Aneddoti & Curiosità

Gli abitanti dell'Isola del Giglio tra la Lanterna e Mergellina

Curiosità storiche
Isola-del-Giglio

Gli abitanti dell'Isola del Giglio tra la Lanterna e Mergellina

A Firenze ci sono i fiorentini, a Siena i senesi, a Poggibonsi i poggibonsesi e via così. Ma è tutto davvero così semplice? Chi sono, da dove vengono, quali sono le origini degli abitanti di alcuni degli angoli più belli e particolari della Toscana? In un'epoca come quella che noi viviamo, in cui il fenomeno migratorio è così palese e pressante, è quasi affascinante guardarsi indietro e scoprire che c'è, nella terra dei Medici, un'isola che ha vissuto nei secoli vere e proprie radicali trasformazioni della sua popolazione. Stiamo parlando di Aegilium, l'Isola del Giglio.

Chi abita oggi l'Isola del Giglio? Toscanacci di mare? Maremmani emigrati? Autoctoni trapiantati millenni fa? Dal 1246 al 1406 l'isola fu in mano ai pisani, la cui guarnigione gestì ed ampliò il magnifico Castello. Subito dopo, il Giglio rientrò nei possedimenti dei fiorentini che non le dedicarono grande attenzione, al punto che nel 1447 Alfonso D'Aragona, per farla propria, bastò vi sbarcasse. Il nuovo ‘proprietario', già nel 1448 prese atto delle pessime condizioni dell'isola e decise così un ripopolamento: indusse un forte fenomeno migratorio e moltissime famiglie napoletane furono trasferite all'Isola del Giglio.

Nel 1460 il Re di Aragona vendette l'Isola ad un nipote del Papa ed il Giglio divenne proprietà di una delle più note famiglie senesi: i Piccolomini. Immediatamente si mosse un fenomeno migratorio dalla terra del Palio e molti cognomi tipici delle Contrade si trovarono poi sull'Isola del Giglio.

La principale sciagura dell'Isola è stata però, nei secoli, il continuo assalto dei pirati ed, in particolare, di quelli saraceni; nel 1544 il più terribile assalto della storia fu portato ai gigliesi dal tristemente celebre Khayr al-Dīn Barbarossa detto, in ambiente italico, Ariadeno Barbarossa. Il sanguinario pirata prese schiavi e si portò via ben 700 isolani. Pochi anni dopo, l'Isola passò dai Piccolomini ai Medici che, viste le tristi condizioni in cui versava, decisero un altro ripopolamento e vi fecero trasferire molte famiglie ancora una volta dalle terre di Siena, ma anche una nutrita colonia di greci che aveva il compito di rivitalizzare commercio ed agricoltura.

Nel 1699, a protezione di un giacimento corallino dalle incursioni dei pescatori napoletani, Cosimo III fece costruire la Torre di Campese. La cosa non ebbe vita lunga: nel 1728, infatti, fu concesso ai pescatori napoletani e liguri di sfruttare il giacimento e di legalizzare la pesca nelle acque dell'isola. Fu così che moltissimi pescatori liguri e napoletani si trasferirono definitivamente al Giglio.

Senesi, greci e soprattutto genovesi e napoletani: la cultura del Giglio è anche tutto questo e ce ne sono moltissimi esempi. Uno fra tutti il panficato, dolce tipico del Giglio, che ricorda il panforte senese… oppure alcuni canti tipici che rimandano alle melodie di Mergellina. C'è anche una delle ricette tipiche gigliesi che ci ricorda le migrazioni ed in questo caso la Lanterna genovese: le olive sotto pesto.

A cura della redazione di Insidecom

Ultimi post

Toscana: I Maledetti Toscani di Curzio Malaparte

Maledetti_Toscani
Presenze illustri

Maledetti Toscani. Perché’ maledetti? E’ il titolo di un libro che illustra in modo tagliente e schietto gli aspetti più veri del...

Vedi

Firenze: Fabio Picchi: da Firenze al Giappone in un piatto!

Fabio_Picchi
Presenze illustri

Ci sono personaggi a Firenze che sono delle vere e proprie istituzioni. L’istrionico Fabio Picchi è proprio uno di questi. Lo avrete...

Vedi

Siena: Il Mulino Bianco esiste davvero ed è in Toscana!

Mulino_Chiusdino
Opere e luoghi poco noti

Alzi la mano, anzi no, faccia un click sul mouse chi non ha mai mangiato baiocchi, macine o tegolini? Come immaginavo siete davvero poc...

Vedi

Firenze: Cencio, granata e cannella: il vocabolario della casalinga fiorentina

Dizionario_casalinga_toscana
Modi di dire

Ed eccoci qua, ancora una volta, a farci una bella lezioncina di toscano. Questa volta ci concentreremo su parole di uso più che quoti...

Vedi

I post più letti

Arezzo: Guido d'Arezzo e l'invenzione della musica

Guido-d-Arezzo
Presenze illustri

A Talla e dintorni non hanno dubbi: è nato proprio nel loro piccolo paesino in provincia di Arezzo, intorno al 922 d.C., l'inventore d...

Vedi

Pistoia: Il Bacio dei Cristi a Gavinana

Il-bacio-dei-cristi
Tradizioni popolari

E' un rito molto antico ma ancora in uso. Due grandi processioni che si incontrano, davanti ad ognuna un Cristo in croce: le teste dei ...

Vedi

Siena: Piero Carbonetti e il suo tamburo di latta

Piero-Carbonetti
Tradizioni popolari

Sovversivo, perseguitato, anarchico, clochard, sognatore: è davvero difficile definire Piero Carbonetti, toscanaccio doc e garibaldino...

Vedi

Pisa: Kinzika, la giovane donna che salvò Pisa dai Saraceni

Kinzika
Tradizioni popolari

Fu veramente lei, una giovane donna dal nome arabeggiante, Kinzica appunto, della nobile famiglia dei Sismondi, a salvare Pisa dal sacc...

Vedi