Il Calcio Storico Fiorentino

La rievocazione storica più importante di Firenze

 

Il Calcio Storico Fiorentino è uno degli eventi più divertenti a cui prendere parte in Toscana. Il mese di giugno è un momento particolarmente interessante per visitare la città di Firenze e il Calcio in Costume si conclude il 24 di giugno con la festa del patrono San Giovanni. In questo giorno, oltre ad assistere alla finale in cui si affrontano le due squadre rimanenti fra gli storici quartieri del Calcio Storico Fiorentino, la città si rivelerà a voi sotto un altro aspetto davvero unico. Dopo cena, alle 22 circa, potrete godervi lo spettacolo dei fuochi d’artificio in onore di San Giovanni Battista. Non capita tutti i giorni di ammirare il Ponte Vecchio illuminato da mille luci e colori!

Scoprite assieme a noi com’ è nato questo evento e come si è modificato nel corso del tempo e quali sono le squadre del Calcio storico Fiorentino che si affrontano!

ORIGINI Questo antico gioco, chiamato anche Calcio in Livrea, ha origini lontane: fin dal XV secolo a Firenze si praticava infatti un’attività che combinava gli odierni sport quali il calcio, il rugby e, volendo, anche il wrestling! Da queste diverse discipline quella che più contraddistingue il Calcio Storico fiorentino è, come indica già il nome, il calcio. Molti considerano il Calcio in costume di Firenze il modello da cui è sorto il calcio moderno sebbene, come vedrete, le regole e l’atteggiamento siano molto diversi!

Prima di concentrarci su Firenze, è necessario ricordarvi come è nata questa forma di gioco attraverso l’uso di un oggetto di forma sferica.

Calcio storico fiorentino

Le prime tracce di questo passatempo le troviamo già nei poemi omerici. Gli antichi Greci, infatti, si dedicavano alla sferomachia, utilizzando una sfera per ‘battersi’. Successivamente anche i Romani, imitando i Greci, iniziarono ad allenarsi con il gioco detto harpastum (termine preso dal greco, che indica l’azione di ‘strappare con forza’). Scoprirono questo ‘sport’ durante le campagne di conquista e lo diffusero in tutto l’Impero come fase di allenamento necessaria per gladiatori e legionari. La differenza rispetto al gioco greco consisteva nell’alto grado di competizione fra i partecipanti, caratteristica che faceva già parte del carattere dei soldati romani! Il calcio storico fiorentino oggi potrà sembrarvi a tratti violento ma fidatevi, non è nulla rispetto allo stile degli antichi latini!

Dunque, il pallone dei Romani doveva essere fatto di stracci e di pelle, con alta probabilità si giocava sulla sabbia e la palla veniva contesa attraverso una vera lotta libera. Il corpo, come nel rugby, doveva difendere la sfera dagli avversari e gli scontri potevano essere assai duri…

Con il passare dei secoli, ci sono numerose fonti che testimoniano la presenza del Calcio Storico di Firenze già nel Quattrocento. I fiorentini si ritrovavano solitamente per le vie della città o nelle piazze principali dando vita a partite come quelle che potete vedere oggi durante la rievocazione storica. L’occupazione degli spazi pubblici da parte dei giovani fu regolata, in seguito, per evitare disordini e problemi nell’organizzazione della città; in questo modo le piazze divennero i luoghi ufficialmente designati per giocare a calcio. I palloni spesso erano fatti a mano con la parte esterna in pelle e l’interno riempito di stracci o talvolta con vesciche di animali gonfie di aria. Durante tutta l’età medicea, quello che era stato un passatempo popolare venne riorganizzato e diventò una disciplina praticata anche dalle classi nobili. Firenze iniziò ad essere teatro di innumerevoli sfide tra i cittadini divisi in squadre, spesso capitanate da personaggi delle famiglie fiorentine più illustri. Il carattere nobiliare ha dato origine al termine di Calcio in Livrea, facendo riferimento alle livree, eleganti abiti indossati dai calcianti (calciatori).

Il periodo designato per le partite era, generalmente, quello di Carnevale; in particolare è passata alla storia la famosa partita del 17 febbraio 1530, data in cui Firenze venne assediata dall’esercito di Carlo V. I fiorentini, noncuranti della gravità della situazione, diedero comunque inizio alla partita in Piazza Santa Croce!

Durante il Settecento, invece, il calcio storico fiorentino smise di essere un evento istituzionalizzato e riprese la sua forma spontanea e popolare di gioco praticato nei quartieri della città. Oltre al carattere di sfida, che rappresenta tutt’oggi l’anima del gioco più popolare e praticato al mondo, è da notare come questi momenti permettevano, inoltre, un ribaltamento dei ruoli. Come nei paesi anglosassoni, il calcio ha sempre rappresentato uno spazio di libertà in cui le distinzioni sociali potevano essere momentaneamente abbattute e in cui spesso si rivendicavano i propri valori. I calcianti del Calcio Storico Fiorentino potevano, quindi, riscattarsi da quei nobili che, oltretutto, vivevano la gara come un momento estetico in cui darsi arie sfoggiando i loro abiti preziosi e perdendo, così, l’aspetto ricreativo e autentico con cui era nato questo sport di strada.I cittadini delle famiglie aristocratiche, infatti, organizzavano le partite nelle piazze più importanti di Firenze e aggiungevano la presenza di un corteo in onore della gara. Gli abitanti venivano invitati a partecipare come spettatori attenti dalle tribune costruite attorno al campo cittadino. È evidente come il giorno della partita si portasse dietro un forte significato politico, in cui venivano ribaditi i ruoli sociali fra i nobili giocatori. Il Calcio in Livrea era uno sfoggio di eleganza e di rituali che avevano poco a che fare con gli appuntamenti spontanei fra i giovani di quartieri volti al divertimento e al gioco fine a se stesso.

Giungendo infine a tempi più recenti, nel Novecento fu giocata una partita il 4 maggio 1930 con lo scopo di ricordare l’assedio di Firenze di quattrocento anni prima. Il gerarca fascista Alessandro Pavolini, in pieno periodo di propaganda, decise di organizzare un torneo ufficiale tra i quartieri principali della città e di allestire un corteo in costume. Da quel momento il Calcio Storico Fiorentino ha mantenuto la forma di una manifestazione storica fra le più importanti della città e della regione.

LA RIEVOCAZIONE AI GIORNI NOSTRI Quando si svolge il Calcio Storico a Firenze? Ogni anno il mese prescelto è quello di giugno. Potete starne certi, la data di inizio può variare, mentre quella della finale resta sempre fissata per il 24, festa di San Giovanni. Vi basterà assistere ad una partita per capire il motivo di tanto entusiasmo da parte dei fiorentini e il valore di questo evento! Se sceglierete di prendere parte alla finale, vi si prospetta una giornata ricca: la sfilata in costumi storici attraversa il centro storico da Piazza Santa Maria Novella per arrivare in Piazza Santa Croce. Tutti i quartieri del Calcio Storico Fiorentino partecipano al corteo anche se la finale prevede, ovviamente, solo la presenza di due squadre. Di solito la sfilata comincia verso le quattro, un’ora prima dell’inizio effettivo della partita. Seguite il corteo e cercate di individuare, fra i personaggi in costume, quali sono i calcianti! Non è poi così difficile…

A questo punto, cerchiamo di orientarci e capire come si svolge questo appuntamento e soprattutto…. quali sono le squadre del Calcio Storico Fiorentino? Le squadre sono quattro e rappresentano i quattro quartieri storici della città: i Bianchidi Santo Spirito, gli Azzurridi Santa Croce, i Rossidi Santa Maria Novella e i Verdi di San Giovanni. I giocatori si sfidano attraverso un totale di tre partite: due semifinali e una finale che decreta il quartiere vincitore. A stabilire quale squadra gioca nella semifinale contro un’altra è un sorteggio fatto la domenica di Pasqua con dei palloni colorati. Il campo da gioco viene allestito in Piazza Santa Croce (come avveniva fin dal Quattrocento) e si ricrea lo stesso terreno polveroso dell’epoca rinascimentale, circondato dalle tribune per gli spettatori, ovvero gli unici elementi moderni della rievocazione!

Naturalmente, come in ogni sport che si rispetti, anche nel Calcio Storico le regole non mancano. Le prime furono scritte dal nobile Giovanni de’ Bardi alla fine del Cinquecento: ogni squadra deve avere ventisette calcianti, si possono usare sia mani che piedi, il gioco si svolge tirando il pallone in un luogo scelto entro il campo. Oltre ai giocatori, sono fondamentali le figure del giudice arbitro, dei sei guardalinee e il Giudice Commissario che resta fuori dal campo. La figura chiave del Calcio in Costume è quella del Maestro di Campo: è sua la responsabilità di mantenere la disciplina durante gli incidenti e le soventi zuffe che rappresentano momenti di interruzione del gioco.

COME SI SVOLGE IL CALCIO STORICO FIORENTINO Le partite durano cinquanta minuti l’una e la squadra che raggiunge il numero più alto di cacce (punti) vince al termine del gioco. Il campo è un rettangolo lungo il doppio della sua larghezza (100x50), ricoperto di sabbia e attraversato da una linea bianca che divide il campo in due parti uguali. Tutto il perimetro del lato di fondo è circondato da una rete in cui deve finire ogni volta la palla. I giocatori del calcio storico fiorentino sono ventisette per squadra e non è possibile fare alcuna sostituzione durante la partita. I calcianti sono divisi in quattro Datori Indietro (portieri), tre Datori Innanzi (terzini), cinque Sconciatori (mediani) e quindici Innanzi (attaccanti)… non c’è da chiedersi da dove venga il calcio moderno! Ogni squadra è guidata dalle strategie e dagli sguardi esterni del proprio Capitano e dell’Alfiere, che seguono la partita dalla loro tenda. Il ruolo di queste figure esterne è fondamentale anche per gestire e calmare gli animi e i contrasti che si vengono a formare tra i giocatori delle squadre avversarie! Come si dice in Toscana, meglio aver paura che buscarne! (ovvero è meglio essere prudenti che prendere le botte). Vi avvertiamo che nel calcio storico fiorentino la violenza non è una cosa rara!

La partita inizia con il primo lancio del pallone al centro del campo eseguito dal pallaio e, da quel momento, con il suono delle colubrine (piccoli cannoni), ha inizio la grande sfida calcistica.

I giocatori cercano in ogni modo e con tutta la loro forza di appropriarsi del pallone e di portarlo alla fine del campo avversario per segnare la caccia (goal) in rete! Per ogni punto marcato le squadre fanno un cambio di campo. Con il trascorre dei cinquanta minuti si stabilisce chi ha raggiunto il numero maggiore di cacce, diventando vincitore indiscusso del Calcio in Costume di quell’anno.

Il trofeo in palio consiste in una vitella di razza chianina! Può esserci qualcosa di meglio per un toscano d.o.c.?

TRADIZIONE CITTADINA E VALORE DEL GIOCO I costumi che vedete indossare dai vari personaggi (circa 530 figuranti) durante il corteo del Calcio Storico Fiorentino sono di epoca cinquecentesca e ciò rappresenta una precisa scelta. Infatti, come spiegato prima, l’evento del 1530 durante l’assedio dell’imperatore Carlo V a Firenze ha lasciato una traccia indelebile nella tradizione, con il ricordo della caparbietà da parte dei fiorentini nei confronti dell’oppressore. La partita di Calcio in Costume rievoca questa dimostrazione di libertà e indipendenza che fu dichiarata proprio grazie alla partita in piazza Santa Croce. Spesso, in momenti drammatici, gli abitanti di una città trovano uno spazio comune e la forza di andare avanti attraverso la leggerezza temporanea di un divertimento, ossia di un gioco.

CURIOSITA’ Negli ultimi tempi si va affermando anche il Calcio Storico Fiorentino femminile! Dal 2011 alcuni organizzatori della manifestazione si sono decisi a dare spazio alle giovani sportive interessate all’antica tradizione sportiva di Firenze. Nonostante le critiche, quella che pareva un’iniziativa assurda e impensabile si è tramutata in una realtà ricca di entusiasmo. Le squadre delle calciatrici per ora sono soltanto due, un gruppo appartiene alla parte rossa e l’altro alla parte bianca del Calcio Storico Fiorentino. Gli allenamenti si svolgono su terreno sabbioso e, nonostante qualche modifica, richiedono grandi sforzi fisici oltre che, data la natura del gioco, vari incidenti di percorso!

Fra le informazioni importanti, è interessante sapere che il Calcio in Costume è caratterizzato da un Codice Morale del Calciante, che richiama i codici cavallereschi di età medievale. I principi fondamentali di questo regolamento sono la Virtù, l’Onore, il Rispetto, il Coraggio, la Lealtà, la Fedeltà, la Fiducia, la Clemenza e la Considerazione. L’ultima fra queste ha, forse, un significato meno diretto e noto delle altre: la Considerazione va intesa come ‘reputazione’ o stima personale. Il calciante deve essere cosciente del proprio ruolo e degno di godere della stima degli altri. Viceversa, deve essere in grado di tenere presenti anche gli altri giocatori considerandoli come farebbe con se stesso, cercando un equilibrio fra l’aspetto agonistico del gioco e un comportamento rispettoso.

Vi siete appassionati? Noi di toscanainside.com vi consigliamo di assistere a una delle partite del Calcio Storico fiorentino e di vivere questa manifestazione storica come un piacevole intermezzo alla vostra vacanza e come un’occasione per ripensare a quanto lo sport significhi andando al di là di una semplice gara!

In fondo, basta vincere e non si dee stravincere! (non serve umiliare chi è stato sconfitto).

A cura della redazione di Insidecom