiti tedeschi che non ci sono riusciti per incompatibilità caratteriali, una coppia di sposi ed infine il più famoso, il botanico Inglese George Watson Taylor che l’acquistò nel 1852 e che sembra avere tanto in comune con il Conte di Montecristo di Dumas. Vi costruì meravigliosi giardini con specie esotiche, la Villa Reale e la biblioteca. Negli anni successivi continuò la lunga lista di eremiti e proprietari e l’isola passò da colonia penale a riserva di caccia. Per fortuna nel 1971 fu istituita la Riserva Naturarle e l’isola fu preservata dagli scempi della speculazione edilizia.

ISOLA DI GORGONA. Con i suoi 2,34 km2 è la perla più piccola dell’Arcipelago Toscano ma non certo la meno preziosa. E’ prevalentemente montuosa ed è ricoperta da una ricca vegetazione costituita da macchia mediterranea ma anche da castagni ed ontani. Attualmente è sede di una Colonia Penale gestita dal Ministero della Giustizia. Sembra che l’isola fosse abitata fin dal neolitico e solo sporadicamente da Etruschi e Romani; in seguito, le presenze sull’isola, sono state limitate soprattutto ad eremiti e monaci. Presenze testimoniata dal Monastero di San Gorgonio, dove sono custodite le reliquie del Santo. Alla fine però anche i certosini, a causa dei frequenti saccheggi dei pirati, lasciarono l’isola. Cosimo de Medici provò a rafforzarne le difese migliorando la Torre Pisana, già esistente. Il Granduca Leopoldo tentò di popolarla con agricoltori lucchesi ma alla fine questa, come altre esperienze successive, non dettero i risultati sperati e l’isola rimase, fondamentalmente, deserta.
Veniamo al dunque: si può visitare o no la Gorgona? Sull’Isola di Gorgona le visite sono permesse ma, essendo sede di un carcere, ci sono le dovute limitazioni. La visita è consentita in alcuni giorni della settimana per un numero massimo di turisti. Volete sapere, dunque, sull’Isola di Gorgona come si può arrivare? Semplice, per l’isola di Gorgona i traghetti da prendere sono quelli appositi che fanno servizio tra Livorno, Capraia ed Elba. Un volta in prossimità della Gorgona, sarete prelevati da una motovedetta che vi porterà a Cala Maestra: tranquilli però, non vi porteranno in carcere! Anzi, potrete fare un tour guidato a cura della Cooperativa del Parco Naturale verso i punti più belli: potrete raggiunger Cala Scirocco e Cala Martina ed arrivare in alto sui rilievi dove osservare i volteggi dei molti uccelli che frequentano la Gorgona. Sull’isola si è ammessi solo se si hanno più di dodici anni. Dunque, se avete bambini più piccoli, purtroppo ci dovrete rinunciare, almeno finché non saranno cresciuti un po’! Sull’isola della Gorgona le spiagge al momento non sono balneabili, ma c’è in progetto di togliere il divieto, almeno su alcune. Per le immersioni, invece, il percorso verso la concessione sembra piu’ lungo. Voi informatevi comunque!

Se vi piace il mare, quello ‘vero’, ruvido, selvaggio, senza orpelli e filtri, scegliete una di queste isole per le vostre vacanze nell’Arcipelago Toscano. Che sia per un weekend o anche per una gita giornaliera, avrete la possibilità di entrare in contatto con una natura meravigliosa ed incontaminata. Come una tempesta sconvolgerà i vostri sensi… e dopo non vorrete più andarvene! Dunque moderni Conti e Contesse di Montecristo, siete pronti per l’avventura?