La Giostra del Saracino ad Arezzo

Cavalieri, lance e bandiere per un'appassionante rievocazione storica medievale

Galoppa galoppa, o bel cavalier,
tu sei la speranza del nostro Quartier;
col braccio robusto che piega il destin,
trionfa, o gagliardo, del Re Saracin...

La Giostra del Saracino è una rievocazione storica medievale che si svolge due volte all’anno nella città di Arezzo. ‘Saracino’ è il termine che sta per ‘saraceno’ e indica il nemico dei cavalieri cristiani durante il periodo delle crociate e l’invasore islamico delle terre occidentali. In questo ambito, il saraceno è rappresentato da un Buratto (un mezzo busto, un automa meccanico) contro cui si scagliano i cavalieri impugnando proprie lance in un’avvincente sfida che ha luogo in Piazza Vasari (detta comunemente Piazza Grande).

Tenete presente che, se volete visitare Arezzo e la Giostra del Saracino, le date in cui svolge questa rievocazione sono due: la prima è la penultima domenica di giugno in versione notturna (Giostra di San Donato) e la seconda corrisponde alla prima domenica di settembre in versione diurna (Giostra di Settembre). 

Giostra del Saracino

Innanzitutto vi suggeriamo di arrivare in città il giorno che precede la gara per godervi le cene propiziatorie anch’esse parti fondamentali del programma della Giostra del Saracino assieme alla presenza del Corteo Storico.

Tenete presente che, se volete visitare Arezzo e la Giostra del Saracino, le date in cui svolge questa rievocazione sono due: la prima è la penultima domenica di giugno in versione notturna (Giostra di San Donato) e la seconda corrisponde alla prima domenica di settembre in versione diurna (Giostra di Settembre). Vi suggeriamo, inoltre, di arrivare in città il giorno che precede la gara per godervi le cene propiziatorie anch’esse parti fondamentali del programma della Giostra del Saracino assieme alla presenza del Corteo Storico.

Al vostro arrivo coglierete immediatamente l’atmosfera particolare che si respira fra le viuzze del centro e vicino alle sedi dei quartieri. La Giostra del Saracino, infatti, cambia i colori e il clima della città, coinvolgendo tutti i suoi cittadini a vivere questo grande evento con passione e a valorizzare le tradizioni del proprio territorio.

 

STORIA. La Giostra di Arezzo è una gara equestre di epoca medievale e, com’era consuetudine nei palii di quell’epoca avveniva a cavallo e aveva, in più, lo scopo di richiamare la lotta della cristianità nei confronti del nemico musulmano che avanzava le sue conquiste territoriali in occidente. La gara continuò a essere presente fino alla fine del Seicento, epoca di giostre barocche o ad burattum, dove si attribuiva all’evento un significato solenne legato a momenti sociali particolari per la città come la visita di un personaggio di rilievo o una ricorrenza (ad esempio, il carnevale).

Il lato ‘nobile’ della Giostra del Saracino andò lentamente ad affievolirsi durante il Settecento fino alla sua definitiva scomparsa con l’eccezione di alcune riprese di natura popolare nel secolo successivo.

L’Ottocento, essendo caratterizzato dal movimento romantico, fece in modo che la tradizione e il passato medievale venissero rivalutati e che si tornasse a considerare questo palio aretino ormai in disuso.
L’anno ufficiale della ripresa ad Arezzo del Saracino fu il 1931, quando si scelse di ambientare la manifestazione in età quattrocentesca e di suddividere la città in parti diverse che potessero sfidarsi attraverso una gara equestre fra quartieri.

Una testimonianza letteraria importante circa la Giostra del Saracino, è quella che ci ha lasciato Dante. Nel XXII canto dell’Inferno, infatti, i versi che leggiamo ci danno un’idea del tipo di gara e di contesto a cui doveva aver preso parte il sommo poeta: «Io vidi già cavalier muover campo/ e cominciar stormo a far lor mostra/ e tal volta partir per loro scampo;/ corridor vidi per la terra vostra/ o Aretini, e vidi gir gualdane/ fedir torneamenti e correr giostra;/ quando con trombe, e quando con campane/ con tamburi e con cenni di castella/ e con cose nostrali e con istrane; » (1-9)... Impossibile competere con la forza espressiva della Divina Commedia! Non volete assistere, come Dante, a questo grande spettacolo?

 

LA GARA. La Giostra del Saracino richiede ai cavalieri dei quattro quartieri, impegnati a correre a cavallo in gran velocità uno per volta, di colpire con la lancia lo scudo del Buratto. Questo mezzobusto girevole che rappresenta nientedimeno che il ‘Re delle Indie’, è il sostegno per il cartellone del punteggio (che si trova appunto sullo scudo) ed è corredato da un meccanismo a molla che scatta nel momento dell’impatto con la lancia del cavaliere. Quando il meccanismo si aziona, il buratto, ruotando su se stesso, si porta dietro il mazzafrusto posto sul lato opposto allo scudo: se il cavaliere è troppo lento o in una traiettoria sbagliata rischia di venire colpito alla schiena. Il mazzafrusto è uno strumento medievale composto da una frusta a tre corde con delle palle all’estremità fatte di legno e piombo e coperte da sacche di cuoio che, prima della gara, vengono ricoperte con una polvere scura. A che scopo? Se il cavaliere venisse colpito, ogni dubbio sarebbe dissipato dall’eventuale macchia presente sulla sua casacca! Considerate che tale evento comporta la perdita di ben due punti per il quartiere del giostratore colpito!

I quartieri della Giostra del Saracino dispongono ciascuno di due cavalieri e hanno diritto a due carriere (corse) che seguono l’ordine d’estrazione avvenuto nella domenica precedente alla gara. Ogni carriera prevede una cavalcata, lungo la cosiddetta lizza’, la striscia di terra che attraversa Piazza Grande in obliquo, a cui segue lo slancio del giostratore, con la lancia impugnata, contro il Buratto. La lancia di legno, lunga circa tre metri e mezzo, marca il tabellone grazie ad uno speciale supporto in gomma posto alla sua estremità che viene debitamente macchiato di inchiostro prima della corsa. Tutto chiaro fin qui? Sarà molto più semplice (e divertente) per voi, capire il funzionamento, assistendo dal vivo a questa imperdibile manifestazione!

Il punteggio ottenuto viene sottoposto al giudizio della Giuria e comunicato poi a gran voce, su tutta la piazza, dall’Araldo del Saracino. Giostra, umori e clima della folla sono determinati dalle parole di questa autorità di gara che si impone ogni volta con la frase formulare in cui ‘ il cavaliere… del quartiere (x) ha marcato… punti… (x)! La pausa che in genere precede il numero del punteggio e una leggera inclinazione del tono di voce, talvolta aumentano la suspense tra gli spettatori!

Ci sono delle possibilità di aumento del punteggio come nel caso di rottura della lancia o di disarmo del buratto con la caduta delle palle del mazzafrusto, oppure, possibilità di perdita di punti qualora, ad esempio, la lancia cada a terra… in ogni caso, il punteggio massimo a cui un cavaliere può aspirare è di 14 punti.

Vi starete chiedendo, arrivati a questo punto, come si ottenga la vittoria. Ovviamente con il punteggio più alto che non deve essere necessariamente quello massimo di 14, ma sarà sufficiente primeggiare sugli altri tre quartieri in gara! La vittoria della Giostra del Saracino prevede l’ottenimento della Lancia d’oro e la sua sfilata lungo le vie del centro fino al raggiungimento della Cattedrale, dove i vincitori cantano la preghiera del Te Deum per ringraziare la Madonna del Conforto o il santo patrono della città (durante la giostra di San Donato a giugno). A seguire, il quartiere vincitore prosegue per tutta la notte i festeggiamenti nella propria sede con la cena della vittoria!

 

QUARTIERI. La Giostra del Saracino prevede la divisione (temporanea) della città in quattro quartieri. Ogni rione è caratterizzato dai propri colori, stemmi e motti.  Ad Arezzo, la divisione in contrade era già presente in epoca medievale: documenti risalenti al XIV secolo testimoniano l’organizzazione dei quattro quartieri, la cui valenza, da un punto di vista giuridico, era valida anche nelle aree fuori dalle mura cittadine.

Quali sono oggi i famosi quartieri della Giostra del Saracino? Cominciamo con il quartiere di Porta del Foro (San Lorentino): i suoi colori sono il giallo e il cremisi, l’emblema araldico rappresenta la chimera di Arezzo, il territorio è a nord-ovest della città e il suo motto è ‘Tria capita, una mens’ ovvero ‘tre teste e una mente’.

Il quartiere di Porta Crucifera (Colcitrone) è rappresentato dai colori rosso- verde, la raffigurazione dello stemma mostra tre colli, una croce e il campanile della Pieve di Santa Maria di Arezzo, i territori sono a nord-est e il suo motto è ‘Excelsior Crux Maior Gloria’ (più grande è la difficoltà e maggiore è la gloria).

Il quartiere di Porta Sant’Andrea ha i colori bianco e verde ed è simboleggiato dalla croce d’argento del santo, il settore cittadino è quello a sud-est e il motto è ‘Divus Andreas superior discedit’ ovvero ‘Sant’Andrea esce superiore’.

Infine, il quartiere di Porta Santo Spirito (quartiere della Colombina) porta i colori giallo e azzurro, il suo simbolo stemmatico è un ponte, tre torri e la colomba dello Spirito Santo, il territorio è a sud-ovest e il suo motto è ‘Ex antiquitate ardor’  (dall’antico ardore).

Oltre a questi elementi, si cela un vero e proprio mondo dietro ogni quartiere: casate, storie, leggende, sede, protettore, rettore, capitano, cavalieri, eventi, vita di comunità e giornale periodico! Capite bene che la Giostra del Saracino è, in un certo senso, presente durante tutto l’anno con una vita sociale cittadina molto attiva e molto legata a trasmettere la passione per questo antico gioco alle generazione future ma anche ai visitatori.

Quando arrivate nel centro storico di Arezzo, fatevi guidare dall’istinto e dai colori che più vi ispirano e scegliete infine, per quale quartiere tifare durante la gara!

 

FIGURANTI E MUSICI. La Giostra del Saracino, affascina ogni anno visitatori provenienti da ogni dove grazie al suo Corteo Storico composto da oltre trecento figuranti fra cavalieri, paggetti, fanti, armigeri, dame e musici. Il giorno della giostra si apre con la sfilata lungo le vie del centro storico fino ad arrivare in Piazza Grande dove avviene la splendida esibizione degli sbandieratori del Saracino. Arezzo è famosa per la presenza di questo corpo di atleti-acrobati che armeggiano con grande maestria le 39 bandiere storiche della manifestazione, creando coreografie sempre nuove ed evocative dell’epoca medievale.

Altri elementi suggestivi sono offerti dai costumi, dai vessilli delle casate, dai cavalli e dalle armature (balestre, lance, spade) che i figuranti portano per tutta la durata della manifestazione; a questo si aggiunge la musica dei tamburi e delle chiarine che aumentano l’atmosfera magica e riportano il pubblico indietro nel tempo.

I momenti salienti che caratterizzano la fase preparatoria della gara sono scanditi dall’Inno della Giostra del Saracino cantato dagli spettatori e accompagnato dai musici, la lettura in piazza della ‘Disfida del Buratto’ (dichiarazione di guerra del Re delle Indie ai giostratori) da parte dell’Araldo de il permesso formale ad iniziare la gara con il definitivo annuncio della prima carriera. 

 

LA SETTIMANA DELLA GIOSTRA. Saracino è sinonimo di festa e di risveglio della cittadinanza: durante la settimana che precede la gara, i quartieri si adornano di bandiere stese fuori dalle case mentre nelle piazze vengono allestiti tavoli e palchi per le feste rionali. I giovani (ma non solo) indossano foulard per mostrare la propria appartenenza ad un quartiere e seguono con entusiasmo le attività e gli eventi sociali promossi dalle varie organizzazioni il cui culmine è l’attesissima ‘cena propiziatoria’! Le cene propiziatorie coincidono rispettivamente con la fine delle scuole nel mese di giugno e con la fine dell’estate a settembre: sono momenti di grande fusione cittadina e di grande festeggiamento ‘bacchico’.
La passione per la Giostra del Saracino tiene uniti gli animi e le speranze dei cosiddetti quartieristi che si incontrano per rivitalizzare gli spazi cittadini attraverso concerti, feste a tema, cibo a volontà, giochi e molto altro!

 

CURIOSITA'. Forse non tutti sanno che la Giostra di Arezzo è stata raccontata ed illustrata in una storia a fumetti sul giornale Topolino della Disney, per esattezza nel numero 1606. Se siete appassionati, andatevi a ricercare il titolo 'Zio Paperone e la Giostra del Saracino'!

 

Non perdetevi questa rievocazione medievale ricca di momenti suggestivi: i vostri bambini si divertiranno moltissimo a vedere i cavalieri impugnare la lancia e correre lungo la piazza! Vi consigliamo di cogliere l'occasione per visitare la splendida città di Arezzo: cosa vedere e consigli preziosi su toscanainside.com!

A cura della redazione di Insidecom