Aneddoti & Curiosità

Da dove viene il modo di dire ‘uscio e bottega’?

Modi di dire
Uscio_e_bottega

Da dove viene il modo di dire ‘uscio e bottega’?

A noi toscani piace sottolineare che la nostra regione, ma soprattutto Firenze, sono la culla della lingua Italiana. Del resto abbiamo anche le prove di questa nostra convinzione… e che prove! Il primo vocabolario della lingua italiana è stato creato proprio a Firenze grazie all’Accademia della Crusca! I termini che conteneva provenivano dalle opere di tre toscani: Dante, Boccaccio e Petrarca. Firenze è stata anche la fucina di tantissimi modi di dire popolari che si utilizzano ancora oggi. E’ il caso di ‘uscio e bottega’ che significa ‘vicino’ sia in senso fisico sia in riferimento ad un ‘vicinanza’ di tipo emotivo, un’amicizia stretta, ad una certa complicità.

Questo modo di dire deriva dalla struttura della antiche botteghe fiorentine. Il piano terra dei palazzi era, infatti, dedicato ai fondi commerciali che erano caratterizzati da una volta che stava proprio sopra il bancone. Di fatto questo si affacciava sulla strada dove avvenivano le contrattazioni con i clienti. La porta dalla quale si entrava in bottega si trovava di solito alla sinistra del bancone, altre volte si trovava al centro e quindi ai lati c’erano due banconi. Entravano all’interno della bottega, che si trovava oltre il bancone, solo le persone particolarmente facoltose o chi doveva concludere grossi affari.

La porta della bottega era però anche la porta di casa che si trovava nel retro, diciamo che le due parti erano un tutt’uno. Mentre il bancone si affacciava sulla via principale, le finestre dell’abitazione di solito davano sulle vie laterali. Dunque è proprio la vicinanza, addirittura coincidenza tra casa e bottega che ha dato origine al modo di dire ‘uscio e bottega’. Che ne dite di andare a visitare alcune di queste antiche botteghe? Una, per esempio, con la tipica struttura con l’arco che si affaccia sulla strada la potete trovare in Borgo San Jacopo. In alternativa potete partecipare al nostro 'Laboratorio di profumeria a Firenze' che si svolge in una delle botteghe più antiche di Firenze.

 

A cura della redazione di Insidecom

Ultimi post

Toscana: Mangiare a ‘ufo’.

mangiare a ufo
Modi di dire

Se andate in Toscana può anche darsi che vi capiti di mangiare a ufo.  Sapete cosa significa? Tranquilli,  gli omini verdi e...

Vedi

Lamporecchio: La storia dei brigidini di Lamporecchio.

brigidini-lamporecchio-1
Tradizioni popolari

I brigidini….che bontà, chi non li conosce? Il loro profumo dolce pervade l’aria di qualsiasi fiera o sagra di paese. Danno subito...

Vedi

Pistoia: Il Castagno di Pistoia: il piccolo borgo diventato museo.

castagno-di-piteccio-opera
Opere e luoghi poco noti

Vicino a Pistoia, per la precisione a soli 12 km dall'incantevole centro medievale della città,  c’è un altrettanto incantevol...

Vedi

Toscana: Un angolo di Tibet vicino a Pisa.

Pomaia_
Opere e luoghi poco noti

Pomaia è un piccolo borgo del Comune di Santa Luce a Pisa e qui, tra le colline, si trova il centro buddista più grande d...

Vedi

I post più letti

Arezzo: Guido d'Arezzo e l'invenzione della musica

Guido-d-Arezzo
Presenze illustri

A Talla e dintorni non hanno dubbi: è nato proprio nel loro piccolo paesino in provincia di Arezzo, intorno al 922 d.C., l'inventore d...

Vedi

Pistoia: Il Bacio dei Cristi a Gavinana

Il-bacio-dei-cristi
Tradizioni popolari

E' un rito molto antico ma ancora in uso. Due grandi processioni che si incontrano, davanti ad ognuna un Cristo in croce: le teste dei ...

Vedi

Siena: Piero Carbonetti e il suo tamburo di latta

Piero-Carbonetti
Tradizioni popolari

Sovversivo, perseguitato, anarchico, clochard, sognatore: è davvero difficile definire Piero Carbonetti, toscanaccio doc e garibaldino...

Vedi

Pisa: Kinzika, la giovane donna che salvò Pisa dai Saraceni

Kinzika
Tradizioni popolari

Fu veramente lei, una giovane donna dal nome arabeggiante, Kinzica appunto, della nobile famiglia dei Sismondi, a salvare Pisa dal sacc...

Vedi