Palio di Siena

Il Palio di Siena è la giostra di origine medievale più importante della Toscana e più conosciuta all’estero.

Questa particolare gara equestre si svolge due volte all’anno nella magica città di Siena: Palio della Madonna di Provenzano (2 luglio) e Palio della Madonna Assunta (16 agosto). Questa tradizione, in equilibrio fra gioco e rivalità, ha un’origine molto antica. Il termine ‘palio’, infatti, deriva dal latino pallium che significa ‘mantello’ e indicava l’abitudine frequente, durante le gare medievali (a cavallo e non), di premiare il vincitore con una stoffa preziosa. Nei secoli XVI e XVII si era sviluppata la moda di organizzare queste giostre a cavallo di asini o di bufale (le cosiddette asinate e bufalate) ma, durante il Settecento, l’importanza del Palio di Siena, delle contrade e delle sue regole ha fatto sì che diventasse la giostra medievale per antonomasia, la più conosciuta oltre che la più apprezzata. Certamente non è da sottovalutare la cornice offerta dalla meravigliosa Piazza del Campo come luogo in cui si svolge la gara. Questa piazza a forma di conchiglia si trasforma due volte all’anno e permette di dare vita all’evento più sentito di tutta la Toscana: il Palio di Siena. I Fantini sono gli eroi di questa giostra e sono spesso appellati con nomi fantasiosi e legati alle loro caratteristiche fisiche e in base alle loro qualità tecniche. Siete colpiti dalle loro fattezze minute? La bassa statura e il peso leggero del loro corpo consente loro di ‘volare’ e non pesare sul loro destriero affinché corra più veloce di tutti! Quando arrivate a Siena, vi conviene cercare qualche anziano senese, offrirgli un bicchiere e farvi raccontare un po’ di storie e storielle divertenti circa le vittorie, le sconfitte e le squalifiche di questi indiscussi protagonisti del Palio di Siena. I cavalli, naturalmente, non sono un elemento minore di questa antica e mirabolante giostra! Diciamo che sono proprio loro, i cavalli, a fare la fatica più grande e non senza pericoli per la loro integrità! La Piazza del Palio di Siena, nel giorno della giostra, cambia i suoi colori: vista dall’alto si riempie al centro come fosse una grande macchia (la folla) e il corridoio restante dove avviene la corsa si tinge di piccole chiazze scure (i purosangue) e puntini accesi (colori delle contrade indossati dai fantini).

 

Palio di Siena

Prima di entrare nel vivo delle contrade del Palio di Siena e di come si svolge la manifestazione, è bene chiarire un punto: come vi direbbe ogni senese, il Palio non è un’ attrazione turistica creata per richiamare visitatori, si tratta invece dell’anima di una comunità. La Toscana ospita varie rievocazioni medievali, come la Giostra del Saracino della vicina Arezzo, ma il Palio è il Palio, non si discute! Questo evento, infatti, caratterizza e definisce i tratti della città e le divisioni fra le varie contrade: è l’espressione della tradizione e dei valori nati in questa terra. Non troverete facilmente un’altra città così legata e così impegnata in un evento collettivo di questo genere, perciò, il nostro consiglio è di non perdervi questo spettacolo! È un mondo tutto da scoprire e nel quale stupirsi quello dove si vive e si respira il Palio di Siena: fantini, cavalli, contradaioli, feste, vittorie, date memorabili, palii straordinari, inni e cori… dove vi ricapiterà un’occasione simile?

Dopo le necessarie premesse, vi possiamo informare sulle origini del Palio di Siena. Si tratta, come dicevamo, di una gara medievale e le prime attestazioni risalgono al Duecento, in cui si fa riferimento a corse equestri oltre che a un Palio in onore di San Bonifazio. Nei secoli successivi continuò la tradizione di questo genere di gare fra contrade assieme ad altre come il gioco del pallone o le cacce dei tori ma il Palio andò acquisendo sempre più spazio e conquistò alla fine la sua collocazione attuale diventando l’evento centrale del panorama senese.

Agli inizi del Cinquecento si andarono definendo ulteriormente le famose contrade ancora esistenti. Il Palio di Siena, infatti, richiamava alla gara 17 ‘famiglie’ rionali: Aquila, Bruco, Chiocciola, Civetta, Drago, Giraffa, Istrice, Leocorno, Lupa, Nicchio, Oca, Onda, Pantera, Selva, Tartuca, Torre e Valdimontone. Riuscite a tenerle tutte a mente?

È importante, anche in questo caso, precisare che non si tratta di semplici divisioni durante il giorno della gara. Ogni contrada rappresenta una realtà di appartenenza molto forte con a capo il Priore e guidata nel giorno della giostra da un Capitano, seguito da due o tre contradaioli chiamati "mangini". Ogni contrada possiede una propria Chiesa vicina alla sede dove viene custodito il proprio patrimonio del Palio: cimeli, drappelloni (trofei) delle vittorie, costumi delle comparse, bandiere, fotografie, archivio e documenti di vario genere.

Quando vi troverete fra le zone di questa città sarete senz’altro in grado di percepire immediatamente l’atmosfera da contrada!

Continuando la storia del Palio di Siena, arriviamo al Seicento, secolo in cui si afferma definitivamente la presenza della manifestazione in Piazza del Campo (la data ufficiale è l’11 luglio del 1605) e in cui si delineano i caratteri e le regole della giostra. Nel 1656 fu scelto il giorno del 2 luglio come evento fisso della gara in onore della festa della Madonna di Provenzano, poi dal 1701 si aggiunse la data del 16 agosto per la festa dell’Assunzione, stabilendo la frequenza annuale di due gare. Il Palio di Siena diventa così dal Settecento un evento ricorrente in due momenti all’anno e con la celebrazione dell’Assunta si investe di una forte carica religiosa che riflette il carattere mistico della città di Siena. Il Palio prevede un moderno regolamento sancito nel 1721, a cui segue un bando di qualche anno dopo emesso da Beatrice Violante di Baviera (governatrice di Siena). Il bando serviva a stabilire i confini fra le diverse contrade, con lo scopo di fermare i conflitti e le risse che avvenivano quotidianamente nella città. Nell’Ottocento i regolamenti finalizzati a preservare il gioco dalla violenza, dalle rivalità e dai tradimenti di cittadini o  fantini aumentarono fino a raggiungere negli anni dell’Unità d’Italia - e poi nel Novecento - una vera e propria giustizia paliesca.  Il Magistrato delle Contrade prevede, per il gioco del Palio di Siena, sanzioni di diversa gravità per quei fantini e contradaioli che non rispettino le leggi della giostra: censure, deplorazioni e squalifiche!

Prima di spiegarvi come si svolge la gara e come si presenta ai nostri giorni, cercheremo di spiegarvi il mondo delle contrade del Palio di Siena. Come sancito dall’epoca ottocentesca con il Bando sui Confini del 1729, le contrade (diciassette!) sono separate da confini territoriali interni alle mura che dividono la città in piccole zone. Avete qualche preferenza? Vi piacerebbe far parte della Giraffa? Se non siete nati in questa contrada, c’è poco da fare! Contradaioli si nasce e si rimane per tutta la vita, a patto che non vogliate rompere questo antico legame con la vostra famiglia! Possiamo solo dirvi che ogni contrada porta con sé un simbolo e sventola orgogliosamente, durante il Palio di Siena, bandiere e stemmi! Non mancano, oltre a questi, colori e motti personali, inni ufficiali, sedi e santi patroni e addirittura una fontanina battesimale. Un’ altra importante caratteristica è quella di avere contrade alleate e un’altra come avversaria e acerrima nemica. Prendiamo, per esempio, la contrada della Pantera: la sua immagine simboleggia l’audacia, il suo motto è ‘La Pantera ruggì ed il popolo si scosse / Il mio slancio ogni ostacolo abbatte’, San Giovanni Decollato è il suo santo patrono, i colori sono rosso e celeste, le contrade alleate la Chiocciola, la Civetta, la Giraffa e il Leocorno, mentre l’avversaria è l’Aquila.

A questo punto dobbiamo specificare che soltanto dieci delle diciassette contrade partecipano alla gara e per ogni Palio vengono scelte, almeno venti giorni prima della corsa, attraverso un sorteggio. Sette di queste vengono selezionate ‘di diritto’ in quanto escluse nel palio della stessa data dell’anno precedente, mentre le rimanenti tre vengono sorteggiate fra quelle dieci che avevano partecipato.

Tutto chiaro fin qui? Bene. Procediamo per vedere come si svolge il Palio di Siena e quali sono le sue fasi preparatorie.   

Durante i quattro giorni di organizzazione e allestimento del Palio, Siena è coinvolta negli eventi che preannunciano la giostra vera e propria, primo fra tutti la tratta in cui vengono abbinati i cavalli (barberi) alle contrade partecipanti e di conseguenza ai rispettivi fantini. La fase successiva e fondamentale è quella delle prove, in cui, per sei volte, mattina e pomeriggio, vengono accertate le condizioni dei cavalli e dei fantini, la quinta è detta ‘generale’ mentre l’ultima, chiamata provaccia, si svolge la mattina dello stesso giorno del Palio.

Si arriva finalmente al grande e atteso evento: è il giorno del Palio!

Al mattino presto nella cappella del Palazzo Comunale viene celebrata dall’arcivescovo la ‘messa del fantino’, a cui segue la provaccia e la segnatura dei fantini, che rende impossibile la sostituzione di questi ultimi.

Per quanto riguarda i fantini, il Palio di Siena è ricco di leggende e aneddoti sulle vicende di questi gareggianti esili e di bassa statura chiamati con soprannomi di ogni genere; fra i più celebri e vittoriosi ricordiamo Aceto (vincitore di ben 14 edizioni!), Ganascia, Rubacuori, Trecciolino, Tristezza, Cicciolesso, Mezz’etto, Fiammifero e moltissimi altri ancora!

Torniamo al giorno della giostra. Dopo la segnatura dei fantini si procede con la benedizione del cavallo, a seguire i figuranti del comune, i cavalieri e le comparse delle contrade iniziano il corteo storico e la sbandierata in Piazza del Duomo. Da qui comincia la suggestiva sfilata accompagnata dai musici, fino ad arrivare alla  Piazza del Palio di Siena, in cui il corteo si conclude con lo scoppio del mortaretto che segnala l’uscita dei cavalli dal cosiddetto Entrone e può avere inizio la carriera.

Ogni fantino riceve il nerbo (tendine di bue essiccato) che servirà ad incitare il cavallo oppure a disturbare gli avversari durante la gara e infine si avvicina al punto di partenza, detto mossa, dove si trovano due lunghe corde tese (canapi) tra i quali ogni partecipante deve allinearsi. Troviamo a questo punto un’altra fase di estrazione nel Palio di Siena.

L'ordine di entrata è stabilito dalla fortuna e avviene grazie ad un particolare meccanismo di estrazione fatto con palline disposte su un contenitore ovale per fare in modo che l’ordine d’ingresso sia deciso unicamente dal caso.  

L'operazione viene effettuata tre volte in modo che il mossiere possa tenere da parte altri due ordini di partenza, qualora si verifichino delle irregolarità all’inizio della gara, ad esempio qualche scorrettezza da parte dei fantini.

I fantini si distribuiscono tra i canapi secondo l'ordine stabilito dal sorteggio, mentre la decima e ultima entra con la "rincorsa" potendo, in questo modo, decidere come e quando fare la sua mossa. A questo punto il mossiere abbassa la corda anteriore e ha finalmente inizio la corsa. Si tratta del momento più atteso in cui, tra la folla agitatissima, si respira un’aria di suspense irreale! Succede a volte che la partenza non risulti valida, così da venire subito interrotta con un ulteriore scoppio di mortaretto. I cavalli si fermano e si riparte dalla ‘mossa’ iniziale… la tensione cresce e l’attesa della corsa si fa sempre più grande tra i contradaioli che iniziano a intonare cori a squarciagola! Se invece lasciano andare i cavalli, il Palio di Siena può finalmente svolgersi senza ulteriori interruzioni. I fantini devono compiere tre giri di pista in senso orario e il primo che arriva alla conclusione vince su tutti.

Sarebbe corretto dire che sono i cavalli i veri vincitori del Palio (a volte non senza grandi sacrifici), tanto più che la vittoria può avvenire anche con un cavallo ‘scosso’, cioè privo del suo fantino (non di rado, infatti, avvengono cadute e incidenti di vario genere). 

In qualsiasi modalità avvenga, la vittoria è seguita da un vero e proprio boato di esultazione dei vincitori e dalle urla di sconfitta di tutti gli altri. Immediatamente  i contradaioli corrono sotto il Palco dei Capitani a ritirare il drappellone che verrà custodito gelosamente nella sede della contrada. I  festeggiamenti prevedono la ricezione del Palio vinto, lo spostamento nella Chiesa di Provenzano (luglio) o al Duomo dell’Assunta (agosto), il ringraziamento e il canto collettivo del Te Deum in un momento di massima unione spirituale e cittadina.

La vittoria dura tutto il tempo che precede la giostra successiva ed è continuo motivo di orgoglio, esaltato con cene e feste per il rione. La contrada vincente si occuperà in seguito di allestire tra settembre e ottobre una cena della vittoria con addobbi e tavolate ricche di ogni ben di Dio.

Dobbiamo aggiungere un altro particolare della rivalità che caratterizza così tanto la famosa gara del Palio di Siena. Come dicevamo, ogni contrada ha una sua ufficiale avversaria e, secondo le regole del Palio, quando vince una l’altra è automaticamente sconfitta anche se non ha partecipato alla corsa per motivi d’estrazione. Allo stesso modo la contrada che arriva per seconda rende ‘vincente’ la sua propria nemica (partecipante o no). Questo particolare intreccio di vincitori e sconfitti è un esempio del principio del bene limitato: la salute e la ricchezza di un individuo sono previste soltanto a danno di un altro. Riportando questa regola ai fini della gara, per far sì che una contrada vinca il Palio è necessaria la sconfitta di un’altra, ovviamente la sua nemica giurata!

Dopo quest’ultima spiegazione del Palio di Siena vi sentite pronti a viverlo in tutta la sua elettrizzante carica di attese e speranze di vittoria? Se vi trovate in un percorso itinerante della Toscana non vi preoccupate, è sufficiente un’escursione giornaliera a Siena per godere di questa festa medievale unica nel mondo! Se non volete assistere alla messa di prima mattina o alle prove, vi basterà arrivare dal pomeriggio! Adesso che sapete in cosa consiste il Palio di Siena potete organizzarvi e fare anche una visita alla città per vedere i monumenti principali e godervi un po’ del suo centro storico.

Tenete presente che questa festa è vissuta da tutti i cittadini senesi come un momento di unione collettiva spontanea e sono le contrade a gestire i propri spazi. I posti nelle tribune o per guardare la giostra dai balconi dei palazzi adiacenti alla Piazza del Palio di Siena sono venduti direttamente dai proprietari dei negozi o delle case. In ogni caso, qualsiasi punto d’osservazione scegliate, vi consigliamo caldamente di arrivare mezz’ora prima dell’inizio del corteo storico (come minimo!). Se ve la sentite, andate al centro della Piazza: l’ingresso è gratuito e sicuramente è il modo più coinvolgente di vivere la corsa. Vi troverete in un attimo ad urlare assieme ai senesi per incitare il fantino prescelto a volare davanti a tutti!

Il poeta Mario Luzi, vissuto a Siena per tre anni da ragazzo, scrisse nel 1998 queste parole che più di altri restituiscono autenticità a questa manifestazione:

Il Palio è il Palio. Nessuna interpretazione sociologica, storica, antropologica, potrebbe spiegarlo. Sublimazione e dannazione insieme del fato in ogni singolo senese e nella sua cittadinanza. Rogo furente della senesità, in ogni caso impareggiabile conferma di essa.”

A cura della redazione di Insidecom