Suvereto

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Castrum di Suvereto questa era la denominazione che aveva nel medioevo questo bellissimo comune della Toscana e della provincia di Livorno del quale vi lasciamo immediatamente una prima immagine: Suvereto è vicina al mare, Costa degli Etruschi giusto per intenderci, famosa per la sua Rocca del Duecento, per il suo vino DOCG e per la sua assoluta e convinta dedizione festaiola e rievocativa.

Lo so vi ho già convinti… Suvereto è un posto dove il ‘cosa vedere’, tipico di ogni buon passeggiatore della storia e dei borghi della Toscana, è pura ridondanza. Si trova a soli 127 mt s.l.m. e, secondo me, sono tutti sulla salita che dalla via principale, via Magenta, sale su via Piave fino alla Rocca Aldobrandesca: una faticaccia, ma che spettacolo quando si arriva in cima!

Moltissimi di voi arriveranno a Suvereto in Val di Cornia dalla Venturina, ovvero dal mare – dall’Aurelia per intenderci, ma fortunatissimi quelli che invece arrivano in questo splendido posto dalla bassa provincia pisana attraverso la SR398 costeggiando proprio il fiume Cornia, viaggiando immersi nel verde in questa zona praticamente inabitata. Bhè si, qualche casolare qua e là magari ogni tanto si vede, il paesaggio a tratti è mozzafiato, specialmente quando la vegetazione si abbassa e ci si scopre davvero soli e ci si chiama sottovoce perché là in fondo qualcosa si è mosso.. era forse era un cinghiale? Ehi, un istrice mi ha attraversato la strada! Si riparte e spuntano i vitigni e allora ci si ferma di nuovo e si rimane fermi in mezzo al silenzio a chiedersi dove sarà mai il fattore.

Cosa dovevo raccontare? Ops mi sono distratto… dovete portare pazienza ma poi uno si fa prendere dalla Toscana che è molto di più di un posto da visitare anzi, peggio: non è un posto da visitare, qui bisogna proprio fermarsi ad ogni angolo e respirarla.

Una volta giunti a Suvereto, vi raccomando di entrate nel centro storico dalla porta a sud, Piazza Vittorio Veneto e guardate la porta: non ce la fate eh? Avete ragione, sarete irresistibilmente attratti dalla Chiesa di San Giusto alla vostra sinistra. Di questa Pieve si ha notizia fin dal 923 d.C. ma la bella versione stile romanico che vedete ora risale al 1189 e vi colpirà per la tramatura alto-basso disomogenea in pietra bianca, le colonne classiche sul portone che sorreggono figure di leone, la volta e l’architrave con la pietra scolpita a ricamo ed il piccolo rosone a dominare la parte superiore. Vale la pena farci un salto dentro, le chiese romaniche a navata unica hanno sempre un loro fascino particolare e lì troverete anche un fonte battesimale del basso medioevo. A fianco di San Giusto, la Chiesa di San Michele Arcangelo costruita nel 1881 ma destinata, dopo l’ultimo ammodernamento del 1999, al Museo di Arte Sacra di Suvereto.

La Porta che avete ora davanti è della seconda metà dell’Ottocento, quella medioevale fu abbattuta in quel periodo ed anche l’imponente struttura di case e palazzi sopra di essa: eliminarla serviva ad arieggiare il borgo, ebbene sì, proprio per far circolare l’aria, uno dei metodi del tempo per disperdere le malattie (erano gli anni bui del colera). Quando supererete la porta ottocentesca, supererete anche il sistema di mura a pentagono con otto torrioni che costituisce la ossatura delle ultime mura di Suvereto realizzate fra XI e XVI secolo.

Entrate nel centro storico e subito verrete ammaliati dalle case in sasso e pietra: qui il tempo pare non essere mai trascorso, è un borgo medioevale pressoché intatto che deve questa sua conservazione ad un intralcio della sua storia. Capita infatti che tra il Cinquecento ed il Seicento Suvereto vada davvero in disgrazia: decadenza economica con conseguente progressivo spopolamento della cittadina. Questa involuzione fa sì che a Suvereto nessuno si preoccupi di apportare modifiche architettoniche o strutturali nei secoli a seguire, in particolare non ci furono opere di alcun genere proprio nel periodo che più prolifico di questi interventi nel resto d’Italia, ovvero nel XVII e XVIII secolo.  

Per questo Suvereto mantiene questo aspetto così ‘ancien’ che già alla prima passeggiata ti riporta al mondo degli Aldobrandeschi o del Principato di Piombino. 

Tenendo la sinistra, tra negozi e botteghe varie arrivate alla Chiesa della Madonna di Sopra la Porta: edificata nel 1480, è stata ampliata nel 1772 per ringraziare di un miracolo avvenuto nel 1767 quando la porta a valle di Suvereto si aprì inspiegabilmente durante una tremenda alluvione dando la possibilità alle acque di defluire e salvando la popolazione. Stretta e lunga, con i suoi caratteristici marmi, questa bella chiesa va inserita nella vostra speciale mappa di visita a Suvereto.

Continuando sulla sinistra, si può visitare quello che rimane del Convento di San Francesco costruito nel 1286: il Chiostro è incantevole e tuttora si realizzano gli eventi più suggestivi di Suvereto. Il Convento era di fondamentale importanza nella zona e forse per questo Elisa Bonaparte Baciocchi, principessa di Lucca e Piombino, durante la repressione del periodo napoleonico lo fece chiudere destinandolo ad altri scopi. Oggi, le stanze del convento sono case private e lo spazio che fu della Chiesa è una casa-vacanze anche se i resti della sua bellezza e i segnali della sua destinazione originaria sono visibili un po’ ovunque.

Tornate a via Magenta laddove si incrocia via Piave e risalitela… è forse la parte più bella del Borgo. Vi ricordiamo che Suvereto è Bandiera Arancione TCI e parte del Club dei Borghi più belli d’Italia! Salendo la Rocca Aldobrandesca giungerete al Palazzo Comunale, una delle opere più belle del medioevo maremmano, fortemente rappresentativo della dimensione architettonica del XIII secolo e del valore del Comune di Suvereto che tale diventò, libero ed in grado di autogestirsi, proprio nell’anno dell’inizio della costruzione di questo Palazzo.

Salendo ancora raggiungerete un luogo davvero suggestivo: particolarmente affascinante la sera, quando le luci le conferiscono un’immortalità per nulla apparente, la Rocca di Suvereto rispecchia la storia stessa dell’antico comune. Edificata con una prima torre quadrangolare nel 1164 dagli Aldobrandi, famiglia longobarda punto di riferimento della storia dell’epoca in questo ampio spettro di Toscana, subì varie trasformazioni nel tempo a seconda delle mutate esigenze difensive della zona. Nel 1308 iniziarono altri lavori di ampliamento, dotando la Rocca a sua volta di una piccola cinta muraria trapezoidale con porte di accesso e così andò sviluppandosi fino al 1600 quando il suo scopo militare andò estinguendosi e fu abbandonata. Nel tempo divenne anche casa privata ed i suoi soffitti lignei ed i suoi ingressi intarsiati furono adibiti ad abitazione; negli anni Ottanta, per una volta siamo vicino ai giorni nostri e ci riferiamo al Novecento, il Comune di Suvereto la acquisì, la fece restaurare e ce la restituì in tutta la sua bellezza.

A questo punto vi suggeriamo di girare tutti i viottoli e le strade lastricate di Suvereto e di portarvi a casa indimenticabili immagini dei suoi piccoli giardini e degli scalini di accesso alle case antiche, nonché di visitare il ‘Museo artistico della Bambola’, collezione di pezzi di alta qualità dell’Ottocento e del Novecento derivate dai maggiori maestri e case produttrici delle varie epoche.

Altra location da non perdere, il Castello di Belvedere (280 mt s.l.m.). Fu realizzato da Jacopo IV Appiano dal 1573 per ‘…dare animo a’ forestieri che venghino ad habitare…’, un modo per sconfiggere lo spopolamento della zona: arrivarono infatti nuovi abitanti dall’Emilia ma il piccolo borgo fu utilizzato soprattutto da famiglie nobili di Suvereto che sfuggivano dalla aria insalubre a malarica del ‘capoluogo’. Visitare Belvedere oggi è un’ottima idea, si trova 4 Km in auto a nord di Suvereto Centro Storico e, se avete una scarpa decisamente comoda o da trekking potrete raggiungerlo a piedi!

Montioni è una frazione di Suvereto ma, prima di tutto, è località del Parco Interprovinciale di Montioni, ben 6.500 ettari di natura protetta. Ad Elisa Bonaparte in Baciocchi va il merito di aver dato una grande spinta all'economia della zona: in questo spicchio di Suvereto infatti realizzò svariati progetti come l’apertura delle vicine miniere di ferro, la creazione di un centro termale con il complesso della Baciocca e la coltivazione di un appezzamento terreno dove fece posare vigneti e piante di ulivo.

Un piccolo appunto: se siete in direzione Monterotondo, sappiate che troverete una delle principali fonti di approvvigionamento idrico di Suberetum, la Fonte degli Angeli. Restaurata nel 1582 da Jacopo VI di Appiano, principe di Piombino, la fonte è spesso meta di visite da parte dei turisti… Io, sinceramente, non ci ho trovato un granchè, forse perché troppo indaffarato a fare il riassunto delle tante feste suveretane. Vedete un po’ voi, magari ci scappa una sgambata. Però… che ci andate a fare a Monterotondo se io non ho ancora finito con Suvereto? Ma vi pare?

Suvureto è la Val di Cornia, un ottimo punto di partenza per escursioni e gite. Se invece volete trattenervi in paese, allora andiamo a visitare l’incedere festaiolo dei “suburetani”, densi e pregnanti come pochi in questa attività: tanto di cappello.

Si comincia con il Carnevale nel Borgo, durante il quale si organizzano sfilate di carri e maschere per le vie del centro infiocchettato e colorato.

Attenzione al Palio delle Botti, evento davvero di portata nazionale denominato anche ‘Corsa delle Botti’. Facile indovinare di cosa si tratti: ogni squadra di ‘spingitori’ posiziona ‘di pancia’ la sua botte da 5 quintali e la spinge per le vie lastricate del centro storico con l’obiettivo di superare le altre e di tagliare il traguardo per prima.

La sfida è moderna, ma lo spirito è antico. La gara si svolge due volte l’anno: la prima, nel mese di maggio in occasione del Santo Patrono, si chiama Palio di S. Croce. La seconda, nel mese di agosto si chiama Palio dell’Imperatore. I vincitori partecipano al Palio Nazionale delle Botti che viene organizzato in autunno dalla Associazione Città del Vino, di cui Suvereto fa parte, in una delle località associate.

Già, perché Suvereto è anche città del vino: la sua produzione è marcata Suvereto DOCG per le specialità di Suvereto (Suvereto Cabernet Sauvignon e Merlot: da soli o congiuntamente fino al 100%), Suvereto Sangiovese (sangiovese minimo 85%), Suvereto Merlot (merlot minimo 85%) e Suvereto Cabernet Sauvignon (cabernet sauvignon minimo 855). Seguono le stesse specialità con altro disciplinare in IGT. Per la qualità pregiata consiglio non perdere l’assaggio e, qualcosa di più, con il Cabernet Sauvignon.

La questione vitivinicola si ripropone anche nel mese di agosto con la manifestazione ‘Calici di Stelle’ durante la quale le vie del borgo diventano un percorso enogastronomico con centinaia di bancarelle, degustazione di vini e specialità locali, concerti e momenti teatrali per intrattenere le migliaia di persone che ogni anno non si vogliono perdere questo appuntamento con l’enologia suveretana. La cosa si ripete, instancabili questi suvuretani, con una temperatura meno mite, ma con motivazioni identiche, anche nel mese di dicembre con ‘Calici di San Silvestro’.

Suberetum – Reditus in Medioevo’ è invece il nome della manifestazione che si svolge nel mese di luglio e che riporta questo paesino indietro di mille anni. Un’idea nata nei primi anni Novanta che via via è andata impreziosendosi: si tratta di serate medioevali con tanto di cavalieri, musici, spadaccini, giocolieri, falconieri, mangiafuoco, giochi e molto altro. Si cena con menù medioevale in tutto il centro storico ma anche, e soprattutto, nella splendida cornice del Chiostro di San Francesco: vi consigliamo di prenotare il vostro posto con largo anticipo, è una esperienza davvero unica e suggestiva.

Altro appuntamento da segnalare, risalente al 1968, è la Sagra del Cinghiale che si tiene ogni anno tra novembre e dicembre e che vede come protagonista il celebre animale di maremma cucinato in tutte le salse. La festa è sempre arricchita da rassegne musicali di gran pregio, da costumi d’epoca e da elementi d’arte e di ricerca del bello e del gusto.  

E’ proprio qui che entra in campo l’olio: Suvureto è infatti membro della Associazione Città dell’Olio e la sua produzione è pure sopraffina. L’evento che punta su questo prodotto si svolge in novembre tra le vie del borgo e si chiama ‘Non solo Olio’: festa e degustazioni ma anche convegni per i tanti addetti del settore.

Tenete conto che esiste l’Estate Suvuretana che si compone di un calendario fittissimo di concerti e spettacoli fra giugno e settembre. Se potete, non mancate almeno ad uno degli appuntamenti di ‘In-Chiostro’, serate di incontri d’autore con i massimi scrittori, giornalisti e attori del nostro panorama italiano che si svolgono nei mesi di luglio ed agosto. 
Gli appuntamenti non finiscono qui, ce ne sarebbero altri che questi iperattivi suvuretani organizzano con una dedizione esemplare….

E’ tutto chiaro? Capito cosa significa quando si dice che la Toscana va respirata?

Va bene, finito. Adesso potete andare a Monterotondo.