Aneddoti & Curiosità

La leggenda del Lago dell’Accesa

Misteri & Leggende
Lago_Accesa

La leggenda del Lago dell’Accesa

A pochi minuti da Massa Marittima, si trova una vera e propria oasi naturalistica, il Lago dell’Accesa, sulle cui sponde sorge un Parco Archeologico. Dalla curiosa forma a ferro di cavallo, il lago è alimentato da una sorgente che si trova sul fondale: nonostante le credenze popolari lo definiscano senza fondo, il lago avrebbe una profondità di circa 40 metri, anche se melma e sedimenti hanno reso assai difficile la misurazione.
In epoca etrusca, nelle vicinanze del lago sorgeva un villaggio minerario dove venivano lavorati argento, piombo ed altri materiali ferrosi, come testimoniato dai numerosi reperti rinvenuti dagli archeologi nei vicini boschi. Sempre in questa zona troviamo anche piccolo borgo ormai disabitato ‘Forni dell’Accesa’, dove sono visitabili quello che resta dei forni utilizzati per la lavorazione del metallo nel Settecento.

Ma cosa rende questo lago così interessante? Narra la leggenda che nel 1218 al posto del lago sorgesse una valle coltivata con un piccolo villaggio e che il proprietario terriero, in vista di un copioso raccolto, costrinse i suoi servi a proseguire con la trebbiatura anche il 26 luglio, Festa di Sant’Anna protettrice dei mietitori e giornata da sempre dedicata al riposo e alla preghiera. Verso l’ora di pranzo il cielo si fece improvvisamente scuro e un ciclone distrusse le piantagioni: mentre tutti gridavano per la paura, il terreno prima tremò e poi si spaccò, aprendo una grande voragine in cui sprofondarono case, coltivazioni e i poveri contadini. Dalle profondità si alzarono enormi lingue di fuoco che vennero spente solo da una pioggia torrenziale che si scatenò furiosa. E cosi, in poco più di mezz’ora, quella che era una florida vallata diventò un piccolo lago scuro che emanava bagliori rossastri.

Si narra che ancora oggi, recandosi sulle sponde del lago il 26 luglio, si possano sentire le grida dei contadini e degli animali in fuga dal disastro abbattutosi in quel lontano giorno… e, ascoltando bene, perfino il suono delle campane del villaggio!

A cura della redazione di Insidecom

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