‘Dario Fo…mi sento attore dilettante e pittore professionista’

In esposizione 50 quadri dell’eclettico premio Nobel che mostrano il suo grande legame con la pittura

Dal 01 aprile 2017 al 02 luglio 2017

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Dal 1 aprile al 2 luglio ad Arezzo la Galleria ‘La Chimera’, nella centrale via Cesalpino, ospita la mostra di quadri dell’eclettico premio Nobel : ‘Dario Fo… mi sento attore dilettante e pittore professionista’. Il percorso espositivo, che si snoda fra le sale di Palazzo Chianini Vincenti, ex galleria comunale, comprende ben 50 quadri di Dario Fo e permette di entrare in contatto con uno dei tanti ‘volti artistici’ del grande Maestro che, secondo quanto raccontato dal figlio Jacopo, ha sempre avuto un rapporto particolarmente stretto con la pittura.

Lo stretto legame fra Dario Fo e la pittura è evidente già dalla sua biografia. Frequentò infatti la prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Brera. Fu dunque a Milano che il Dario Fo pittore prese forma. Il percorso formativo artistico gli permetterà non solo di destreggiarsi con grande maestria tra tele e pennelli, ma anche di conoscere in modo approfondito la storia dell’arte. Quando però, si trova a scegliere quale strada professionale intraprendere il suo incredibile talento di narratore lo porta inesorabilmente verso il teatro. La storia dei successi del ‘giullare della cultura italiana’ come amava autodefinirsi è nota e quanto mai ricca. Basti pensare alla genialità di aver addirittura creato il ‘grammellot’: un linguaggio dove dialetto padano, dialetto medievale e neologismi inventati dall’istrionico attore e drammaturgo creano un mix di grande effetto. Questa creazione linguistica che accompagnava con la sua incredibile mimica, ha contribuito a rendere ‘Mistero Buffo’ una delle sue opere più famose e rappresentate. Certo negli anni se ne sono susseguite tante altre, così come numerose sono state le collaborazioni con il cinema, la televisione e la radio. Momento eclatante dalla biografia di Dario Fo è sicuramente l’assegnazione, nel 1997, del Premio Nobel alla Letteratura. Nella motivazione si legge che a Dario Fo il Nobel fu attribuito ‘per aver emulato i giullari del medioevo, flagellando l’autorità e sostenendo la dignità degli oppressi’.

In questo lungo percorso artistico, la pittura ha sempre avuto un ruolo fondamentale: in qualsiasi creazione costituiva sempre l’inizio, l’input primordiale. Secondo quanto racconta ancora una volta il figlio Jacopo, dipingere lo aiutava a pensare. Le sue capacità pittoriche lo aiutavano a fissare ed a concretizzare le idee. Praticamente tutte le opere di Dario Fo sono precedute da schizzi delle scenografie, bozzetti o qualsiasi altra cosa lo aiutasse a fermare visivamente quell’idea che la sua mente vulcanica aveva generato. In questo suo ‘ragionare a colori’ i bozzetti passavano via via su tele più grandi raggiungendo livelli di elaborazione sempre più alti. Come Leonardo da Vinci, anche Dario Fo, può essere descritto come un artista totale. La possibilità di ammirare i dipinti di Dario Fo che la mostra alla Galleria d’Arte ‘la Chimera’ offre è indubbiamente uno degli eventi di Arezzo più interessanti dell’anno.

La Mostra di Dario Fo è stata curata da Romano Boriosi dell’Associazione Culturale Editebro che, dal 1961, si adopera nella divulgazione e nella promozione di opere artistiche e culturali. Il percorso espositivo, fatto per la maggior parte di grandi tele, vi lascerà senza fiato per la bellezza prorompente delle opere e soprattutto per l’uso del colore. Comprende alcuni dipinti dedicati alla storia di Ruzzante, uno degli attori più acclamati del ‘500 che tanto ha influenzato il teatro di Dario Fo e che gli aveva ispirato anche l’omonimo lavoro teatrale. Numerosi sono nella mostra su Dario Fo anche i quadri che si ispirano al ‘500. La pittura ed il teatro di questo periodo sono, infatti, tra gli elementi ricorrenti di molte delle sue opere. Appese alle pareti delle sale, noterete anche diverse opere che raccontano le ricerche sui Vangeli Apocrifi e sulla storia di Gesù. E’ presente anche un’interessante serie di bozzetti e dipinti relativi allo spettacolo ‘Picasso Desnudo’ che Dario Fo e Franca Rame, sua compagna inseparabile nell’arte e nella vita, avevano scritto insieme nel 2012. A completare il percorso delle lunga ed affascinante carriera artistica del grande maestro, non mancano né alcune opere giovanili che risalgono al 1950, né altre risalenti invece agli ultimi anni.

 Siamo sicuri che tra le mostre ad Arezzo in programma in questo periodo quella dedicata al grande e istrionico Maestro è la più eclettica esattamente come lo era Dario Fo. Che abbiate avuto o meno la possibilità di assistere alle performance del giullare più famoso dei nostri tempi o che abbiate letto i libri di Dario Fo, non potrete che farvi incuriosire dai dipinti esposti nella mostra. Osservarli sarà un po’ come sbirciare nella geniale e vulcanica mente del grande e poliedrico artista.

Non vi resta dunque che dare un’occhiata alla nostra sezione sugli hotel di Arezzo e scegliere quello che risponde meglio alle vostre esigenze, siamo sicuri che avrete solo l’imbarazzo della scelta. Cosa fare ad Arezzo oltre a visitare la città e la mostra sul grande Dario Fo? Anche in questo caso le possibilità sono davvero tantissime. Potete restare in zona e visitare le Colline di Arezzo, famose per la loro produzione di olio ma anche per altri prodotti, concedervi un po’ di tempo nel delizioso borgo di Cortona o godervi il silenzio del vicino Sacro Eremo Le Celle. Se però, ispirati dall’amore di Dario Fo per il ‘500, avete voglia di respirarne ancora un po’ il fascino non vi resta che spostarvi nel capoluogo toscano. Anche in questo caso la vastissima scelta di tour di arte e cultura a Firenze non potranno far altro che soddisfare le vostre passioni ed interessi. Che aspettate, dunque? Non vi resta che partire alla volta della Toscana!

 

A cura della redazione di Insidecom