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Firenze ed il suo fiume inquieto

Curiosità storiche

Firenze ed il suo fiume inquieto

Firenze ed il suo fiume, l'Arno: bello vederlo scorrere lieto sotto il Ponte Vecchio o sotto il leopoldiano Ponte alla Vittoria, ma di lui la città ricorda anche pagini tristi, quando la sua inquietudine si è fatta distruzione.
Firenze e le alluvioni sono una storia nella storia, le potenti esondazioni del fiume hanno nei secoli influenzato i governi della città e della Toscana, illuminato studiosi, cambiato faccia ad interi quartieri; se girate per Firenze e ne lambite le sponde, non guardate l'Arno come fosse un romantico chansonnier ma semmai come un imprevedibile condottiero, un sagace politico, un volubile alleato.
Di questo nervosetto ‘alleato' e delle sue piene, Firenze si è fatta un ‘segno'. Nei secoli i fiorentini hanno apposto lapidi e targhe a memoria dai livelli raggiunti nelle varie alluvioni dalle acque del fiume, in altri casi si sono fatti un semplice, ma ancora oggi visibile, segno sul muro.  

Sono state ben 57 le alluvioni che i fiorentini hanno contato dal secolo XII… del resto l'Arno diventa un'infrastruttura interna alla città, non più un confine esterno, solo fra il 1172 ed il 1175 con la costruzione della quinta cerchia di mura: è l'epoca dei Comuni, Firenze diventa ‘grande'. 

La nostra memoria di uomini che vivono fra il recente Novecento ed il moderno Duemila ha impresso il ricordo dell'alluvione del 4 novembre del 1966, una piena di oltre 4.000 m3/secondo contro i 2.500 m3/secondo di capacità del fiume. L'Arno riverserà in città, in quella data, circa 600.000 m3 di detriti e fango. Un disastro.

Questa alluvione e quella, terribile, del 3 novembre 1844 sono le più ‘segnalate' sui muri di Firenze.

Eppure le cronache raccontano di un evento alluvionale sulla città assolutamente peggiore nel lontano 4 novembre del 1333, quando l'Arno spazzò via tutti i ponti di Firenze tranne uno (il Rubaconte): una targa trecentesca posta in via San Remigio segnala il livello raggiunto dal fiume in quei giorni.

Nel Cinquecento l'Arno esondò una volta ogni dieci anni circa (1520, 1532, 1543, 1547) ma è quella del 13 settembre del 1557 che cambia letteralmente il volto alla città che, a seguito della distruzione, viene parzialmente ripensata e ricostruita. Di questa alluvione in via di San Niccolò, sulla facciata della Chiesa, c'è una targa del periodo che documenta il livello delle acque così come quella in Piazza Santa Croce.

In via Ghibellina, all'angolo con via delle Casine, una targa, anche questa cinquecentesca, segna l'evento alluvionale di dieci anni prima, esattamente il 13 agosto 1547.

L'Arno si infuria pure il 30 ottobre 1589 e poi molte volte nella seconda metà del Seicento, epocale la piena del 3 dicembre del 1740 e nello stesso mese del 1758.

Firenze e l'Arno, raccontato sulle brochure patinate è un romantico binomio, una tenera storia d'amore ma adesso… lo sapete anche voi che la storia è ben diversa!

A cura della redazione di Insidecom

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