Leonardo da Vinci a Firenze. Fogli scelti del Codice Atlantico

Il rapporto tra il grande genio e Firenze rintracciato tra i fogli del Codice Atlantico

Dal 29 marzo 2019 al 30 giugno 2019

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Firenze, a Palazzo Vecchio dal 29 marzo al 30 giugno, ospita la mostra ‘Leonardo da Vinci a Firenze. Fogli scelti del Codice Atlantico. Nell’anno in cui ricorrono i 500 anni dalla morte del grande genio toscano in tutta la regione si susseguono iniziative per ricordare la grandezza del poliedrico personaggio: fu infatti pittore, architetto e scienziato. In particolare la Mostra su Leonardo da Vinci di Palazzo Vecchio sceglie come punto di vista secondo il quale raccontarci l’eclettico inventore, proprio il legame che egli ha sempre avuto con la città di Firenze. Sono infatti i tanti richiami al capoluogo toscano contenuti nei fogli del codice a costituire il ‘fil rouge’ del percorso espositivo della mostra a Palazzo Vecchio di Firenze. Superfluo aggiungere come la prestigiosa e suggestiva cornice di questo evento, ne costituisca un vero e proprio valore aggiunto. Con l’ingresso a Palazzo Vecchio, infatti, oltre alla mostra sul Codice Atlantico di Leonardo da Vinci, potrete visitare anche il museo.

 

IL CODICE ATLANTICO DI LEONARDO DA VINCI

Il codice viene conservato sin dal 1637 nella storica Biblioteca Ambrosiana di Milano. E’ composto da 1119 scritti e disegni di Leonardo da Vinci anche se non fu lui ad ‘assemblare’ i vari fogli. Alla fine del XVI secolo lo scultore milanese Pompeo Leoni riuscì a recuperare un numero consistente di scritti e disegni dagli eredi di Giovanni Francesco Melzi, allievo a cui Leonardo aveva affidato tutti i suoi scritti. Leoni creò così due grandi raccolte, separando i disegni di ambito tecnico da quelli di soggetto artistico; la prima diventò appunto il Codice Atlantico, mentre la seconda è oggi la famosa di Windsor Collection. Il termine ‘atlantico’ deriva dalle grandi dimensioni dei fogli, gli stessi utilizzati per realizzare gli Atlanti geografici. Il codice Atlantico di Leonardo copre un arco di tempo che va dal 1478, quando Leonardo ancora lavorava in Toscana, fino al 1519, quando morì in Francia. I fogli trattano gli argomenti più diversi: dalla meccanica all'idraulica, dalla matematica all'architettura, fino a invenzioni curiose di macchine belliche, paracadute e macchine volanti. Contiene addirittura una sorta di ‘curriculum’ del grande genio che elencava le sue abilità di artista, ingegnere ed architetto e che era stato inviato al Duca di Milano, Ludovico il Moro.

 

LA MOSTRA: FIRENZE ATTRAVERSO IL CODICE ATLANTICO

Cristina Acidini, la curatrice della mostra su Leonardo da Vinci a Firenze, non ha voluto presentare i fogli né in ordine cronologico né tantomeno ha deciso di fare una scelta di tipo più estetico scegliendo i disegni più grandi e quindi più facilmente fruibili dal pubblico che avrebbe visitato la mostra. L’idea della mostra sul Codice Atlantico a Palazzo Vecchio parte dalla stessa Firenze, scegliendo quei fogli che contengono richiami al luogo di origine che Leonardo, pur lontano, non ha mai dimenticato e ha sempre portato con sé. Il filo conduttore della mostra non è tanto quindi Leonardo a Firenze quanto il rapporto tra Leonardo e Firenze. Così sono stati scelti i 12 fogli del percorso espositivo: si tratta di scritti redatti tra gli anni ’70 del 1400 ed il 1519, anno della morte di Leonardo. Pure in quest’ottica gli argomenti trattati sono tanti, ma per ogni foglio viene comunque fornita al visitatore la spiegazione per la quale è stato incluso. Volete sapere qual è il primo? E’ quello che contiene la celebre frase che Leonardo rivolse a Botticelli: ‘Sandro tu non dì perché tali cose secondo paiono più basse che le terze. Si trattava di una critica alla tecnica della prospettiva di quello che Leonardo considerava il suo rivale quando entrambi lavoravano nella bottega del Verrocchio! Ve lo immaginate che scena: Leonardo e Botticelli che si prendono in giro! La mostra a Firenze su Leonardo da Vinci viene idealmente chiusa da un quadro, non di Leonardo, ma di Gian Giacomo Caprotti detto ‘il salai’: il ‘Busto del Redentore’. L’autore dell’opera è infatti indiscutibilmente legato a Leonardo essendo uno dei suoi più cari assistenti. La mostra a Palazzo Vecchio è dunque un’occasione unica di apprezzare il genio leonardesco sotto una luce diversa, la luce della sua toscanità, della sua appartenenza quasi viscerale a Firenze.

 

PALAZZO VECCHIO: UNA LOCATION ECCEZIONALE PER UNA MOSTRA IMPERDIBILE

Con gli stessi biglietti per palazzo Vecchio potrete visitare la mostra ma anche il museo con le sue collezioni permanenti e con tanti ambienti tutti da scoprire. L’edificio, noto infatti anche come Palazzo della Signoria, è il simbolo del potere della città di Firenze. Fu eretto tra il XIII ed il XIV secolo secondo il progetto di Arnolfo di Cambio e visitarlo oggi corrisponde ad un vero e proprio viaggio nel tempo, attraverso le varie epoche che lo hanno reso protagonista della storia di Firenze. A Palazzo vecchio la visita non può che comprendere il meraviglioso salone dei ‘500, il più maestoso di tutti gli ambienti: 54 m di lunghezza e 23 di larghezza! Tra le altre cose, proprio qui sarebbe nascosta sotto l’intonaco la famosa Battaglia di Anghiari di Leonardo e quella di Cascina di Michelangelo. Meritano una vista anche i percorsi segreti, passaggi riservati alla famiglia Medici per accedere allo Studio di Francesco I°.

 

Insomma a Palazzo Vecchio la mostra rappresenta un ottimo modo per scoprire il passato di Firenze, quello di Leonardo da Vinci e quello raccontato dagli ambienti di Palazzo Vecchio. Segnate sull’agenda la data del 30 giugno e trovate, prima di quella data, qualche giorno da passare in Toscana. Prenotate anche il nostro tour 'Inferno di Dan Brown' che include proprio l’entrata a Palazzo Vecchio, il costo del biglietto ed un interessantissimo itinerario per scoprire i luoghi descritti nel famoso best-seller ‘e vivere in prima persona l’avventura di Robert Langdon a Firenze. Firenze, Leonardo, Palazzo Vecchio, Dan Brown… un mix a dir poco esplosivo! Cosa volere di più?

 

A cura della redazione di Insidecom