Lo 'Scoppio del Carro'

In Piazza del Duomo il tradizionale scoppio del ‘Brindellone’ ed il propiziatorio volo della colombina

16 aprile 2017

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A Firenze a Pasqua, ossia il 16 Aprile, in Piazza del Duomo, nello spazio compreso tra la meravigliosa Cattedrale di Santa Maria del Fiore ed il Battistero di San Giovanni intorno alle ore 11.00 si ripete, come ogni anno, il tradizionale ‘Scoppio del Carro’ detto ‘il brindellone’ ed il propiziatorio ‘volo della colombina’. Questa non è altro che un razzo ‘mascherato’ da colomba, che scorrendo su un filo d’acciaio, innesta la miccia del carro per poi tornare, senza intoppi, fino all’altare della cattedrale dal quale era partito. Se il volo della colombina avviene senza problemi, lo stesso accadrà per il raccolto, nel caso invece che la colombina non riesca a compiere tutto il suo percorso, questo sarà di cattivo auspicio per il raccolto della stagione.

Come molte delle manifestazioni popolari più antiche, religione e superstizione si mescolano in un tutt’uno che affonda le radici nella tradizione ma anche nella storia. Tutto cominciò nel lontano 1101 quando Pazzino, rampollo della famiglia Pazzi, rientrò dalla Palestina dove, combattendo con i crociati, aveva dato un importante contributo all’espugnazione di Gerusalemme. Si narra che fosse stato lui il primo a salire sulle mura ed a porvi il vessillo bianco-rosso dei crociati. Per questo gli furono donate tre schegge del Santo Sepolcro e, quando rientrò a Firenze, fu festeggiato con tutti gli onori del caso. Le tre pietre, prima tenute nel palazzo dei Pazzi, passarono alla Chiesa dei Santi Apostoli dove sono conservate tutt’ora. Secondo le ricostruzioni degli storici il Sabato Santo i giovani delle famiglie di Firenze si ritrovavano in Cattedrale per distribuire il fuoco in segno di purificazione e rinascita. Dopo aver acceso la fiamma attraverso lo sfregamento delle tre schegge del Santo Sepolcro, procedevano in processione portando ognuno una ‘fercellina’ cioè una piccola torcia con la quale passavano il fuoco a tutta la popolazione. Il tutto si fece più articolato quando i carboni ardenti vennero posti su un ‘tripode’ trasportato da un carro. Fu verso la fine del ‘300 che al posto dei carboni si cominciarono ad utilizzare i fuochi d’artificio e tutta l’organizzazione della celebrazione, con le relative spese, fu affidata alla famiglia Pazzi.

Quando nel 1478 i Pazzi, a seguito della congiura contro i Medici, furono cacciati da Firenze lo scoppio del carro fu soppresso ed il Sabato di Pasqua si tornò a celebrazioni ‘più’ tranquille e dimesse che comprendevano solo la distribuzione del fuoco. I fiorentini, per niente contenti, provarono in tutti i modi ad ottenere la reintroduzione dello scoppio, ma dovettero attendere il 1494 quando, a seguito della predicazione del Savonarola i Medici furono cacciati da Firenze. Solo allora, infatti, si restituì alla famiglia dei Pazzi l’organizzazione e l’onere dello scoppio del carro. Inizialmente il carro era molto più semplice di quello di adesso ed ogni anno, dopo le deflagrazioni, doveva essere praticamente ricostruito. Fu così che se ne costruì uno più solido e monumentale, che sebbene restaurato più volte, è arrivato fino ai giorni nostri.

Anche il nome del carro, il ‘brindellone’ ha origini molto antiche. Si riferisce al carro con sopra un uomo vestito da San Giovanni il quale, come l’eremita, indossava abiti stracciati. Il carro veniva allestivo per la festa di San Giovanni che si tiene il 24 Giugno. Chi lo impersonava, dopo i ‘bagordi’ della festa aveva di solito la postura poco stabile di chi ha alzato troppo il gomito. Per questo il carro veniva chiamato ‘brindellone’ e lo stesso nome venne dato anche al carro del Sabato Santo.

 

Ma veniamo ai nostri giorni. Come si svolge oggi lo scoppio del carro a Firenze? Il brindellone di Firenze viene trainato da due buoi bianchi di razza Chianina dal Piazzale di Porta al Prato fino alla Chiesa dei Santissimi Apostoli. Qui un prete strofina le tre schegge per dare fuoco alla candela di Pasqua che, a sua volta, da’ fuoco ad alcuni carboni contenuti nel carro. A questo punto la processione con i figuranti, gli sbandieratori, i tamburini e le autorità civili ed ecclesiastiche (circa 150 persone) arriva in Piazza del Duomo. Qui il carro si ferma, i buoi vengono staccati e si attende l’inizio della S. Messa. Mentre si svolge il corteo un filo d’acciaio viene teso, ad un’altezza di circa 7 metri, da sopra l’altare del Duomo fino allo stesso carro. Al ‘Gloria in excelsis Deo’ viene incendiata la miccia: la famosa colombina di Firenze che altro non è che un razzo con le sembianze di una colomba. Questa arriva al carro e da’ inizio allo spettacolo pirotecnico: un tripudio di scoppi, di girandole, di scintille, di bagliori colorati. Quasi tutta la piazza viene invasa dal fumo mentre la colombina compie il tragitto di ritorno che dev’essere assolutamente senza intoppi. Se qualcosa va storto è di cattivo auspicio per la buona riuscita dei raccolti. E’ solo superstizione, vero? Beh, nel 1966, l’anno della tremenda alluvione provocata dall’Arno, la colombina si inceppò e non riuscì a tornare indietro. Sarà anche un caso…

Curiosi di scoprire come andrà quest’anno? Cogliete l’occasione per trascorrere la Pasqua nella splendida Toscana e partecipate a questa suggestiva celebrazione: avrete la possibilità di rivivere il fascino della Firenze dei tempi che furono. Prendete nota dunque della tempistica: il carro parte da Porta al Prato intorno alle 10 del mattino, mentre l’orario della colombina è intorno alle 11.00.

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A cura della redazione di Insidecom