Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti

La meravigliosa arte rinascimentale, dialogo con le suggestioni di un’installazione contemporanea

Dal 09 novembre 2017 al 08 aprile 2018

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Dal 9 novembre 2017 all’ 8 aprile 2018 il Museo Nazionale del Bargello di Firenze ospita ‘Da Brooklyn al Bargello: Giovanni della Robbia, la lunetta Antinori e Stefano Arienti’ una bellissima ed interessante mostra d’arte. Potrete ammirare, oltre ad una delle opere più suggestive della scuola dei Della Robbia, un’installazione di arte contemporanea di Stefano Arienti, un artista che si è spesso cimentato nel dialogo con le opere dei grandi del passato. Il Museo del Bargello vale di sicuro una visita se siete a Firenze, visto che ospita opere di Donatello, Michelangelo, del Verrocchio e del Cellini, oltre ad una delle raccolte più ampie delle opere di Luca ed Andrea della Robbia. Ha sede nell’antico Palazzo del Podestà di Firenze, nella centralissima via del Proconsolo e fu fondato del 1865 come primo museo nazionale dedicato alle arti del Medioevo e del Rinascimento. Dalla sua fondazione in poi in questo museo sono state raccolte le più importanti collezioni di scultura come quella mediceo-Granducale.

La mostra al Bargello con la lunetta della ‘Resurrezione’ di Giovanni della Robbia finalmente tornata in Italia, aggiunge alle ricchezze di questo museo fiorentino la classica ciliegina sulla torta che i ‘golosi’ d’arte non potranno certo lasciarsi scappare!

La storia di questa meravigliosa lunetta di terracotta invetriata inizia parecchi secoli addietro, e precisamente nel 1520, quando fu commissionata da Niccolò Tommaseo, il capostipite della famiglia Antinori, uno dei più antichi e famosi casati fiorentini: dell’opera fu incaricato Giovanni della Robbia, nipote di Andrea e Figlio di Luca. Fu il prosecutore naturale della maestria tipica della sua famiglia nel creare capolavori in terracotta colorata con la classica copertura lucida di vetro, chiamata invetriatura. La lunetta di Giovanni della Robbia è caratterizzata da una notevole vivacità cromatica e da una certa esuberanza dei decori, caratteristiche tipiche del lavoro del suo autore. Vi è rappresentato il Cristo Risorto ed alla sua destra è raffigurato in ginocchio proprio Niccolò Tommaseo Antinori.

Oltre alle figure dell’iconografia tradizionale tipiche del tema, l’opera mostra una meravigliosa cornice colma di fiori, frutti e piccoli animali tipica di molti lavori in terracotta dei Della Robbia. La lunetta rimase a Villa le Rose di Firenze fino al 1898, quando fu acquistata da Augustus Healy, un mecenate americano presidente del Brooklyn Institute of Arts and Sciences, luogo dove l’opera è rimasta per tutti questi anni. Grazie a Marchese Antinori Spa, nel 2016 la Resurrezione di Della Robbia è stata restaurata e portata agli antichi splendori, divenendo la protagonista di mostre al Museum of Fine Arts di Boston ed alla National Gallery di Washington. Il legame con Healy viene sottolineato nella mostra del Bargello con l’esposizione del ritratto di Augustus Healy di John Singer Sargent.

La mostra al Museo Nazionale del Bargello offre anche la possibilità di vedere l’opera rinascimentale e dialogare con un’installazione di Stefano Arienti intitolata ‘Scena Fissa’. Grazie ad Antinori art Project, l’artista ha creato due opere distinte e complementari che, in modo diverso, traducono con un linguaggio più contemporaneo le caratteristiche della lunetta. Al Bargello, in una stanza comunicante con quella dove è esposta la lunetta, sono disposti grandi teli antipolvere bianchi appesi al soffitto sui quali, con vernice metallica, sono raffigurati alcuni degli elementi della Resurrezione di Cristo di Giovanni Della Robbia.

L’altra installazione dal titolo ‘Altorilievo’ si trova, invece, presso la Cantina del Chianti Classico, la meravigliosa struttura scavata nella terra del Chianti, simbolo dell’amore della famiglia Antinori per la produzione del celeberrimo vino e per l’arte. Anche in questo caso l’artista ha utilizzato teli antipolvere sui quali riproduce le 46 campiture della Lunetta.

La mostra al Bargello è proprio un’occasione imperdibile per ammirare un’opera che per così tanto tempo è rimasta lontana da Firenze e dalla famiglia Antinori. Non lasciatevela scappare e prenotate subito uno dei nostri hotel a Firenze questa meravigliosa città vi rapirà con le sue molteplici bellezze.

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A cura della redazione di Insidecom