Montemerano

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Montemerano è un attimo, un respiro di bellezza della Toscana. In provincia di Grosseto, Montemerano è paesino di Maremma, è fra i Borghi più Belli d’Italia, intatto dentro le sue mura vi aspetta pronto a raccontare: voi farete silenzio, stupiti o affascinati, forse tutti e due. Non avrete il tempo di chiedervi cosa vedere a Montemerano, sarete lì ed il tempo sarà un altro, varcherete le mure e l’epoca sarà altra, pochi passi è vi sorprenderà la voglia di immergervi piano piano.

Comune di Manciano, quello che annovera fra le sue frazioni anche Saturnia, Montemerano si trova 7 Km a sud di quest’ultima e 7 Km a nord del Capoluogo comunale. Come arrivare a Montemerano non è solo una questione di geografia, il solo avvicinamento a questo Borgo maremmano è una prima esperienza: arroccato sopra una collina circondata da ulivi, molti secolari, l’arrivo da nord è il più coinvolgente, quello da sud il più consueto.

Mons Marianus, ecco l’origine del nome di Montemerano che piace tanto alla tradizione di Maremma, il richiamo è al Console Mario, leader dei populares sconfitto dal rivale e capo degli optimates Silla proprio su queste colline negli anni della guerra civile romana (88 – 82 a.C.). La storia di Montemerano si fa vera ed intensa però nel 896 d.C. quando l’Imperatore Arnolfo traccia il suo potere su Montemerano, quindi intorno al 1000 quando la casata dominante della zona, gli Aldobrandeschi, fanno di questa collina una piccola rocca fortificata ed un loro dominio. Da questi ultimi Montemerano passa sotto l’influenza di Orvieto ed ecco arrivare la famiglia dei Baschi che la tiene sotto di se fino al 1382 quando Ranieri de’ Baschi la vende a Siena. Tre dominazioni, tre cinte murarie, tre interventi sulla cinta muraria, il più convinto quello che inizia nel 1407 ad opera dei senesi che credono moltissimo nell’alto valore strategico di Montemerano e danno alla Civitas Montis Merani il valore che merita e che è arrivato di fatto intatto oggi a noi.

Se fate come vi dico ci arrivate da nord, il parcheggio ampio e comodo è proprio davanti alla Porta Grossetana che, inserita in una splendida loggia, vi introduce alla Piazza della Chiesa. A questo punto siete già passati alla modalità “affascinati”, Montemerano e le sue immagini vi cominciano a invadere il cuore, lo so, è così. Ora guardatevi intorno, alla vostra sinistra la romanica Chiesa di S. Giorgio, la sua prima menzione è del 1382 ma la sua evoluzione dura altri quattrocento anni, al suo interno opere di grandissima rilevanza come il polittico del 1458 del senese Sano di Pietro, sempre del Quattrocento la statua di San Pietro de Il Vecchieta, ancora arte senese, la bellissima Madonna del Maestro di Montemerano (secolo XV), quindi affreschi del tardo gotico, fino al ciborio del Cinquecento, agli altari barocchi ed alla cappella rococò del Buon Consiglio (1791). La “Madonna” di cui sopra è anche detta “Madonna della Gattaiola”, il buco fatto ad arte nella sua parte inferiore destra serviva infatti, quando il quadro era adibito a portale della Chiesa, per lasciare passare i gatti che facessero pulizia dei topi presenti all’interno dell’edificio; opera questa, secondo la tradizione, di un arguto prelato montemeranese. 

La passeggiata prosegue fra vicoli e viuzze, tutto lastricato ed in pietra, adornate qua e là da vegetazione spontanea e non solo che rende il tutto assolutamente seducente. Da dove siete si tratta di girare a destra, imboccare Via Italia in Montemerano e scegliere se andare ancora verso destra e perdervi fra altri vicoletti cercando e sbucando in tre piccole piazzette medioevali, quella del Ritiro, quella di San Martino e quella dell’Antico Frantoio oppure prendere il primo pertugio a sinistra e, dopo una piccola salita immersa fra le case alte nello stretto viottolo,  accompagnare il vostro sorriso verso il punto centrale di tutta Montemerano, il posto più bello, uno dei più fotografati di Toscana: Piazza del Castello.

Siamo nella zona alta di Montemerano, la più antica, quella degli Aldobrandeschi per intenderci, Piazza del Castello è un tuffo nel passato, immutata nelle sue geometrie disassate tipicamente medioevali, inalterate terrazze e finestre in fiore, a destra il Palazzo che fu dei Signori di Montemerano ed il Cassero senese, il centro della fortezza. Tutto emana un fascino per il quale, appena entrati, avete già capito che non basteranno le vostre foto mentre già lo sentite il vostro cuore che accoglie tutta quella straordinaria bellezza. Piazza del Castello a Montemerano è magica come il vostro itinerario nel tempo che vi porterà, poco più su da questa piazza, in altre due che compongono la parte più vecchia di questo Borgo: Piazza del Forno e Piazza del Campanile. Appoggiata a quella del Campanile la Pieve di San Lorenzo datata 1188 e la omonima Torre, quella che si vede già da lontano, per intenderci. Sono piccoli spazi carichi di storia, di gente che è trascorsa, sapore di Maremma, voglia di Toscana che prende forma. Adesso avete un po’ più chiaro il perché siete qui. Come potevate senza?

Il ritorno su Via Italia suggerisce di riportarsi verso la Chiesa, la ricerca del passaggio sui camminamenti medioevali di ronda sopra le mura, la vista dall’esterno della cinta muraria ed il reingresso per la Buca. La Buca non è una porta ma un semplice passaggio sorto introno al XVI secolo quando ormai gli abitanti del Borgo erano sotto l’egida dei Medici e del Granducato di Toscana e non temevano attacchi esterni. Di quel tipo di accessi ne devono essere spuntati diversi nel tempo se un editto mediceo del 1588 espressamente rivolto agli abitanti di Montemerano li obbligava a chiudere quei passaggi con massicce cancellate.

Se non fate tutti quei giri per il paese puntate da Via Italia verso Sud la Porta del Ponte e verso Piazza Canzanelli e vi resta comunque ancora davanti agli occhi il paesaggio di Maremma.

E’ bello raccontare che si è arrivati la prima volta a Montemerano per trascinamento storico, per approfondimento della cartina o per ampio studio della mappa di Toscana, per amor di Borgo o per chissà quale altro alto pensiero, io non posso farlo. Il fatto è che nella fantastica atmosfera di Montemerano si nascondono dei piccoli tesori della cucina maremmana, dentro quel pezzo di medioevo ci sono alcuni ristoranti davvero importanti del grossetano, talenti da fornelli e di cultura enogastronomica di Maremma sulla quale non si può sorvolare. Così io sono arrivato a Montemerano prima di farmi conquistare dalla sua bellezza e, se anche voi non restate indifferenti alle tradizioni culinarie toscane, fate un controllino anche in questo bellissimo Borgo.

Prodotto tipico locale è chiaramente l’olio, di altissima qualità, condisce piatti storici come la “padellata” di cacciagione e la “scottiglia maremmana”. Quest’ultima in modo particolare può far risorgere il vostro palato: trattasi di un piatto povero e di antica origine, principale ingrediente il pane avanzato e le parti di carni meno pregiate degli animali (cinghiale, agnello, pollo, coniglio, maiale). La storia vuole che le parti migliori andassero ai signori del posto, gli scarti rimanevano ai meno abbienti e servivano per la “scottiglia”, una ricetta sempre diversa a seconda del mix di tipi di carne a disposizione, carne che veniva cotta magari nel vino e scottata nell’olio.  Piatto gustosissimo, provateci.

Vanto di tutta l’area è la Biblioteca di Storia dell’Arte di Montemerano. Gli 8000 volumi disponibili sull’argomento sono per una gran parte, circa 6500, frutto di una grande donazione e rappresentano una collezione davvero eccezionale per gli studiosi e gli appassionati del genere. “La Biblioteca” e la associazione “Accademia del Libro” che la gestisce sono il centro motore di una serie piuttosto ampia di iniziative culturali importanti che coinvolgono tutto il territorio, alcune delle quali si svolgono anche nella suggestiva Piazza del Castello.

Un omaggio sincero va fatto alla Filarmonica G. Verdi, banda musicale di Montemerano che è stata fondata, pensate, nel 1890 e che ha attraversato con la sua musica tutta la storia di questo paesino. Montemeranese fino in fondo, dal 1908 ad oggi questa Filarmonica è sempre stata diretta da un Maestro montemeranese. Un Borgo che ama la musica ma anche le feste, nel corso dell’anno le sue piazze sono coinvolte in una trentina di appuntamenti, la Festa di S. Giorgio è nell’ultima settimana di Aprile, molte altre sono coordinate con l’associazione de I Borghi più Belli d’Italia, la Festa delle Streghe, che attraversa la notte di Halloweeen, ha avuto un particolare successo in questi ultimi anni. La location del resto si presta eccome.

La Toscana di Montemerano è quella profonda, è il piccolo Borgo incantato ma vero e vissuto, dove il tempo ed i sapori antichi si ritrovano fra la gente che passa per Piazza del Castello con la borsa della spesa, come se non fosse successo nulla, come se tutto quella bellezza fosse cosa normale, come se il mio respiro rimasto a metà fra lastricato e pietra, fra fiori e torri, fra le mura ed il Castello fosse solo un attimo, di stupore, di sorpresa, di Toscana.