Coreglia Antelminelli

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Coreglia Antelminelli è uno dei suggestivi borghi della Garfagnana dove vi sembrerà di sentire ancora l’eco dei colpi di spada del condottiero ghibellino Castruccio Castracani, duca di Lucca . E se siete da quelle parti d’agosto, durante la rievocazione storica, spade, dame e cavalieri li vedrete dal vivo!
Visitando il ‘Museo della figurina di gesso e dell’emigrazione’ potrete inoltre scoprire le storie di un artigianato  antico, quello delle statuine di gesso di Coreglia. A pochi chilometri, restando sempre all’interno del Comune di Coreglia Antelminelli, potrete raggiungere altri incantevoli borghi come Tereglio, Gromignana e Ghivizzano. Qui, in estate, si tiene un’imperdibile evento gastronomico dove poter gustare prodotti tipici locali e bere del buon vino.

DOVE SI TROVA COREGLIA ANTELMINELLI E COME CI SI ARRIVA?  Si trova in Garfagnana, nella media Valle del Serchio, a 40 Km da Lucca. La strada da percorrere, la SS12, segue il corso del fiume Serchio passando per altri punti interessanti, come Borgo a Mozzano con il suo Ponte del Diavolo, da dove si svolta in direzione di Castelnuovo Garfagnana. Dopo aver incontrato Ghivizzano, percorrendo un’irta salita, si arriva a Coreglia che si trova a 95 mt sul livello del mare. In treno da Lucca, secondo la direttrice Lucca-Aulla, scendete invece alla stazione ferroviaria di Ghivizzano.  Sempre da Lucca partono diverse linee di autobus che vi condurranno in zona. 

DAI LONGOBARDI ALLA LINEA GOTICA: UN PUNTO STRATEGICO NELLA STORIA TOSCANA. La storia di Coreglia è racchiusa nel suo nome che deriva dal latino ‘corrilia’ che significa ‘terra di scorrimento, luogo di passaggio’;  e, in effetti, è sempre stato un punto strategico della Garfagnana per il dominio su Lucca. Un luogo, come si suol dire, dove se le sono date di santa ragione!  La prima testimonianza dell’esistenza del centro risale addirittura al 1048: un documento dell’Archivio Arcivescovile parla di una fortificazione e ne attesta la proprietà alla famiglia Ronaldinghi, Signori longobardi delle pieve di Loppia. Nei due secoli successivi si susseguirono tutta una serie di conflitti tra i feudatari della zona e la città di Lucca, durante i quali il castello passa prima alla famiglia Bizzarri ed infine agli Antelminelli. Ed ecco qua l’origine della seconda parte del nome: questa fu aggiunta nel 1862 con decreto regio per evitare casi di omonimia.

Gli Antelminelli furono, infatti, una famiglia cruciale per le sorti del piccolo paese. Tanto per cominciare lo modificarono profondamente: sostituirono l’antica fortezza dei Ronaldinghi con la Chiesa di San Michele e la torre fu convertita in campanile.  Visto però che al tempo la rocca fortificata era una necessità per difendersi dai nemici, ne costruirono un’altra, i cui resti sono ancora visibili nella parte alta del borgo.
La vera ‘star’ della famiglia Antelminelli fu indubbiamente Castruccio Castracani. Ha scritto di lui Machiavelli nella sua opera letteraria intitolata appunto ‘La vita di Castruccio Castracani da Lucca’. Anche Mary Shelley, autrice di ‘Frankenstein’, gli dedicò un romanzo storico intitolato ‘Valperga’. Chi era costui dunque? Nato a Lucca nel 1281, fu esiliato prima a Pisa e poi in Inghilterra dove, grazie alle sue doti di cavaliere, si ingraziò addirittura Re Edoardo. Evidentemente non doveva essere proprio uno stinco di santo visto che, a causa di un omicidio, fu esiliato in Francia dove, sempre grazie alle sue doti militari, divenne comandante di Cavalleria. Prima di tornare a Lucca nel 1314, trascorse alcuni periodi anche a Verona e Venezia. La storia toscana di Castruccio Castracani inizia quando si unisce alle truppe Ghibelline di Uguccione della Faggiola, al quale sembra faccia riferimento anche Dante nella ‘Divina Commedia’. Le fortezze erette da Castruccio in tutta la Toscana, come quella Augustea di Lucca, ed i ponti e le torri che portano il suo nome, sono la dimostrazione delle sue gesta eroiche: ghibellino più che altro per desiderio di contrastare il potere temporale del papato, con le sue truppe - che sembra annoverassero addirittura duemila balestrieri - sconfisse i guelfi in più occasioni. Una di queste fu nel 1316, quando riconquistò il paese di Coreglia.
Nel 1341 Coreglia cadde di nuovo nelle mani dei fiorentini e questa volta è Francesco Antelminelli, cugino di Castruccio, a riprendersela; nel 1355, quando da vicaria Coreglia diviene Contea, Francesco viene nominato Conte. Intorno al 1400 Coreglia è sempre un punto strategico nelle lotte per il dominio della Garfagnana che in quel periodo era sotto Lucca, alleata a sua volta con gli Sforza per contrastare l’espansione di Firenze e Venezia.  Nel 1438 Lucca firma una tregua per mantenere l’indipendenza da Firenze ed è costretta a concedere il vicariato di Coreglia.
Nel 1500, con la fine delle guerre per la conquista della Garfagnana, il centro perde la sua importanza strategico-militare, importanza che riconquisterà solo molto più avanti. Durante la seconda guerra mondiale, la parte di Linea Gotica in Garfagnana ebbe un’importanza fondamentale. Nel 1944, nell’area si svolse l’operazione ‘Wintergewitter’ o ‘Battaglia della Garfagnana’: fu un attacco lanciato congiuntamente dalle truppe tedesche e dalla Repubblica Sociale Italiana contro le posizioni alleate.

COSA VEDERE A COREGLIA ANTELMINELLI. Salendo dal fondo valle, Coreglia appare all’improvviso sul crinale della montagna circondata da boschi di castagno. Se è in alto significa che c’è da scarpinare, ma ne vale la pena. Vi consiglio di partire dalla parte bassa del paese e di lasciarvi il gran finale con il panorama come ultima cosa da ammirare.
Per quanto riguarda gli edifici civili trovate il Palazzo Comunale che risale al 1572 sulla cui facciata noterete lo stemma in pietra: cosa significano i simboli che contiene? Ve lo racconto subito: il cuore si riferisce al nome (core-glia), le due stelle rappresentano le due parti del paese (quella alta e quella più bassa), le tre montagne fanno riferimento all’Alpe delle tre Potenze e, infine, la corona dedicata al legame con Francesco Castracani. In via della Rocca trovate anche Palazzo Antonini che ha preso il nome da Oreste Antonini, grande esperto di musica lirica e amico intimo di Giacomo Puccini. Degno di nota è anche Palazzo Vincenti dove nacque Benedetto Puccinelli, uno dei più importanti botanici dei primi dell’Ottocento.

Tra le chiese,  molto interessante è la Chiesa di origine  preromanica  di San Martino,  che deve il suo aspetto peculiare ai rimaneggiamenti costruttivi che si susseguirono dal IX all’ XI secolo. In quel periodo furono aggiunte le arcate interne, i sostegni, i capitelli e l’abside. Il campanile attuale, che sostituì quello del 1300, risale al 1854. Continuando a salire per le ripide stradine, si incontra una chiesa che da sola varrebbe la visita a Coreglia: San Michele, costruita a ridosso del paese nel XII  secolo. La piccola chiesa del borgo vi sorprenderà poiché, come uno scrigno, racchiude opere interessanti e di notevole valore artistico come un fondo battesimale del XVI secolo, un ambone preromanico che rappresenta una mucca, un crocifisso ligneo del 1400 ed un’eccezionale coppia di statue di marmo raffiguranti la Madonna e l’Annunziante.  

Vicino alla chiesa di San Michele non perdetevi il Museo della figurina di Gesso e dell’emigrazione,  ricco di testimonianze di un’arte, quella del figurinaio di Coreglia che, a partire dal XVI secolo, costituì l’attività principale del paese. Si tratta della produzione di piccole statue in gesso, le figurine, che rappresentavano santi ma anche busti di personaggi famosi ed altri soggetti. Alcuni di questi artigiani emigrano un po’ per tutto il mondo e ad uno di questi, Mario Pisani che si trasferì negli Stati Uniti a soli tredici anni per vendere le figure di gesso, è dedicato una stuta ed intitolata una piazzetta. Il museo è suddiviso in due sezioni: una dedicata alla produzione di statuette di vario genere dove, tra le altre cose, si trovano delle statuine per il presepe in gesso del 1800, l’altra riguarda invece le storie sull’emigrazione dei figurinai con cimeli come passaporti, lettere ed altri documenti.
Salendo ancora un po’ più in alto si arriva, finalmente,  alla rocca o meglio a quello che ne rimane! La vera ricompensa alla scarpinata che avrete fatto non saranno tanto i ruderi dell’antica fortificazione, quanto il paesaggio che avrete davanti.  Meglio di qualsiasi antistress: respirate profondamente e guardate davanti a voi: non vi sentite un po’ come Castruccio, padroni del mondo? 

UNA NOTTE NELL’ANTICO BORGO. Se a questo punto vi è venuta voglia di fare un salto indietro ai tempi di Castruccio, vi farà piacere sapere che non c’è bisogno della macchina del tempo. Vi basterà capitare a Coreglia il 15 agosto quando si svolge la rievocazione medievale: il paese si riempie di nobili, contadini, dame e cavalieri, il tutto contornato da degustazioni di ottimi prodotti locali, mercatini dell’artigianato ed esibizioni di artisti di strada.

GHIVIZZANO. A soli 9  km da Coreglia, scoprite  un altro borgo  dove la storia ha lasciato il suo marchio indelebile. Tra edifici, il più famoso è indubbiamente la Torre che fa parte della fortezza, ristrutturata ed ulteriormente fortificata per volere di… indovinate un po’? Proprio lui: Castruccio Castracani! Non era difficile indovinare visto che si chiama la ‘Torre di Castruccio’! Il piano terra della costruzione era un magazzino e non era collegato a quelli superiori, il secondo ed il terzo fungevano invece da abitazioni per i Signori… sembra che ci abbia abitato lo stesso Castruccio. Se siete arrivati alla Torre, avrete percorso lo ‘scaleo’, la ripida scala che parte dalla Chiesa di Pietro e Paolo dove sono costruiti dipinti risalenti al periodo di Paolo Guinigi. Percorrete anche via Sossanna (da sub-sala: sotto il castello) coperta da volte e con spiragli di luce offerti da piccole feritoie.

Quello appena descritto è il percorso classico di Ghivizzano, ma ne esiste un altro non meno interessante che potrete fare, ahimè, solo la prima domenica di Settembre: ‘Norcini a Castello’. Già il nome vi suggerisce lo scopo ‘mangereccio’ dell’itinerario: si tratta infatti di un percorso enogastronomico che si snoda tra le vie del paese attraverso otto succulente tappe. In quell’occasione, da Ghivizzano partono navette che vi scaricheranno direttamente alla porta d’entrata. Qui, una volta pagato il ticket, scoprirete che ogni cantina ed ogni più piccolo pertugio ospita una degustazione diversa, spesso con prodotti che sono presidi slow-food! Potrete assaggiare il famoso ‘biroldo della Garfagnana’, una sorta di salame fatto con la testa di maiale, spezie, pinoli e sangue o il ‘prosciutto bazzone’, così definito perché la sua forma assomiglia ad un grande mento, in toscano ‘bazza’. Si produce con la carne di maiali allevati allo stato semi-brado e nutriti con farro, castagne e prodotti di scarto dei caseifici locali.  Anche la farina di mais che accompagna questi piatti proviene da una varietà di mais presidio slow-food: il mais a 8 file, una qualità caduta in disuso per la sua scarsa resa ma dal gusto eccezionale. E come dimenticarci del principe dei cereali della zona: il farro della Garfagnana da gustare nella tipica zuppa.
Come abbiamo detto il percorso è enogastronomico… quindi si mangia e si beve pure! Ad ogni stazione del vostro viaggio troverete infatti vini  biologici delle colline e della montagna lucchese. State già consultando la vostra agenda per vedere se siete liberi a settembre? Tranquilli! Se proprio non potete in quel periodo, tutte le leccornie che vi ho descritto le trovate tutto l’anno insieme, a seconda della stagione, a frutti di bosco, funghi e castagne.

I DINTORNI DI COREGLIA. Il comune di Coreglia non si limita all’omonimo borgo e a Ghivizzano, ma offre altre perle interessanti. Gromignana si trova a 4 km ed è definito come ‘il paese più piccolo e più disperso della media Valle del Serchio’. Deve la sua definizione all’esiguità di quanto è rimasto degli antichi edifici: soltanto l’esterno della Chiesa ed alcuni muri fortificati.  Gli amanti della  natura e del trekking a Gromignana troveranno pane per i loro denti alla ‘Buca delle Fate’ : una grotta in prossimità del torrente Segone scoperta agli inizi del ‘900.
Piano di Coreglia si trova a 6 km dal Borgo e deriva dall’unione delle tre comunità che abitavano altrettante aree: Nestrignana, Manciana e Colle Bertingo. Nella Chiesa di Lorenzo e Lazzaro avrete la possibilità di ammirare due suggestivi dipinti del 2001 del pittore Paolo Maiani: ‘Resurrezione’ e ‘Gesù’ che cammina sulle acque’.
Anche Lucignana, che dista 6 km da Coreglia, ha qualcosa di interessante da offrirvi: la suggestiva porta, il palazzo cinquecentesco dove la comunità teneva le riunioni e la chiesa parrocchiale dalle primitive strutture romaniche. Curiosi sono i fregi e le incisioni delle pietre di alcune case che sembrano provenire dalle antiche dimore dei Bizzarri.
Tereglio (a 10 km) fu, quasi al pari di Coreglia, un punto particolarmente strategico perché controllava il valico che porta alla via Emilia: qui è stata ritrovata anche una necropoli che sembra risalire addirittura III sec. a.C . Il borgo fu distrutto quasi interamente nel 1429 ma, fortunatamente, qualcosa da vedere c’è ancora! Vi consiglio di soffermarvi sul Fortino e sulla Porta Mezzana e di osservare i magnifici portali cinquecenteschi, Casa Noccorini, la Dogana, Casa Giannini e, dulcis in fundo, la Chiesa parrocchiale: è  interessante per la struttura e per le opere ospitate, come un crocifisso del XIII secolo e gli altari ad intarsio.

Un ultima chicca: Susan Sarandon ha scoperto che la bisnonna era originaria proprio di Coreglia Antelminelli! Quindi, care signore, se vi viene in mente di fare ‘Thelma e Louise’ per le strade della Garfagnana state attente… potreste incontrare la vera Louise!