Festa della Luminara e Regata storica di San Ranieri

Scoprite gli incredibili eventi del famoso giugno pisano!

 

La Luminara di Pisa è un evento magico che renderà la vostra visita in questa città un ricordo fra i più indimenticabili del vostro viaggio toscano. Nel mese di giugno viene celebrato il patrono di Pisa, San Ranieri, con una doppia festa che parte dalla sera del 16 giugno e prosegue il giorno successivo con la Regata Storica sul fiume Arno. Il cosiddetto Giugno Pisano si arricchisce, infatti con uno speciale e divertentissimo Palio! San Ranieri non potrebbe essere più ‘soddisfatto’ dei suoi devoti concittadini!

Potrà capitarvi di sentire anche la versione italianizzata di ‘luminaria’, Pisa e i suoi abitanti preferiscono, però, il termine luminara, essendo quello del loro vernacolo locale.

Lasciando perdere le diatribe lessicali e dialettali che, per i toscani, come è noto, sono argomento di ogni giorno, vi vorremmo dare subito qualche informazione sul protagonista di questi due eventi: San Ranieri. Pisa è stata la patria natale (1118) e luogo di scomparsa (17 giugno 1161) dell’eremita Ranieri Scacceri. Figlio di un facoltoso mercante pisano, Gandolfo Scacceri, trascorse un’esistenza vana fino ai diciannove anni, quando conobbe un eremita di nome Alberto. Questo incontro cambiò radicalmente la sua vita: Ranieri scelse di abbandonare ogni vanità e ricchezza per intraprendere il cammino della povertà. Come pellegrino raggiunse la Terra Santa, dove rimase alcuni anni per intraprendere il percorso di penitenza cristiana.

Luminara e San Ranieri Pisa

Nel 1154 fece ritorno nella sua città natia e scelse di ritirarsi nel Monastero di San Vito e morì pochi anni dopo avvolto già da un aura leggendaria. Si tramanda che, nel momento del trapasso, furono udite suonare le campane di Pisa senza che nessuno le avesse azionate. Il culto e le storie sui miracoli dell’eremita si diffusero presto così che, a Pisa, San Ranieri divenne santo già quando era in vita. Nel Seicento l’arcivescovo e il magistrato pisano elessero Ranieri patrono ufficiale della città e della diocesi ma già da tempo il popolo lo considerava tale sostituendolo al precedente (San Sisto).

Nell’anno 1688 le spoglie di San Ranieri furono collocate sull’altare maggiore del Duomo, sostituendo l’antica urna con una più importante, per volere di Cosimo III dei Medici. Durante la notte della traslazione dell’urna i pisani illuminarono le loro case per rendere omaggio alla figura del santo patrono e per far luce al passaggio della processione. Un’altra tradizione vuole che la notte di San Ranieri di Pisa avrebbe avuto origine fin dal giorno della morte del santo; un ulteriore racconto spiega che questa processione illuminata fosse già esistita per onorare la Vergine Maria in tempi precedenti… È evidente, in ogni caso, che la devozione dei cittadini e la storia della luminara di Pisa abbiano entrambe origini molto antiche.

A Pisa la festa del patrono è nata dopo un evento importante che ha fatto sì che la città cercasse speranza attraverso un nuovo patrono. La data di celebrazione del precedente santo protettore perse di sfiducia in seguito ad un momento di grande crisi per la Repubblica di Pisa. Facciamo un passo indietro: nel 1284, durante le battaglie navali fra le repubbliche marinare (di cui Pisa faceva parte), si svolse la famosa battaglia della Meloria. I pisani decisero di sfidare i genovesi presso le Secche della Meloria il 6 agosto, scelto come propizio in quanto giorno di celebrazione di San Sisto, patrono dell’epoca. In questa occasione, però, Pisa subì una durissima sconfitta e perse il predominio sui mari del porto pisano. Da questo tragico evento la devozione della città per il santo cambiò e pare che questo abbia fatto sì che venisse sostituito con un nuovo patrono, ossia San Ranieri. Pisa perse un’importante battaglia ma restò ancora una potenza repubblicana almeno fino al Quattrocento.

Dopo questo veloce ripasso di storia e della vita del santo, possiamo dedicarci agli eventi del cosiddetto giugno pisano. La Luminara e il palio di San Ranieri, oltre al Gioco del Ponte, rendono questo mese uno dei più interessanti per visitare la città della Torre Pendente!

Segnatevi queste date: 16 e 17 giugno. La festa di San Ranieri, infatti, si svolge dalla sera del 16 fino al tardo pomeriggio del 17 giugno. Dunque, sapete chi era San Ranieri, avete capito che, a Pisa, luminara o luminaria è una tradizione antica e sapete quando si svolge… a questo punto vorrete sapere di cosa si tratta!

16 GIUGNO: LUMINARA DI SAN RANIERI

Ogni 16 di giugno, nella notte di san Ranieri, Pisa e i suoi lungarni si trasformano come per magia grazie all’accensione di circa 70.000 lumini a cera. In che modo? Questi lumini vengono messi in bicchieri speciali, incastonati su telai di legno pitturati con vernice bianca (i telai sono chiamati dai pisani anche con il nome di ‘biancheria’ perché da lontano assomigliano proprio a delle lenzuola appese!) e modellati seguendo i profili di finestre, tetti e cornicioni degli edifici della città e dei ponti che si vedono sui lungarni. La Torre Pendente, invece, risplende grazie a innumerevoli padelle ad olio poste sui merli delle mura che circondano Piazza dei Miracoli e lungo i contorni del Duomo e del Battistero. Riuscite a immaginare il risultato di un lavoro così sapientemente architettato?

Durante la luminaria, Pisa diventa uno spettacolo all’aperto che non è facile descrivere.

L’incantesimo, però, non finisce qui: una miriade di lumini galleggianti viene disposta sul fiume Arno e lasciata alla sua corrente! Questi lampanini, come li chiamano i pisani, creano tutti assieme dei veri prodigi di coreografie luminose. La resistenza di queste fiammelle e la loro potenza è dovuta ad una particolare fabbricazione di età recente; un tempo si utilizzavano come contenitori dei bicchieri di vetro che, per ragioni di sicurezza, sono stati cambiati con altri fatti di una plastica speciale più adatta all’uso. Chi si occupa di accendere queste stelle artificiali? Ogni anno vengono reclutati più di centinaia di addetti solo per questa importante manifestazione!

La festa di San Ranieri comincia con l’accensione e voi, come tutti i toscani in visita a Pisa per l’occasione, resterete senza parole. Il riverbero delle luci mosse dal vento che si vede nel fiume Arno e la presenza di quelle galleggianti in balìa della corrente crea un momento magico di rara bellezza. Naturalmente, l’accensione dei lumini corrisponde allo spegnimento temporaneo dell’illuminazione cittadina.

Approfittate di questa occasione per dichiararvi o ancor prima per innamorarvi, per esprimere un desiderio, per sognare, per fotografare con gli occhi (lasciate stare per un momento la vostra nuova reflex!) un panorama da ricordare quando sarete tornati a casa… lasciatevi andare alle suggestioni che vi arrivano!

Ad un certo punto della serata, verso la mezzanotte, verrete risvegliati da questo antico incantesimo grazie agli scoppi dei fuochi d’artificio sparati dalla Cittadella e, negli ultimi anni, anche da alcune piattaforme galleggianti disposte lungo l’Arno. Lo spettacolo pirotecnico, unito alle fiammelle sparse fra le acque, regalano una cornice unica ai palazzi della città. C’è forse un modo migliore di concludere la luminara di San Ranieri?

Vi suggeriamo di godere dei fuochi restando lungo il fiume e cercando di non farvi inghiottire dalla folla brulicante che si disperde fra il Corso e Borgo Stretto!

La serata continua fra banchetti di artigianato locale, venditori di dolciumi, giochi e palloncini per le strade. Se volete tornare bambini per una sera siete liberissimi di farlo!

A Pisa, San Ranieri si omaggia vivendo una notte da favola come questa e godendosi la città attraverso uno sguardo unico per una sola sera all’anno.

17 GIUGNO- PALIO DI SAN RANIERI

Il giorno dopo fatevi pure una bella dormita fino a tardi: la regata storica di San Ranieri, infatti, si svolge nel secondo pomeriggio. Godetevi la mattina facendo colazione nel centro storico con una fetta di Torta co’ Bischeri oppure, se avete fatto veramente le ore piccole, passate direttamente al pranzo e mangiatevi una bella cecina appena sfornata! La torta co’ Bischeri, per gli amanti dei dolci, è una torta tradizionale a base di pasta frolla, cioccolato e riso; la cecina invece, è una pietanza di origine povera simile a una torta salata con la particolarità di essere molto sottile e a base di farina di ceci, acqua, olio e sale. Va mangiata appena sfornata!

Come funziona la regata? Ci sono quattro equipaggi che rappresentano gli antichi quartieri di Pisa: San Francesco, San Martino, Santa Maria e Sant'Antonio,che si sfidano in una gara lungo il fiume Arno. Ciascun rione, come in ogni gara che si rispetti, ha un proprio colore rappresentativo: giallo per San Francesco, rosso per San Martino, celeste per Santa Maria e verde per Sant’ Antonio.

Il palio remiero di San Ranieri è preceduto dalla sfilata del corteo storico di Pisa, che riprende l’antica gloria del tempo delle repubbliche marinare. Con l’avvicinarsi del tramonto può finalmente iniziare la gara! La regata, che parte dal Ponte della Ferrovia, prevede un percorso di 1.500 metri attraversati vogando contro la corrente del fiume e si conclude al Palazzo Mediceo vicino al Ponte della Fortezza. Le barche che vedrete sono imbarcazioni ispirate alle antiche fregate stefaniane che appartenevano all’ordine militare dei Cavalieri di Santo Stefano di epoca cinquecentesca. Sono fatte in vetroresina e hanno sedili fissi con la possibilità di ospitare otto rematori, il timoniere e un montatore. Quest’ultimo componente, il montatore, è la figura essenziale per la vincita della gara: si tratta infatti di un arrampicatore provetto! Il suo compito, una volta arrivati al traguardo, sarà quello di salire lungo una delle 4 funi (dette canapi) che portano in cima ad un pennone (alto una decina di metri) montato su una chiatta galleggiante, dove dovrà afferrare il palio (bandiera) di colore azzurro! Non c’è altro modo per guadagnarsi il Palio di San Ranieri!

Per i secondi e terzi classificati restano altre due bandiere rispettivamente bianca e rossa, mentre, per il quarto montatore, la regata di San Ranieri ha in serbo un premio di consolazione tradizionale e curioso: un paio d’oche! In realtà, in passato, in epoca medievale, era del tutto normale ricevere come premi degli animali. C’è da dire che per i primi classificati si trattava di buoi, maiali o pecore mentre le oche erano riservate sempre a vincite di minor importanza. D’altra parte, le tradizioni vanno rispettate!

Se vi stavate chiedendo da dove nasce il palio remiero di San Ranieri, eccovi accontentati immediatamente.

La gara marinara alla quale avete assistito era una pratica d’uso comune a Pisa fin dal Duecento e spesso si svolgeva in onore della Assunzione della Vergine, alla quale la città era profondamente devota. Durante il Settecento si stabilì un percorso fisso per la gara e la data del 17 giugno fu scelta per onorare la ricorrenza del santo protettore.

La regata rievoca e racchiude in sé un importante episodio della storia pisana: la Battaglia di Lepanto del 1571. La flotta dei cavalieri dell’Ordine di Santo Stefano vinse combattendo contro gli Ottomani e si impadronì così dello stendardo in cima all’asta avversaria, di cui il pennone della regata richiama l’immagine. Se siete curiosi di vedere questo vessillo conquistato grazie al coraggio dell’equipaggio pisano, potete visitare la Chiesa dei Cavalieri, in cui si trova ancora oggi conservato. La piazza omonima ospita anche l’università della Scuola Normale ed è una delle più belle di tutta la città e della regione.

La regata di San Ranieri, inoltre, è un esempio delle numerose regate che si svolgevano sull’Arno nei secoli successivi a quello medievale. Durante la dominazione fiorentina ci fu un’interruzione di questi giochi fino al Seicento, periodo in cui venne attribuito un significato religioso alle gare.

Se, dopo queste due giornate, vi fosse rimasta ancora la curiosità di approfondire la figura di San Ranieri, Pisa vi offre un affresco ad opera di Andrea Bonaiuto nel Camposanto monumentale e un altro ciclo ad opera di Antonio Veneziano (entrambi i pittori sono del XIV secolo). Il primo rappresentò le tappe fondamentali della vita del santo: la conversione, il viaggio in Terra Santa, le rinunce e i sacrifici, le tentazioni, i miracoli e il ritorno in patria. Gli affreschi di Antonio Veneziano, invece, raffigurano immagini della morte e dei prodigi che sono avvenuti in seguito.

Questo eremita e pellegrino pisano ha lasciato una traccia indelebile nella sua città d’origine, tanto che i pisani credono ancora nel fenomeno della cosiddetta ‘burrasca di San Ranieri’, ovvero un’improvvisa pioggia con cui ogni anno d’estate il santo mette alla prova i suoi conterranei.

Fra tante leggende e racconti, quello che di più suggestivo offre la devozione al patrono è proprio il giorno della festa della luminara. Non perdetevi uno degli spettacoli più affascinanti e memorabili di tutta la Toscana!

A cura della redazione di Insidecom